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	<title>Carmine CaputoCarmine Caputo | Carmine Caputo</title>
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	<description>Le testine si allineano, le teste pensano</description>
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		<title>Il festival della nazione italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi non puoi definirti un blogger se non commenti Sanremo, e quindi non ci esimeremo dal farlo, nonostante qualche imbarazzato legato al fatto che ho potuto seguire solo spezzoni delle varie serate, perché il mio status di lavoratore con figlia a carico questo mi offre. Propongo allora una pagellina che fa tanto tecnico e quindi in linea con i tempi. 10 Papaleo. E la smettano quelli che parlano di &#8220;sorpresa&#8221; o &#8220;rilevazione&#8221;, Rocco Papaleo è un attore presente in televisione, alla radio e al cinema da tanti anni, ovvio che chi guarda le isole dei famosi, i grandi fratelli e le dirette sulle disgrazie non lo conosceva. Il bello del successo ottenuto, e meritato, da Rocco è che è la dimostrazione che in Italia il talento c&#8217;è eccome: basta far fare le cose a chi sa farle. Si prende un  intrattenitore e attore completo, lo si mette sul palco e lui fa il suo mestiere bene. Ovvio che non è la stessa cosa se si pretende che una modella presenti o che un cantante conduca. A ognuno il suo. Ma nel paese dove i figli dei professori insegnano medicina all&#8217;università anche se sono laureati in legge, questo è pretendere troppo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1771" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/papaleo.jpg"><img class="size-full wp-image-1771" title="papaleo" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/papaleo.jpg" alt="" width="290" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Copyright Ansa www.ansa.it</p></div>
<p>Oggi non puoi definirti un blogger se non commenti Sanremo, e quindi non ci esimeremo dal farlo, nonostante qualche imbarazzato legato al fatto che ho potuto seguire solo spezzoni delle varie serate, perché il mio status di lavoratore con figlia a carico questo mi offre. Propongo allora una pagellina che fa tanto tecnico e quindi in linea con i tempi.<br />
<strong>10 Papaleo</strong>. E la smettano quelli che parlano di &#8220;sorpresa&#8221; o &#8220;rilevazione&#8221;, Rocco Papaleo è un attore presente in televisione, alla radio e al cinema da tanti anni, ovvio che chi guarda le isole dei famosi, i grandi fratelli e le dirette sulle disgrazie non lo conosceva. Il bello del successo ottenuto, e meritato, da Rocco è che è la dimostrazione che in Italia il talento c&#8217;è eccome: basta far fare le cose a chi sa farle. Si prende un  intrattenitore e attore completo, lo si mette sul palco e lui fa il suo mestiere bene. Ovvio che non è la stessa cosa se si pretende che una modella presenti o che un cantante conduca. A ognuno il suo. Ma nel paese dove i figli dei professori insegnano medicina all&#8217;università anche se sono laureati in legge, questo è pretendere troppo.</p>
<p><strong>5 Irene Fornaciari</strong>. La ragazza è brava e si impegna, ma per fortuna Sanremo non è l&#8217;università, un ministero o un&#8217;azienda, dove il &#8220;figlio di&#8221; si piazza sempre e comunque. Non basta una canzone di Van De Sfroos e addirittura Brian May a risollevare le sorti di una prestazione, e di una carriera, che sembra non decollare. Io non so se ha ereditato l&#8217;immenso talento del padre, ma se fossi in lei lascerei perdere le grandi collaborazioni con gli amici di papà,  se ha le capacità prima o poi le dimostrerà da sola.</p>
<p><strong>4 Celentano</strong>. Celentano oltre ad essere uno straordinario cantante (e l&#8217;ha confermato per l&#8217;ennesima volta senza nemmeno dover ricorrere ai vecchi successi come fanno in tanti) ha carisma, gestisce bene i tempi teatrali &#8211; altro che pause, lui è uno che sa come si tiene il pubblico in sospeso &#8211; ha anche un ottimo senso dell&#8217;umorismo. Però non è un autore. Affiancato da qualcuno che lo aiuta a scriverei testi, dà il meglio di sé, che si tratti dei vecchi simpatici film firmati da Castellano e Pipolo, fino a successi televisivi recenti (vi ricordate il rock e il lento di Rockpolitick? Dietro c&#8217;era Diego Cugia). Altrimenti rischia la catastrofe, come quel Joan Lui in cui mescolava toni apocalittici con battute demenziali. Non è stata una catastrofe, ma un mezzo pasticcio sì, anche perché da uno come lui ci si aspettava qualcosa di più dei luoghi comuni sui preti non parlano del paradiso (senza nemmeno citare le accuse indegne a Famiglia Cristiana e Avvenire). Come ha detto un commentatore televisivo, non puoi inscenare un ambiente beckettiano e poi farlo interpretare a Pupo.</p>
<p><strong>3 le canzoni.</strong> Magari qualcuno decente c&#8217;era, ma la verità è che ha ragione chi dice che ormai sono solo un contorno. Soliti personaggi da talent, facce note e prive di idee. Anche se chi vorrebbe maggiore spazio per la musica dovrebbe ricordare che il festival della canzone italiana è finito negli anni ottanta, quando durava solo tre giorni, si cantava in playback e Tiziana Rivale vinceva con un plagio di Joe Cocker. Questo è il festival della nazione italiana, quello rinvigorito appunto dai grandi personaggi, che siano Benigni o Celentano conta poco, quello che Fazio, la Ventura, Bonolis e via discorrendo hanno trasformato nell&#8217;ultimo varietà della televisione italiana. La musica oggi è altrove, e non ha bisogno di festival.</p>
<p><strong>2 I soliti id</strong>ioti. Non è stato un gran festival per la comicità, con il turpiloquio di Luca e Paolo che riempiva un vuoto di idee e questa insistente mania dei comici di fare sempre il pistolotto serio (c&#8217;è cascato persino Alessandro Siani, l&#8217;unico che mi ha strappato una risata con la battuta dei francesi con la puzza sotto il naso perché non hanno il bidé). Ma i solidi idioti non solo sono volgari, non solo sono qualunquisti, non solo solo aggressivi, non solo vanno avanti a tormentoni&#8230; il loro dramma è che non fanno ridere. Nemmeno un po&#8217;. E questa è una colpa che a un comico non si può perdonare</p>
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		<title>Le ferrovie dello strato</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Edition]]></category>
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		<description><![CDATA[Il titolo non è un refuso. I comunicati ufficiali di Trenitalia di questi giorni con spettacolari artifici retorici riportano &#8220;Continua l’applicazione del Piano Neve che garantisce la mobilità dei viaggiatori grazie ad un alleggerimento nella programmazione dei treni che rende più fluido il traffico&#8221;. La realtà è che l&#8217;alleggerimento vuol dire cancellazione dei treni locali e di tutto ciò che in qualche modo può ostacolare sua maestà l&#8217;Eurostar, che per nessun motivo deve subire rallentamenti o ritardi. E lo strato a cui mi riferisco è proprio lo strato sociale, quella società classista stratificata che pensavamo relegata al diciannovesimo secolo dickensiano o a certe regioni dell&#8217;estremo oriente e che invece Trenitalia sta realizzando in questi giorni. Una società che vede da una parte i vip, i brillanti, la classe dirigente che grazie all&#8217;alta velocità raggiunge Roma da Milano in poche ore, anche sotto la bufera. Dall&#8217;altra gli sfigati, i mammoni, i bamboccioni &#8211; chiamateli come volete &#8211; gli studenti senza suv e i lavoratori pendolari che invece attendono 4 o 5 ore, in stazioni senza sala d&#8217;aspetto e senza personale, sperando che infine qualcosa passi. Tanto per farvi un esempio mercoledì 8 febbraio il treno 6581 ha fatto una decina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/pannello_ferroviario.jpg"><img src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/pannello_ferroviario-290x290.jpg" alt="" title="pannello_ferroviario" width="290" height="290" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1764" /></a>Il titolo non è un refuso. I comunicati ufficiali di Trenitalia di questi giorni con spettacolari artifici retorici riportano &#8220;Continua l’applicazione del Piano Neve che garantisce la mobilità dei viaggiatori grazie ad un alleggerimento nella programmazione dei treni che rende più fluido il traffico&#8221;. La realtà è che l&#8217;alleggerimento vuol dire cancellazione dei treni locali e di tutto ciò che in qualche modo può ostacolare sua maestà l&#8217;Eurostar, che per nessun motivo deve subire rallentamenti o ritardi. E lo strato a cui mi riferisco è proprio lo strato sociale, quella società classista stratificata che pensavamo relegata al diciannovesimo secolo dickensiano o a certe regioni dell&#8217;estremo oriente e che invece Trenitalia sta realizzando in questi giorni. Una società che vede da una parte i vip, i brillanti, la classe dirigente che grazie all&#8217;alta velocità raggiunge Roma da Milano in poche ore, anche sotto la bufera. Dall&#8217;altra gli sfigati, i mammoni, i bamboccioni &#8211; chiamateli come volete &#8211; gli studenti senza suv e i lavoratori pendolari che invece attendono 4 o 5 ore, in stazioni senza sala d&#8217;aspetto e senza personale, sperando che infine qualcosa passi.<br />
Tanto per farvi un esempio mercoledì 8 febbraio il treno 6581 ha fatto una decina di minuti di ritardo, dopo di che sono stati cancellati l&#8217;11521,l&#8217;11571, il 6559, mentre il 6501 ha fatto un ritardo di venti minuti. Tradotto in altri termini tra le 6,30 e le 9 non ci sono stati treni tra Bologna e Firenze. A parte l&#8217;alta velocità, impeccabile come sempre. Alla faccia dell&#8217;alleggerimento. Ma non è che un pendolare che deve fermarsi TRA Bologna e Firenze può prendere l&#8217;eurostar e lanciarsi al volo dal finestrino.<br />
Nel frattempo le insegne elettroniche davano notizie fuorvianti (ho preso un treno che era stato dichiarato soppresso cinque minuti prima: la tenacia premiata) e una voce preregistrata continuava a ripetere di stare lontani dalla striscia gialla. La situazione va avanti così da 10 giorni, con i poveri capitreno che si difendono dietro un &#8220;un ci si capisce più nulla&#8221; (ripeteva sconsolato un capotreno l&#8217;altro giorno che per primo veniva sballato da una parte all&#8217;altra senza alcun preavviso), e dall&#8217;altra parte gli autobus e le corriere che invece non perdono un colpo.<br />
Anni fa i treni avevano la terza classe: c&#8217;era chi viaggiava in poltrona e chi su una panca di legno, ma se si si arrivava, si arrivava tutti insieme. Era la matafora di un&#8217;Italia in cui anche per chi stava scomodo in terza classe c&#8217;era un po&#8217; di speranza. Oggi no, oggi ci sono i treni lusso, che viaggiano supersonici verso l&#8217;Europa, e i treni dei poveracci, soppressi per non infastidire.</p>
<p>PS Per evitare gli imbarazzanti pannelli pieni di scritte SOP. (soppresso) ultimamente i pannelli riportano solo i treni che viaggiano: gli altri sono scomparsi, ingoiati come fantasmi dietro il vapore della Freccia Rossa. E&#8217; l&#8217;alleggerimento, bellezza.<br />
AGGIORNAMENTO<br />
Se non ci credete, guardate <a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/Programma_di_circolazione_linea_Bologna-Prato__Treni_cancellati_.pdf" title="Treni cancellati">i treni cancellati</a> per il 14 febbraio sulla Bologna Prato: più della metà, e aggiungete tra i 40 e 70 minuti di ritardo ciascuno, E meno male che non nevica più<br />
Fonte: Ferrovie dello Stato</p>
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		<title>L&#8217;involuzione della specie</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 18:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dico sul serio]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi è capitato di ascoltare una persona di una certa età del piccolo paese dove lavoro, Monzuno, dove come nella maggior parte delle località appenniniche e non in questi giorni sta nevicando moltissimo, tra le proteste del popolo dei &#8220;io pago le tasse&#8221; che passa la domenica pomeriggio a guardare le partite in tivù e domani griderà perché il Comune non gli spazzato il marciapiede sotto casa. A parte che ho l&#8217;impressione che chi di solito chi rivendica con aggressività di pagare le tasse spesso dimentica di pagarne una parte, , perché invece noialtri dipendenti preferiamo non evocarle nemmeno. Ma questa è un&#8217;altra storia. Raccontava, dicevo, che quando era piccolo lui non c&#8217;erano certo gli spalaneve (in queste ore a Monzuno ne operano 14, tanto per dare un&#8217;idea, e costano almeno un centinaio di migliaia di euro alla collettività). C&#8217;erano alcuni agricoltori che avevano dei trattori da adattare, erano due o tre al massimo: bisognava aspettare che smettesse di nevicare, affinché si predisponesse il trattore, e dopo un giorno o due quelli cominciavano a spalare. Eppure nessuno blaterava di tonnellate di sale da spargere (che distrugge le strade e a temperature sotto zero non serve, ricordiamolo) o peggio ancora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/neve_2012.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1759" title="neve_2012" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/neve_2012-290x290.jpg" alt="" width="290" height="290" /></a>Mi è capitato di ascoltare una persona di una certa età del piccolo paese dove lavoro, Monzuno, dove come nella maggior parte delle località appenniniche e non in questi giorni sta nevicando moltissimo, tra le proteste del popolo dei &#8220;io pago le tasse&#8221; che passa la domenica pomeriggio a guardare le partite in tivù e domani griderà perché il Comune non gli spazzato il marciapiede sotto casa. A parte che ho l&#8217;impressione che chi di solito chi rivendica con aggressività di pagare le tasse spesso dimentica di pagarne una parte, , perché invece noialtri dipendenti preferiamo non evocarle nemmeno. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Raccontava, dicevo, che quando era piccolo lui non c&#8217;erano certo gli spalaneve (in queste ore a Monzuno ne operano 14, tanto per dare un&#8217;idea, e costano almeno un centinaio di migliaia di euro alla collettività). C&#8217;erano alcuni agricoltori che avevano<br />
dei trattori da adattare, erano due o tre al massimo: bisognava aspettare che smettesse di nevicare, affinché si predisponesse il trattore, e dopo un giorno o due quelli cominciavano a spalare. Eppure nessuno blaterava di tonnellate di sale da spargere (che distrugge le strade e a temperature sotto zero non serve, ricordiamolo) o peggio ancora di composti chimici inquinanti per sciogliere la neve.<br />
Nessuno gridava che è uno scandalo, che è una vergogna, che così non si va avanti, impugnando il telecomando in una mano e la birra nell&#8217;altra.<br />
Perché erano uomini, quelli lì, che si tiravano su le maniche e si davano da fare, e in mano avevano la vanga, e non lamacchina fotografica con cui andare in giro a fare foto da pubblicare su Facebook.  Erano uomini cui la guerra aveva insegnato a battersi in prima persona senza aspettare che qualcun altro lo faccia per te.<br />
Erano uomini (e donne!) che si preoccupavano di come stessero i bambini, e non di trovare ossessivamente qualcuno a cui sbolognarli visto le scuole chiuse, erano uomini che rispettavano la Natura e i suoi cicli e non cercavano di stravolgerla per adattarla agli orari del loro aperitivo.<br />
La strada vicino casa mia è piena di neve e in macchina non ci si muove, e io in questi giorni mi sto alzando poco dopo le cinque per andare al lavoro con i mezzi pubblici, facendo un paio di chilometri a piedi, e ci ho messo anche cinque ore per tornare a casa. Nel mio piccolo è il contributo che sto dando al rispetto della natura, il mio modo di sentirmi uomo, perché penso che sia meglio spendere i soldi pubblici per gli ospedali, gli asili e le biblioteche, piuttosto che per garantire il diritto a prendere la macchina in qualunque situazione. Quando sento le persone che arrivano in Comune per protestare perché c&#8217;è la neve sul cassonetto vicino casa loro, e nessuno glielo ripulisce, e loro pagano le tasse!, allora capisco che Darwin aveva ragione, ma non aveva previsto l&#8217;inversione del suo piano: siamo in piena involuzione.<br />
I discendenti di quelli che protestano continueranno a protestare, ma avranno una clava, in mano, e non un cellulare con fotocamera.</p>
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		<title>Eleggeteli tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pollitica]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso si parla di costi della politica: parlamentari, consiglieri regionali, sindaci. Che costano un sacco di soldi e in tempi di crisi andrebbero ridotti, è vero, e lo sanno tutti. Quello che non tutti sanno è che a costare tanto non sono i politici eletti, ma quelli trombati. Si perché un candidato senatore, o presidente di regione, che per mesi ha battuto il territorio, ha tenuto comizi, conferenze stampa, partecipato a dibattiti pubblici, non è che se lo faccia per la gloria. Anche perché se perde di gloria non ce n&#8217;è tanta. E allora poi bisogna sistemarlo in qualche modo. E come? Be&#8217; in qualche ente pubblico, soprattutto quelli di cui nessuno sa niente e che costano all&#8217;Italia miliardi di euro ogni anno (lo sapevate che esiste una società per la gestione dell&#8217;aeroporto di Pavullo? Peccato che non esista l&#8217;aeroporto, o meglio che serva solo come scuola di piloti di aliante&#8230;ma è solo un esempio, a Grottaglie c&#8217;è una delle piste più lunghe di Italia, di sono dipendenti e strutture ma l&#8217;aeroporto è chiuso al traffico civile per l&#8217;opposizione dei politici di Bari). E il bello che mentre per gli enti pubblici ci sono norme sulla trasparenza per cui almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/camera_deputati.jpg"><img src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/camera_deputati-290x290.jpg" alt="" title="camera_deputati" width="290" height="290" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1757" /></a>Spesso si parla di costi della politica: parlamentari, consiglieri regionali, sindaci. Che costano un sacco di soldi e in tempi di crisi andrebbero ridotti, è vero, e lo sanno tutti. Quello che non tutti sanno è che a costare tanto non sono i politici eletti, ma quelli trombati. Si perché un candidato senatore, o presidente di regione, che per mesi ha battuto il territorio, ha tenuto comizi, conferenze stampa, partecipato a dibattiti pubblici, non è che se lo faccia per la gloria. Anche perché se perde di gloria non ce n&#8217;è tanta. E allora poi bisogna sistemarlo in qualche modo. E come? Be&#8217; in qualche ente pubblico, soprattutto quelli di cui nessuno sa niente e che costano all&#8217;Italia miliardi di euro ogni anno (lo sapevate che esiste una società per la gestione dell&#8217;aeroporto di Pavullo? Peccato che non esista l&#8217;aeroporto, o meglio che serva solo come scuola di piloti di aliante&#8230;ma è solo un esempio, a Grottaglie c&#8217;è una delle piste più lunghe di Italia, di sono dipendenti e strutture ma l&#8217;aeroporto è chiuso al traffico civile per l&#8217;opposizione dei politici di Bari). E il bello che mentre per gli enti pubblici ci sono norme sulla trasparenza per cui almeno un concorso per essere assunti bisogna farlo, in queste aziende municipalizzate si possono assumere amici, parenti e parenti di amici. Tanto sono spa, o srl, di diritto privato, in cui l&#8217;unico ruolo del pubblico è pagare.<br />
Io ho una soluzione per questo problema. Eleggiamoli tutti. Basta candidarsi, e l&#8217;elezione da qualche parte è sicura.<br />
Sembra una follia? Vi assicuro che ci costerebbe meno</p>
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		<title>Spala Yuri spala</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Edition]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Neve uno C&#8217;è chi ne apprezza l&#8217;aspetto romantico chi l&#8217;ama quando si adagia sul mare io sarò forse un tantino prosaico però la neve fa proprio cagare Neve due Sarà anche vero che sotto c&#8217;è il pane e che ai bambini regala sorrisi ma mentre spalo con sto freddo cane a me mi* girano i cabasisi Neve tre (prosaico e rancoroso) Hai voluto il casolare arroccato dove far vivere ai tuoi figli un più diretto contatto con la terra? Hai voluto uno spazio a misura d&#8217;uomo lontano dalla frenesia della città? Hai voluto l&#8217;isolamento in cima alle colline da dove riscoprire la profondità del silenzio? Hai voluto immergerti nel verde dove respirare a pieni polmoni l&#8217;ebrezza della vita genuina? E adesso spala, Yuri, spala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/neve.jpg"><img src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/02/neve-290x290.jpg" alt="" title="neve" width="290" height="290" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1755" /></a>Neve uno</p>
<p>C&#8217;è chi ne apprezza l&#8217;aspetto romantico<br />
chi l&#8217;ama quando si adagia sul mare<br />
io sarò forse un tantino prosaico<br />
però la neve fa proprio cagare</p>
<p>Neve due</p>
<p>Sarà anche vero che sotto c&#8217;è il pane<br />
e che ai bambini regala sorrisi<br />
ma mentre spalo con sto freddo cane<br />
a me mi* girano i cabasisi</p>
<p>Neve tre (prosaico e rancoroso)</p>
<p>Hai voluto il casolare arroccato dove far vivere ai tuoi figli un più diretto contatto con la terra?<br />
Hai voluto uno spazio a misura d&#8217;uomo lontano dalla frenesia della città?<br />
Hai voluto l&#8217;isolamento in cima alle colline da dove riscoprire la profondità del silenzio?<br />
Hai voluto immergerti nel verde dove respirare a pieni polmoni l&#8217;ebrezza della vita genuina?<br />
E adesso spala, Yuri, spala</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quegli odiosi &#8220;reader&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pdf]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;erano una volta i pdf da guardare online: documenti, giornali, ma anche volantini. Poi qualche genio ha pensato che per migliorare &#8220;l&#8217;esperienza utente&#8221; erano necessarie tecnologie che ricordassero la carta stampata. Ecco allora varie applicazioni basate su flash che permettono (addirittura) di sfogliare una pagina con un movimento del mouse, solo che mentre con il pdf bastava un click, adesso è un attimo e ti ritrovi venti pagine dopo, con un ingrandimento 300x su un dettaglio insignificante. Passi il tentativo di proteggere i diritti d&#8217;autore (ma si può fare, e meglio, anche con il pdf), ma perché devo diventare matto per sfogliare anche il volantino di un supermercato? E poi perché adottare tecnologie scadenti solo perché vanno di moda? Io non voglio fare le pieghe ad un giornale virtuale. Voglio leggere. Ci vuol tanto a capirlo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/computer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1752" title="computer" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/computer.jpg" alt="" width="290" height="290" /></a>C&#8217;erano una volta i pdf da guardare online: documenti, giornali, ma anche volantini. Poi qualche genio ha pensato che per migliorare &#8220;l&#8217;esperienza utente&#8221; erano necessarie tecnologie che ricordassero la carta stampata. Ecco allora varie applicazioni basate su flash che permettono (addirittura) di sfogliare una pagina con un movimento del mouse, solo che mentre con il pdf bastava un click, adesso è un attimo e ti ritrovi venti pagine dopo, con un ingrandimento 300x su un dettaglio insignificante.</p>
<p>Passi il tentativo di proteggere i diritti d&#8217;autore (ma si può fare, e meglio, anche con il pdf), ma perché devo diventare matto per sfogliare anche il volantino di un supermercato? E poi perché adottare tecnologie scadenti solo perché vanno di moda?<br />
Io non voglio fare le pieghe ad un giornale virtuale. Voglio leggere.</p>
<p>Ci vuol tanto a capirlo?</p>
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		<title>Io non odio Ikea</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 20:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[accessori]]></category>
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		<category><![CDATA[salmone]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non odio Ikea per i suoi mobili montabili. In fondo montarli può essere divertente se si supera l&#8217;angoscia della vite che avanza &#8211; e non dovrebbe &#8211; e la si nasconde in fretta in un cassetto. Io non odio Ikea per le sue librerie, che si adattano agli ambienti e permettono di sfruttare bene gli spazi. Io non odio Ikea neppure per i suoi menù al salmone o le bevande gassate ai mirtilli (sebbene un italiano che mangia in un ristorante svedese è uno dei segni ineludibili dell&#8217;avvicinarsi dell&#8217;apocalisse come le automobili di lusso indiane e gli svizzeri campioni di vela). Io non odio Ikea perché ritira dal mercato seggiolini che si sganciano o tende che rischiano di decapitare gli ospiti: certo sarebbe meglio non sbagliare, ma ammettere i propri sbagli è segno di maturità. Io odio Ikea per le posatine colorate, i bicchierini fosforescenti, le scatoline, le lampadine, le ciotoline e  tutto ciò di piccolino che scivola lascivamente nelle borse delle mogli che partono con l&#8217;idea di farsi un giro (con la tranquillità dei mariti che sanno che FRAMSTA o KLINGSBO non ci stanno agevolmente nel carrello) e tornano &#8220;senza aver comprato quasi niente&#8221;. E&#8217; in quell&#8217;avverbio &#8220;quasi&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1749" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/ikea.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1749" title="ikea" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/ikea-290x240.jpg" alt="" width="290" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine tratta dal sito Ikea</p></div>
<p>Io non odio Ikea per i suoi mobili montabili. In fondo montarli può essere divertente se si supera l&#8217;angoscia della vite che avanza &#8211; e non dovrebbe &#8211; e la si nasconde in fretta in un cassetto.</p>
<p>Io non odio Ikea per le sue librerie, che si adattano agli ambienti e permettono di sfruttare bene gli spazi.</p>
<p>Io non odio Ikea neppure per i suoi menù al salmone o le bevande gassate ai mirtilli (sebbene un italiano che mangia in un ristorante svedese è uno dei segni ineludibili dell&#8217;avvicinarsi dell&#8217;apocalisse come le automobili di lusso indiane e gli svizzeri campioni di vela).</p>
<p>Io non odio Ikea perché ritira dal mercato seggiolini che si sganciano o tende che rischiano di decapitare gli ospiti: certo sarebbe meglio non sbagliare, ma ammettere i propri sbagli è segno di maturità.</p>
<p>Io odio Ikea per le posatine colorate, i bicchierini fosforescenti, le scatoline, le lampadine, le ciotoline e  tutto ciò di piccolino che scivola lascivamente nelle borse delle mogli che partono con l&#8217;idea di farsi un giro (con la tranquillità dei mariti che sanno che FRAMSTA o KLINGSBO non ci stanno agevolmente nel carrello) e tornano &#8220;senza aver comprato quasi niente&#8221;.</p>
<p>E&#8217; in quell&#8217;avverbio &#8220;quasi&#8221; che si concentra il mio odio per Ikea.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E chi li conosce?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pollitica]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[teaser]]></category>
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		<description><![CDATA[ I pubblicitari li chiamano teaser. Sono campagne che servono solo a incuriosire, stuzzicare l&#8217;opinione pubblica, senza chiarire troppo il messaggio. Dopo il teaser c&#8217;è il follow-up, la campagna pubblicitaria vera e propria che nei colori e nello slogan deve richiamare il teaser che l&#8217;ha preceduta. Uno strumento rischioso, sicuramente, di cui si ricordano errori clamorosi (la Mercedes organizzò una campagna di teaser che anticipò di un anno l&#8217;uscita della Classe A, poi quando la macchina fu presentata si scoprì che si accappottava in curva). L&#8217;idea comunque è vecchiotta, molto sfruttata, e se non c&#8217;è un lavoro di creatività fatto bene, allora non funziona. Spesso viene associata al guerrilla marketing, cioè a quelli strumenti di comunicazione non convenzionale che si basano sull&#8217;idea di diffondere una leggenda metropolitana o del coinvolgimento involontario dei media per svelare un mistero dietro il quale c&#8217;è una operazione commerciale. I geni del PD hanno usato entrambi questi strumenti. L&#8217;hanno fatta in maniera mediocre, ricalcando cioè cliché già abbastanza usurati, senza quell&#8217;audacia e quella voglia di osare che devono essere alla base di questi strumenti. E anche da un punto di vista esecutivo, teaser e follow up sono davvero scarsini. Ma il punto non è questo, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/campagna_PD.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1746" title="campagna_PD" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/campagna_PD-290x290.jpg" alt="" width="290" height="290" /></a> I pubblicitari li chiamano teaser. Sono campagne che servono solo a incuriosire, stuzzicare l&#8217;opinione pubblica, senza chiarire troppo il messaggio. Dopo il teaser c&#8217;è il follow-up, la campagna pubblicitaria vera e propria che nei colori e nello slogan deve richiamare il teaser che l&#8217;ha preceduta. Uno strumento rischioso, sicuramente, di cui si ricordano errori clamorosi (la Mercedes organizzò una campagna di teaser che anticipò di un anno l&#8217;uscita della Classe A, poi quando la macchina fu presentata si scoprì che si accappottava in curva). L&#8217;idea comunque è vecchiotta, molto sfruttata, e se non c&#8217;è un lavoro di creatività fatto bene, allora non funziona. Spesso viene associata al guerrilla marketing, cioè a quelli strumenti di comunicazione non convenzionale che si basano sull&#8217;idea di diffondere una leggenda metropolitana o del coinvolgimento involontario dei media per svelare un mistero dietro il quale c&#8217;è una operazione commerciale.</p>
<p>I geni del PD hanno usato entrambi questi strumenti. L&#8217;hanno fatta in maniera mediocre, ricalcando cioè cliché già abbastanza usurati, senza quell&#8217;audacia e quella voglia di osare che devono essere alla base di questi strumenti. E anche da un punto di vista esecutivo, teaser e follow up sono davvero scarsini. Ma il punto non è questo, in fondo chi li accusa esagera, a parte il fatto di aver appeso abusivamente i manifesti (pratica che ha svelato la loro natura politica visto che sono i politici a non pagare mai per le affissioni), per il resto la campagna ha attirato l&#8217;attenzione, tutto sommato non è stato questo flop di cui parlano tutti. Il punto è: perché devo usare strumenti che servono tutto al più a vendere scarpe e bevande analcoliche per promuovere il tesseramento ad un partito?</p>
<p>Su quali valori si basa un partito che cita le commediole hollywoodiane e si propone con una grafica che ricorda le patatine fritte più economiche?</p>
<p>Se vogliono conquistare i voti dei giovani di sinistra, cerchino di spiegare perché mai i giovani di sinistra dovrebbero votare per Enrico Letta. Quando avranno trovato una sola ragione, allora potranno farne la base per una campagna di abbonamenti. </p>
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		<title>Mai più impacchettare un regalo senza averlo provato</title>
		<link>http://www.carminecaputo.com/2012/01/11/mai-piu-impacchettare-un-regalo-senza-averlo-provato/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[delusione]]></category>
		<category><![CDATA[mediaworld]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>

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		<description><![CDATA[Controllate i prodotti elettronici dopo averli acquistati. Ripeto: controllate i prodotti elettronici dopo averli acquistati. Anche se si tratta di un regalo. Altrimenti può succedere quello che è capitato a me: acquisto un mediaplayer da Mediaworld il 19 luglio, e siccome sono cliente da tanti anni, lo impacchetto per regalarlo. Poi per un motivo o un altro il regalo non viene consegnato in tempo se non a fine settembre, e qui l&#8217;amara sorpresa: non funziona. In realtà il problema è banale: è l&#8217;alimentatore, quello scatolotto nero che si aggancia alla spina, a non funzionare. Basta sostituirlo con un altro e il gioco è fatto (ho provato con uno universale a casa mia). Telefono decine di volte al negozio dove l&#8217;ho acquistato (Centro commerciale Meraville, Bologna), finalmente mi rispondono, mi chiedono di riportarlo in negozio. Niente sostituzione, però. Sono passati i termini per il recesso, pazienza se non ho mai usato il prodotto, va rispedito in assistenza. Chiedo se si possono limitare a sostituirmi l&#8217;alimentatore, basta un attimo per provare. No. Con fermezza teutonica vengo invitato a compilare un modulo, una firma qui, una là (e poi sono gli uffici pubblici quelli burocratrici?), vedrà che fra qualche settimana, un mesetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/mapiuworld1-e1326295603367.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="mapiuworld" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2012/01/mapiuworld1-e1326295603367.jpg" alt="" width="290" height="69" /></a>Controllate i prodotti elettronici dopo averli acquistati. Ripeto: controllate i prodotti elettronici dopo averli acquistati. Anche se si tratta di un regalo. Altrimenti può succedere quello che è capitato a me: acquisto un mediaplayer da Mediaworld il 19 luglio, e siccome sono cliente da tanti anni, lo impacchetto per regalarlo. Poi per un motivo o un altro il regalo non viene consegnato in tempo se non a fine settembre, e qui l&#8217;amara sorpresa: non funziona. In realtà il problema è banale: è l&#8217;alimentatore, quello scatolotto nero che si aggancia alla spina, a non funzionare. Basta sostituirlo con un altro e il gioco è fatto (ho provato con uno universale a casa mia). Telefono decine di volte al negozio dove l&#8217;ho acquistato (Centro commerciale Meraville, Bologna), finalmente mi rispondono, mi chiedono di riportarlo in negozio. Niente sostituzione, però. Sono passati i termini per il recesso, pazienza se non ho mai usato il prodotto, va rispedito in assistenza. Chiedo se si possono limitare a sostituirmi l&#8217;alimentatore, basta un attimo per provare. No. Con fermezza teutonica vengo invitato a compilare un modulo, una firma qui, una là (e poi sono gli uffici pubblici quelli burocratrici?), vedrà che fra qualche settimana, un mesetto al massimo è pronto. Era l&#8217;8 ottobre.</p>
<p>Dopo un mese richiamo io, niente, poi aspetto ancora, due mesi, niente. La telefonata arriva il 23 dicembre (qualche settimana???), ormai sono partito per le ferie e finisco per ritirare il prodotto il 4 gennaio, quasi due mesi dopo. Morale: mai più. Mai più impacchettare un regalo senza prima averlo provato. E mai più Mediaworld, almeno per ora. Come tutti i clienti delusi, ci metterò un po&#8217; a smaltire questa arrabbiatura.</p>
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		<title>L&#8217;opera struggente di un formidabile genio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 16:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Eagger]]></category>
		<category><![CDATA[genio]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
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		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo romanzo fa cagare. Ecco. L&#8217;ho detto. Natale è passato, possiamo anche essere un po&#8217; meno buoni e dire le cose come stanno. Certo avrei potuto dire semplicemente che non mi è piaciuto, che è troppo lento, che le divagazioni stancano, sono poco interessanti e manifestano solo il delirio egocentrico dell&#8217;autore, che si identifica nel protagonista essendo il romanzo autobiografico. Ma non basta, perchè questo è vero di tanti romanzi, ma non tutti riportano in copertina la frase &#8220;Grande, grande scrittura. Un libro che non lascia scampo &#8221; (a proposito, chi è il Wallace che ha dato questo commento? Devo scoprirlo). Lo spunto di partenza è drammatico e interessante: tre fratelli e una sorella si ritrovano in pochi mesi la vita sconvolta dalla scomparsa per cancro dei due genitori. Le poche pagine non dico belle ma almeno di una qualche dignità letteraria sono proprio quelle dedicate agli ultimi giorni della madre dell&#8217;autore. L&#8217;autore e il fratello minore chiudono allora i ponti con Chicago, la loro città natale, e si trasferiscono in California. E poi non succede più niente, perché per centinaia e centinaia di pagine è solo il continuo vaniloquio del protagonista che schiaccia gli altri personaggi, li riduce a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2011/12/opera_struggente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1739" title="opera_struggente" src="http://www.carminecaputo.com/wp-content/uploads/2011/12/opera_struggente.jpg" alt="" width="252" height="360" /></a>Questo romanzo fa cagare. Ecco. L&#8217;ho detto. Natale è passato, possiamo anche essere un po&#8217; meno buoni e dire le cose come stanno. Certo avrei potuto dire semplicemente che non mi è piaciuto, che è troppo lento, che le divagazioni stancano, sono poco interessanti e manifestano solo il delirio egocentrico dell&#8217;autore, che si identifica nel protagonista essendo il romanzo autobiografico. Ma non basta, perchè questo è vero di tanti romanzi, ma non tutti riportano in copertina la frase &#8220;Grande, grande scrittura. Un libro che non lascia scampo &#8221; (a proposito, chi è il Wallace che ha dato questo commento? Devo scoprirlo).</p>
<p>Lo spunto di partenza è drammatico e interessante: tre fratelli e una sorella si ritrovano in pochi mesi la vita sconvolta dalla scomparsa per cancro dei due genitori. Le poche pagine non dico belle ma almeno di una qualche dignità letteraria sono proprio quelle dedicate agli ultimi giorni della madre dell&#8217;autore. L&#8217;autore e il fratello minore chiudono allora i ponti con Chicago, la loro città natale, e si trasferiscono in California.</p>
<p>E poi non succede più niente, perché per centinaia e centinaia di pagine è solo il continuo vaniloquio del protagonista che schiaccia gli altri personaggi, li riduce a macchiette quando non a semplici spalle del &#8220;formidabile genio&#8221;, uno che ci ammorba con discorsi insulsi che non conclude mai e con una scrittura che dovrebbe far ridere tutte le volte che ripete il turpiloquio in maniera ossessiva ma che già la terza volta stanca. Ho fatto una fatica indicibile a terminare questo romanzo, ma ci tenevo a farlo perché prima di stroncare un&#8217;opera bisogna essere sicuri che davvero non ci sia, su 369 pagine, almeno una frase degna di nota. E non c&#8217;è, ve lo assicuro. A parte il titolo, che è veramente bello, e che riesce a battere persino &#8220;La solitudine dei numeri primi&#8221; per contrasto tra un titolo promettente e una storia fiacca e deludente.</p>
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