Al? Taranto al?, al?…

Si sente parlare di calcio scommesse, truffe, raggiri, arbitri corrotti, sport venduto alle esigenze di marketing, e allora la parte razionale che è in te ti fa dire ma basta, cambiamo passione. Dedichiamoci a qualche sport che sa di internazionale, che so l’hockey, o di raffinato, tipo la scherma. Poi però l’hockey lo praticano in 4 nazioni e ti ricordi che Montano è un campione di scherma ed è raffinato come una pizza tonno e cipolle. Allora dedichiamoci all’arte, si bello ma chi ce li ha soldi per viaggiare? I documentari televisivi non rendono neanche il 5%. Allora sia il bricolage, mio Dio la vite autofilettante no, o il giardinaggio. Insomma, ci provi a trovarti un altro motivo stupido per sentirti felice per qualche ora almeno. Poi il Taranto batte il Melfi 2-0 e ribalta l’1-3 dell’andata, e ti trovi solo in casa a gridare come uno scemo infilando una serie di insulti gratuiti contro i lucani. E tutto questo solo attraverso il televideo: pagherei qualunque cosa per vedere il Taranto in tivù, ma la pay-tv è prerogativa dei grandi club. Quella delle truffe, dei raggiri e del marketing.
Meglio l’infantile gioia di un umile aggiornamento del televideo, aspettando la finale.