Quell’anno i presepi erano ovunque, non solo nelle chiese, ma anche nelle scuole, nelle strade, nei municipi. L’ordine del ministro delle Interiora era stato perentorio, tra l’altro, e arrivato tra un messaggio in cui si complimentava con le forze dell’ordine per aver arrestato un criminale e uno in cui si complimentava con un criminale per essere allegramente in giro alla faccia delle forze dell’ordine.

I presepi dovevano essere allestiti in ogni luogo, e al passo con i tempi. Al posto dell’Angelo, accusato di insopportabile buonismo, un disoccupato nullafacente cantava gloria al ministro di cittadinanza: non era stato facile convincerlo, ma alla fine, dopo aver spostato il divano direttamente sul tetto della capanna, si era adeguato a quel trasfworerimento, anche perché da lassù le partite via satellite si prendevano anche meglio.

I pastori erano stati allontanati dagli animalisti per scarsa attenzione al benessere animale, e sostituiti da una sfilata di dolcissimi chihuahua con cappottini scamosciati, accompagnati dai loro dog-sitter con ai piedi eleganti Vuitton in pelle di coccodrillo prêt-à-porter che raccolsero migliaia di like. Figurarsi se era stato possibile far avvicinare i Re Magi, abbiamo già dato, gli aveva gridato il ministro, che dopo aver sottratto loro oro e incenso li aveva ricacciati a Malta. Nessuno sa cosa accadde della mirra ma si sospetta che sia stata requisita dai social manager del ministro: la proposero infatti come condimento per i tortellini, visto che i sondaggi sul ragù erano andati così così.

Ovviamente nel presepe non c’erano più né falegname né lavandaia, andati in pensione anzitempo, sostituiti da un astrofisico e da una immunologa che erano però durati poco: cacciati a furor di popolo perché troppo presuntuosi con tutti quegli studi fatti e prontamente rimpiazzati da un venditore di fiale omeopatiche che aveva fatto le scuole medie (più che sufficienti) e un fisioterapista che aveva imparato su Youtube il mestiere; di lui oltre tutto si diceva su Instagram fosse davvero molto bravo.

Tutto era pronto per il grande momento, gli attori che interpretavano Giuseppe e Maria erano stati scelti e acclamati dopo un televoto, ma del bambino non c’era traccia. Vabbe’, portatene un’altro, gridarono i viceministranti. Niente. Improvvisamente ci si guardò intorno e ci rese conto che c’erano solo vecchi rancorosi e sonnolenti cinquantenni con il telecomando in mano. Gli ultimi due giovani visti in giro erano stati l’astrofisico e l’immunologa scappati in Germania, e nessuno aveva pensato ai bambini.

Sicuramente è stata la manina dei maledetti burocratici del ministero, gridò un viceministrante, cui però nessuno dava più di tanto retta. Le voci cominciarono a correre, non si trova Gesù Bambino, non facciamo più bambini, dove sarà finito, sta a vedere che c’aveva ragione il Papa e Famiglia Cristiana, macché, l’ho letto su Internet, non può essere, ci sarà un’altra soluzione.

No, sentenziò il ministro dell’Interiora.

La colpa è dei migranti.

Urla di giubilo, fuochi d’artificio e spumante per tutti, c’era di nuovo un colpevole, il nullafacente tornò sul suo divano, il venditore di fiale propose un nuovo rimedio con gocce di lavanda e limoncello, tutti si abbracciarono felici.
A quel punto una luce dall’alto illuminò a giorno i campi circostanti, e una voce proclamò:

«Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi».

Fu solo un attimo di distrazione, perché proprio in quel momento partì il trenino guidato dai viceministranti e la follà poté gustare il vero spirito natalizio cantando in coro A, E, I, O, U, Ipsylon,fio maravelha, nos gosamos de voçé, fio maravelha, Brigitte Bardot, Bardot Brigitte, beijou, beijou, eh!, meu amigo Charlie…

Chissà, forse in quel trenino c’è persino qualcuno di voi, molto davanti, perché si sa, prima gli italiani. A lui e a tutti gli altri, buon Natale. Se abbassate un po’ il volume del disco samba, forse tornerete anche voi a sentire una voce dal Cielo.