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La
notte per me era stata lunga e silenziosa, come al solito. Non dormivamo
più insieme da tempo, ormai, da quando aveva deciso di cacciarmi
via dalla sua camera da letto. Il primo timido sole mattutino mi
lasciò intuire che tra breve sarebbe arrivato. E così
fu: apparve in pigiama, lo sguardo assonnato, la barba incolta.
Bellissimo come sempre. Mi si avvicinò, guardandomi con aria
distratta, e bastò un leggero tocco delle dita a farmi sentire
elettrizzata. Cominciai a parlargli, ma lui non mi dava ascolto.
Avrei voluto che non avesse occhi che per me, che si perdesse in
me, e invece lui era sempre così distratto. Mi faceva sentire
un inutile soprammobile...Il nostro rapporto sembrava destinato
a finire irrimediabilmente. Finalmente si girò a guardarmi,
intensamente. Il mio sguardo magnetico si perse per un breve istante
nel suo, sentii di essere finalmente riuscita a conquistare i suoi
magnifici occhi blu. Lo vidi avvicinarsi verso di me. Protese la
sua mano, stava per toccarmi, rimasi rigida come sempre...Temevo
e agognavo quelle cinque dita...Dapprima impallidii, poi fui colta
da un terribile rossore. No, non potevo lasciarmi manipolare così
da un uomo. Non ne aveva il diritto! Mi disse che ormai ero diventata
vecchia... Vecchia! A me! Dopo tutto quello che cera stato
fra noi! E poi lui aveva molti più anni di me...Sapevo che
fra noi sarebbe finita, ma non in quel modo orribile...Il suo tocco
mi aveva messa in subbuglio, non riuscivo più a coordinare
le parole...Era finita...Lo guardai tornare tranquillamente a fare
colazione, cinico e implacabile come sempre. Eppure eravamo stati
così felici. Era finita...Mi guardò di nuovo, e fu
sufficiente un gesto della sua mano a farmi sentire svuotata di
ogni energia. Tutto si fece buio, per me. Era finita.
Probabilmente mi avrebbe sostituita con un modello digitale con
schermo piatto e audio stereo.
Racconto
premiato dal concorso Come la tecnologia digitale ha cambiato
la nostra vita indetto da Repubblica
nel 1999
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