Non ve ne andrete a mani vuote, questo è sicuro.
Un campione dell’inedito come me, potrà pure togliersi la soddisfazione di regalare i propri scritti e i propri documenti, no? Fatene buon uso, però: leggete, stampate, ringraziate se volete. Copiate pure, anche se, sinceramente, una citazione sarebbe apprezzata. I documenti sono in formato acrobat, se non riuscite a visualizzare potete scaricare il software di lettura gratuito dal loro sito.

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Il cuore di un unicorno

Il racconto che fa da anteprima, o “teaser”, come dicono i pubblicitari, al romanzo “Ballata in sud minore”. I protagonisti sono infatti gli stessi che ritroverà chi leggerà il romanzo, ed anche i toni e le sfumature. Il romanzo è stato premiato con il  terzo posto parimerito al concorso letterario nazionale “Vincenzo Licata” e si è posizionato secondo al concorso letterario indetto da “Progetto Babele”, meritandosi la pubblicazione nella raccolta Unibook

Modelli di ricerca e di estrazione dell’informazione (information retrieval). Analisi di un’esperienza su testi multimediali

La mia tesi di laurea, premiata con 110 e lode, incentrata sull’esperienza avuta come curatore del testo “Il design della scrittura multimediale” di G.Tonfoni. Il lavoro si basa sull’idea che sia possibile tracciare un percorso comune tra discipline apparentemente lontane come la linguistica, la semiotica, la psicologia cognitiva, l’informatica.

Secolarizzazione cattolica

Può accadere che una associazione un po’ bigotta, a tratti reazionaria, ossequiosa della gerarchia ecclesiastica al punto di essere definita “il clero di riserva”, diventi una struttura laice, moderna, profondamente democratica, dinamica, orientata all’ecumenismo? Può accadere, se a dirigerla ci sono uomini della tempra di Vittorio Bachelet. È quello che ho cercato di dimostrare in questo saggio storico-sociologico, presentato per il corso di Sociologia dei processi culturali e premiato con la lode, autentico omaggio all’associazione in cui ho trascorso gli anni dell’infanzia e della adolescenza.

Caro Diario: scheda di lettura

Avrò visto Caro Diario più di dieci volte. Più che vederlo l’ho sezionato, sviscerato, smontato e rimontato, con la massima cura che si destina agli oggetti amati. Questa è una scheda di analisi semiotica presentata per il corso di Semiologia dei linguaggi audiovisivi e premiata con un trenta. Senza lode, perché non riuscii a convincere il professor Costa sul rapporto tra Pasolini e Moretti. Non ne ero tanto convinto neanche io. Pazienza.

Il Gattopardo: Scheda di lettura comparata tra il film di L.Visconti e il romanzo di G. Tomasi di Lampedusa

Ho quasi un certo timore reverenziale nell’accostare il mio nome accanto a quello di due capolavori come il romanzo di Tomasi di Lampedusa e la trasposizione cinematografica di Visconti. In questa analisi cerco di dimostrare come il miglior modo di rimanere fedeli ad un romanzo è “tradirlo” nella sua resa filmica. Come? Non avete mai letto il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa? Spegnete immediatamente il computer e tornate dopo averlo letto. Subito!

Se Mowgli si perde nella giungla (televisiva)

Prendete un giovane universitario inesperto, entusiasta, un po’ presuntuoso, innamorato del cinema e disgustato dalla maggior parte del palinsesto televisivo italiano. Proponetegli di fare una ricerca per l’esame di Teoria e tecnica del linguaggio audiovisivo. Cosa ne verrà fuori? Un testo sfortunato, incompreso, brutto forse, sicuramente sincero al quale sono affezionato proprio come ci si affeziona alle proprie creazioni di scarso successo. Una denuncia non troppo velata dello squallore del palinsesto che mortifica il cinema italiano. Presi un 24, per questo lavoro, che rifiutai. Avevo lavorato per mesi su questa ricerca, un 24 mi disgustava. Elaborai un altro testo (il successivo da scaricare) in due settimane, e presi 29. Morale: scrivete con passione difendendo le vostre idee. Ma non trascurate troppo il pubblico di riferimento…

Analisi del programma televisivo Taratatà

Sulle origini di questo lavoro vi rimando al testo precedente. Ebbi l’occasione di partecipare nel pubblico ad alcune trasmissioni del programma televisivo della Rai, che allora andava in onda da Bologna, e ne trassi uno spunto per l’analisi della trasmissione. Una accurata, dettagliata, approfondita scoperta dell’acqua calda, come talvolta accade nelle scienze della comunicazione.

Giocattoli per pensare

Anno 1998, l’ipertesto comincia a diffondersi nel pubblico anche se pochi sanno cos’è e come funziona. Tra questi ci siamo il mio amico Nico ed io, che ne elaboriamo questo saggio per l’esame di Semiotica del testo. La tesina è premiata da un trenta da Umberto Eco in persona che dimostra di aver letto di meglio in vita sua, ma apprezza il nostro impegno a tal punto da proporre la lode. L’assistente però si oppone: la lode sarebbe troppo. Eco insiste, l’assistente pure. Eco allora propone: vi faccio qualche domanda, ci giochiamo la lode o un 28, vi va? Il mio amico non ci pensa un istante, io sono un po’ imbarazzato ma concordo con lui. Ci teniamo il trenta, e che cacchio, siamo mica eroi. Il lavoro, messo online, riscuote un certo successo, se è vero che è stato utilizzato da un buon numero di studenti che ci hanno contattato e citato in varie tesi di laurea, persino all’estero. Una piccola soddisfazione, ma che volete, si vive soprattutto di quelle, alla faccia di tutti gli assistenti del mondo.

Orientimpresa

Alla fine degli anni ’90 l’Università di Bologna, con la collaborazione della società di formazione Sinform, organizza un corso denominato Orientimpresa, che peremtte ad alcuni studenti selezionati tramite test di fare un corso in aula e due stage, uno in Italia e uno all’estero. Questo testo è il racconto della prima, bella esperienza, avuta presso la Mediaevo, società di comunicazione multimediale che allora aveva sede a Bologna. Del secondo stage, a Dublino, non ho scritto niente. Di certi ricordi sono geloso, diamine…