Sempre
dietro
Sempre
dietro. Sempre in seconda fila. Un destino segnato, il mio, sin
dal primo giorno. Un destino ineluttabile, crudele, a cui non posso
ribellarmi e a cui, tuttavia, non mi adeguo. Perchè mi lamento,
dici? Perchè? Fai in fretta a parlare, tu. Tu non sai, e
neanche immagini, cosa significa stare dietro, sempre. In movimento
o da fermi il mio destino è segnato, io sto dietro, senza
neanche poter mostrare la mia vera pelle. Sempre dietro, a subire
incredibili pressioni, eseguendo il mio lavoro con tutta l'elasticità
di cui sono capace. Eppure non ho neanche il diritto di capire che
strada sto seguendo, cosa mi appresta di fronte...Compiangimi, forza,
già immagino il patetico sorriso che mi rivolgerai, accarezzandomi
come le prime volte che mi vedesti. Tanto tu sai che ti starò
sempre sotto, che non opporrò resistenza alle tue pretese...Non
posso neanche legarti a me, come facevo con il tuo bambino. Chissà,
forse l'hai generato proprio grazie a me quel bambino...Cos'hai
da ridere? Sei un uomo senza cuore, anche se, lo devo ammettere,
hai un bel sedere...
Avanti, chiudi la porta e vattene. Sei un peso di cui voglio liberarmi.
Sì, perchè anch'io voglio provare la libertà...
Sempre che esista la libertà per un povero sedile posteriore
come me.
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