Il mio ultimo 29 febbraio è stato un giorno molto particolare, sicuramente più prezioso degli otto 29 febbraio che l’hanno preceduto. Tanto per cominciare, è arrivato alla fine di un mese decisamente faticoso. A Bologna e provincia quindici giorni e forse più di neve quasi consecutivi non se li ricordavano in tanti. Pazienza, dirai tu, avrai fatto qualche giorno di ferie. Sarai andato a lavoro in treno. L’ho fatto, in effetti, ma siccome lavoro sull’Appennino, e i treni locali dei lavoratori quando passa il Frecciarossa devono fermarsi, spostarsi sul lato e chiedere scusa se esistono, è capitato che ci mettessi anche 5 ore per arrivare in ufficio, e 8 per tornare a casa. Ma cosa c’entri tu in tutto questo? C’entri perché tutte le sere, per quindici giorni e forse più, sono uscito, ricoperto come un pupazzo della Michelin, armato di pala, a ripulire l’auto dalla neve che la ricopriva. E non solo. Per quindici giorni e forse più ho spalato sei o sette metri di viale che dal posto auto conduceva alla strada. Perché l’auto doveva essere pronta in qualunque momento, e nessuno ostacolo avrebbe dovuto rallentare il mio ruolo più importante, quello di autista, per quel viaggio così importante. Per un pugliese non è normale. Un pugliese deve vivere reincarnarsi almeno tre volte per vedere tutta quella neve.

neve2012E alla fine quel viaggio l’abbiamo fatto in una mattina soleggiata, in quel 29 febbraio in cui non c’era più neve, e per fortuna non c’erano nemmeno vigili sulla fondovalle Savena perché ti assicuro che la mia utilitaria non ha mai corso tanto come quella mattina, dopo la telefonata che mi diceva che il momento era arrivato.Non è stata colpa mia, io le dicevo di andare piano perché l’importante era arrivare sani, ma non ne ha voluto sapere, scattava come una indemoniata ad ogni curva.
A dire il vero, il momento non era arrivato, perché il 29 febbraio l’abbiamo trascorso ad aspettarti invano. Ma tu avevi deciso di nascere a marzo, ché il compleanno volevi festeggiarlo tutti gli anni, e non ogni quattro. E così sei arrivata il giorno dopo.
Il primo di marzo. Sono orgoglioso di aver spalato la neve per quindici giorni, o forse più. Anche se non è servito, sono proprio i sacrifici che apparentemente non servono quelli che fanno di noi persone migliori.

Buon compleanno
Il tuo papà