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Carmine Caputo è l'autore di questo sitarello, che esce quando e come può.
E soprattutto se ne ha voglia. Non è ottimizzato per niente: se vi funziona, è solo fortuna.

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Rassegna di articoli pubblicati in homepage nel 2004.


Auguri (dicembre 2004)
Disegnino fatto in fretta e furia da Carmine

Mina era triste e scoraggiata, quella sera. Aveva fatto un migliaio di chilometri, quel giorno, aveva le ruote le che le fischiavano e un paio di
finestrini bloccati, e la ruggine, con quella umidità, non le dava pace. Mina (abbreviazione di Ultimina) era da sempre in coda all'Intercity 565. Sempre in coda, sempre ultima carrozza, spesso non riusciva neanche a entrare in stazione, e i suoi viaggiatori inveivano e sbattevano i pugni contro i suoi vetri perché erano costretti a scendere sulla ghiaia. Sognava di guidare il convoglio e sfrecciare sulle rotaie come Tore, ma il destino con lei non era stato generoso. Non ce la faceva proprio più. Anche Dino era sempre in fondo, non riusciva mai a scorgere cosa ci fosse oltre la finestra, lui che era il primo gradino della scala si prendeva sempre una sacco di pedate senza mai l'ebbrezza dell'altezza, scorazzato di qua e di là con i suoi compagni di scala dagli operai. Anche per lui era una solita, noiosa serata di lavoro: ormai sperava solo di venire buttato via e diventare legna da ardere. E lavorava anche Gina, l'ultima pagina dell'orario ferroviario, quella più stropicciata, più sgualcita, in coda alle tabelle vere e proprie, la pagina meno consultata, visto che conteneva pubblicità, anche lei, dimenticata sul sedile della sala d'aspetto, non aveva una gran voglia di andare avanti. Ma quella notte accade qualcosa di magico. Mina riuscì a scorgere un gran movimento in stazione, la gente si accalcava per vedere, c'erano delle luci... Un presepe! Anche Dino riuscì a vederlo, nella sua posizione bassa, poteva vedere quelle statuine e quella grotta che gli operai avevano costruito anche con il contributo suo e degli altri gradini della scala. E Gina, lo vide anche lei, fu una fortuna che avessero dimenticato l'orario aperto, così, su quel sedile...Videro la grotta, il bambino, Maria e Giuseppe, i pastori...E quella stella luminosa e meravigliosa che svettava in cielo, con quella bellissima coda di luci. Una voce disse loro: ci sono milioni, miliardi di stelle. Se questa è più importante delle altre, se questa si distingue, se questa è stata un segnale per i Re Magi, è perché aveva dietro una coda, aveva qualcuno che la accompagnava.

A tutti quelli che hanno l'impressione di stare sempre dietro, di essere sempre in coda: Buon Natale.
Le stelle che vi precedono sarebbero puntini anonimi nel firmamento, senza di voi.
Auguri.

La serata del 17 novembre si è conclusa con un successo di pubblico (insperato!)
La sera di mercoledì 17 novembre ho presentato "Bello dentro, fuori meno" grazie all'ospitalità dell'associazione Libri e dintorni, che svolge un importante servizio di diffusione della cultura a Bologna.

La sala era piena, e il pubblico mi pare si sia divertito. Ho proposto con Andrea Dall'Olio il mio test per scoprire quanto si sia belli dentro, il pubblico ha partecipato con attenzione quasi commovente. Prima o poi proporrò il test sul web, non troppo presto però altrimenti se venite ad una presentazione non c'è più gusto.
Ma la vera chiave vincente credo siano state le letture di Debora Pometti accompagnata da Romano Romani alla chitarra che hanno reso vive le mie parole sulla carta come io stesso non sono capace di fare. Veramente bravi, se vi leggessero il dizionario ungherese credo lo comprereste.

Vai alla pagina sulla presentazione

Approfitto anche per ricordare a tutti che finalmente potete dire liberamente la vostra nella sezione blog, dove potrete inserire i vostri commenti e partecipare ai sondaggi che organizzeremo. Su, non siate timidi.

L’associazione culturale Libri e dintorni in collaborazione con il Quartiere Reno e la biblioteca Orlando Pezzoli presenta il libro “Bello dentro, fuori meno”. Ne parla con l’autore Andrea Dall’Olio, in una chiacchierata semiseria durante la quale tutti potrete fare il test per scoprire quanto (o se) siete belli dentro!!!!

Lettura
Debora Pometti (voce recitante)

Musica
Romano Romani (chitarra)
Gerardo Fulginiti (clarinetto)

Mercoledì 17 Novembre 2004, ore 21

presso la Sala “Falcone e Borsellino” Centro Civico Quartiere Reno.
via Battindarno, 123 Bologna

info:mailto:libriedintorni@infinito.it
Scarica il volantino da stampare

Che bello, l'inflazione scende
Ottobre 2004

I probi ricercatori dell'Istat dicono che l'inflazione scende. Chiariamo subito: se l'inflazione scende non significa che calano i prezzi, come talvolta sembrano suggerire certi commentatori dell'era dell'ottimismo, ma che aumentano più lentamente. E già vedete che le prospettive cambiano ed entriamo nell'era dell'ottimismo moderato. Poi, come fanno i ricercatori a fare un'affermazione del genere? Così: vanno a fare la spesa e si accorgono che il pane costa di più, la verdura costa di più, e segnano; poi vanno a mangiarsi una pizza e scoprono che la margherita costa il doppio rispetto all'anno scorso e una birretta bionda costa quanto un barolo invecchiato; e segnano. Poi pagano l'assicurazione e scoprono che è aumentata anche quella, e segnano, mandano i figli dal pediatra e segnano gli aumenti. L'ottimismo comincia a vacillare. E i trenta euro per un certificato medico che costava 40 mila lire? No quello non è nel paniere, dicono. E il borotalco, lo scaldabagno, la colla? Non ci interessa. Sono fatti così, i ricercatori, segnano solo ciò che dicono loro, pardon, ciò che hanno nel paniere. Però i ricercatori vivono nell'era dell'ottimismo, sanno guardare, e dicono: ohibò, il dvd della Sirenetta costava 19 euro e ora ne costa 15; e segnano. Ohibò, quel cellulare costava 300 euro tre mesi fa, ora ne costa 100; e segnano.
E il risultato di tanti calcoli e tanti appunti, per magia, ci dice che i prezzi salgono, ma poco, evviva, facciamo girare l'economia.

Clicca per ingrandire
Anni 70, bastavano 10 lire per un giro in moto...

Siamo noi ottusi consumatori che ci lamentiamo, e che non capiamo che dovremmo mangiare di meno, andare al lavoro a piedi (cosa saranno mai una decina di chilometri) e comprarci più dvd della Sirenetta, per essere felici. Così finalmente lasceremmo quest'era del pessimismo che da anni sembra seguirici come la nuvoletta degli Addams...

Non conta la bandana ma il cervello che c'è sotto!

20 Settembre 2004

Di solito per farsi bello uno dovrebbe citare poeti e filosofi, e la citazione è tanto più raffinata quanto più antica è la fonte. Ma io non ho intenzione di farmi bello - e già tanto se mi pettino ogni tanto - e cito nel titolo una frase che ho sentito ieri sera (concerto MTV a Bologna) pronunciata dagli Articolo 31 alla fine della loro esibizione.

Mi sembra adeguata visti i tempi in cui al vuoto pneumatico delle idee si risponde con la presunta cura dell'immagine. Ribadiamo un minimo di buon senso: le bandane stanno bene in testa ai pirati, ai cantanti e ai ragazzi in vacanza. Ai primi ministri in veste ufficiale, no. E il fatto che si stiano trapiantando dei capelli non mi pare una giustificazione solida.

Visto che recentemente è stata approvata una bella legge (e smettiamola di chiamarla cattolica, è cattolica quanto le crociate e l'inquisizione, io sono cattolico ma non mi indentifico in tali comportamenti) che di fatto impedisce la maternità per alcune coppie e aumenta i casi di aborto, ne approfitto anche per ricordare l'articolo 31 della Costituzione, da cui ha preso il nome la band. Per non parlare dei mille euro a chi ha un secondo figlio (così possono comprarsi il decoder del digitale terrestre) negati alle coppie miste e delle riforme scolastiche che se continua così presto sostituiranno l'intervallo con i consigli per gli acquisti ed i Promessi Sposi con Elisa di Rivombrosa...

Riscopriamo l'Articolo 31!!!


Gli Articolo 31 in un'immagine tratta da sito www.mtv.it

Art. 31 della Costituzione Italiana

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo

Non fate quella faccia!
Settembre 2004


So bene quanto sia inutile negare l'evidenza, trattenere le lacrime e nascondere la disperazione che ci coglie mentre riaccendiamo il monitor dell'ufficio dopo quel meraviglioso periodo di felicità pura chiamato ferie che abbiamo vissuto. Dobbiamo farcene una ragione. Anzi, una decina. Ecco dieci motivi insulsi e ipocriti per cui uno dovrebbe essere felice di tornare in ufficio, in ordine di falsità. Spero vi aiutino un po'. Coraggio.

  1. Il lavoro nobilita l'uomo
  2. Finalmente potete rivedere i colleghi
  3. In ufficio non piove mai
  4. Il vostro sì che è un televisore, altro che il 14 pollici dell'agriturismo
  5. Potete cominciare a organizzare le vostre prossime ferie
  6. Nessuno vi chiederà come va il lavoro
  7. Niente parenti per un po'
  8. Le piantine sul balcone avevano bisogno di voi
  9. Potete ricoprire pudicamente la pancetta esibita con imbarazzo al mare
  10. Non dovete ricoprivi di creme protettive che attirano gli insetti
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Carmine Caputo al rientro dalle ferie di una trentina d'anni fa.

Per chi non si fosse mai connesso durante le ferie (e avete fatto bene) vi ricordo il resoconto sulle prime presentazioni e la paginetta dedicata a Berlino

Buone ferie!

Agosto 2004

Mentre tutti state preparando le valigie per le meritate vacanze estive, io sono già tornato a casa a riguardarmi con nostalgia le foto di questa estate 2004 (lo so che l'estate non è finita, ma per me l'estate è una condizione legata imprenscindibilmente alle ferie: finite le ferie, è gia cupo inverno).
Estate segnata dall'acqua, noiosa a Berlino (città meravigliosa, triste e indimenticabile: gli dedico una paginetta a parte), guastafeste a Statte (ma a mare me la sono spassata comunque), devastante e imprevedibile a Lecce (un'alluvione, in Puglia piove un terzo che nel resto d'Italia, ma la fa tutta in 3 ore).

Ho visto finalmente il terzo capitolo del Signore degli Anelli (diviso in quattro tempi quattro all'arena di Statte, vabbé che bisogna vendere la focaccia ma alla fine ero messo peggio di Gollum) e non mi ha entusiasmato. Ricorderò più volentieri la nuova cinematografia pugliese di Mio Cognato di Piva, del Miracolo di Winspeare, di Italian Sud Est dei Fluid Video Crew. Se non li avete ancora visti (NON LI AVETE ANCORA VISTI??) approfittate delle ferie per recuperarli in dvd.

A proposito, se qualcuno non ha ancora letto il resoconto sulle prime presentazioni, ha ancora il tempo per farlo!!



Berlino, porta di Brandeburgo, pioggia.

"Bello dentro, fuori meno": e adesso speriamo che piaccia
luglio 2004

Altro giro altra corsa. Abbiamo fatto le prime tre presentazioni di "Bello dentro, fuori meno": a Capua, Statte e Bologna. All'interno trovate un resoconto di questi tre incontri, che sono stati molto belli e per certi versi emozionanti, vista la buona partecipazione di persone che, per un esordiente, non è mai scontata: anche quando tre quarti del pubblico è fatto da amici, l'altro quarto te lo sei conquistato tu. A meno che non siano lì per caso, ma insomma, un po' di ottimismo.
Non mi resta che auspicare che chi ha acquistato il romanzo lo apprezzi, ne parli con l'amico, che ne parlerà con la moglie, che lo regalerà alla sorella, che lo presterà alla cugina, che ne comprerà una copia per il fidanzato, che lo fotocopierà, interrompendo così il circolo virtuoso. Insomma, non c'è markting più efficace del passaparola, per cui incrocio le dita, e spero che il romanzo piaccia.

 

"Bello dentro, fuori meno": facciamo le presentazioni
giugno 2004

Dopo un primo, breve contatto con il pubblico alla Fiera di Torino, è arrivato per il mio libercolo il momento dell'ingresso ufficiale in società. Cominceremo l'11 giugno a Capua (Caserta), presso la Libreria Guida, in corso Gran Priorato
di Malta 25, alle 18,30. Con me ci saranno Silveria Conte e Raffaele Calafiore e (speriamo) i loro amici, visto che io i miei amici posso portarmeli dietro nelle presentazioni in Puglia e in Emilia, ma più in là comincio a fare fatica.

Tre giorni dopo, il 15 giugno, seconda presentazione, a Statte, presso la sede della associazione culturale "Via Nuova", alle 18. Ci saranno il professor Vittorio De Marco, docente universitario di Storia Contemporanea nonché illustre vaticanista (cosa si fa per amicizia!) e il sindaco di Statte Giuseppe Mastromarino. Che emozione. Speriamo di non deluderli.
Non poteva mancare Bologna, con una presentazione il 25 giugno presso la Libreria Librincontro, alle 18, con la partecipazione di Andrea Antonazzo di Radio Città 103.

"Bello dentro, fuori meno" presentato alla Fiera del Libro di Torino
maggio 2004

C'eravamo anche noi, a Torino, a presentare "Bello dentro, fuori meno" (noi non nel senso di pluralis maiestatis, ma nel senso di io e l'editore di Nonsoloparole Edizioni). Visto che l'argomento della fiera era la narrativa umoristica - il titolo recitava appunto "Ridere è una cosa seria" - l'occasione è stata quanto mai proprizia per incontrare i lettori. Sì perché ho scoperto che ci sono dei lettori - pochi, per carità - del mio romanzo anche al di fuori della cerchia di parenti e amici che si sono sentiti obbligati a comprarlo e che tutte le volte che mi vedono mi ripetono "l'ho comprato ma non ho ancora avuto il piacere di leggerlo"...E quasi mi dispiaceva rovinare il libretto intonso con la mia dedica, devo riallenarmi un po' in calligrafia, un paio di firme erano davvero brutte, e sapete quanto è difficile ripetere una bella "C" elittica, mi riesce bene solo quella del nome, quella del cognome è sempre un po' deludente. Migliorerò.
Cominciano ad accorgersi del mio libro anche i librai, soprattutto quelli piccoli e coraggiosi, visto che stanno arrivando le prime ordinazioni: bene, ma non è certo il momento di rilassarsi, se avete ancora difficoltà a trovarlo, fatemi sapere che in un modo o nell'altro vedo di attivarmi. E poi insomma, tutti continuano a ripetere questa litania del successo della letteratura comica legato a ragioni sociologiche, storiche, culturali, insomma, devo proprio essere l'eccezione alla regola?
A presto. Pace e bene,

Saluto di benvenuto
luglio 2003

Vi è mai capitato di guardarvi intorno, con l’occhio un po’ distratto e intorpidito di chi si è appena svegliato,
per rendervi conto che la televisione vi annoia, i giornali tendono ad assomigliarsi in maniera esasperata, i libri sono scritti sempre più spesso da chi non legge mai ma è tanto telegenico?
Vi è mai capitato di avvertire una pulsione irrefrenabile a condividere, discutere, proporre, comunicare le vostre idee, cercare qualcuno al di là del muro, bussare ad una porta chiusa per vedere se c'è chi è disposto a rispondere?
Vi è mai capitato di sentire l’esigenza lanciare in mare una bottiglia con un messaggio, fragile, incoerente, sincero, straordinariamente libero?
A me sì, è capitato.
Questa è la mia bottiglia che avete appena aperto. Non fate quella faccia delusa: potete sempre ributtarla in mare.
Altrimenti, benvenuti nel mio blog. Buon viaggio.

Postulato di Carmine sulle riunioni:"Per quanto noiosa possa
essere una riunione di
lavoro, è sempre meglio che lavorare"

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2004-2008 (c) Carmine Caputo