Ricordarsi di comprare l’acqua Uliveto

Moggi sostiene di essersi mosso nella legalità, solo per difendere gli interessi della Juventus dal Milan corrotto e corruttore.
Carraro afferma di apprezzare l’operato dei giudici e di avere fiducia in loro.
Lippi dichiara che il gioco dell’Italia (catenaccio e che Dio ce la mandi buona) non è retrogrado.
Le boiate nel mondo del calcio sono all’ordine del giorno, e considerando l’intelligenza media dei suoi protagonisti meriti un voto tra il 2 e il 5 e la loro formazione culturale un due secco, non c’è da stupirsi.
Ma quando è troppo è troppo: Del Piero sostiene di avere giocato bene contro la Australia!
Dice di aver giocato bene, porca vacca! Sono senza parole: per darli un voto occorrono i numeri relativi. Ma cosa contiene l’acqua Uliveto, per farti sparare certe ca**are e farti parlare con gli uccellini? Quasi quasi la compro.

Fratelli d’Italia

Vincere dopo aver giocato una partita orribile dà sempre un certo gusto. Non so come l’abbiano presa gli australiani, ma se avessero dato contro l’Italia un rigore inesistente come quello su Grosso staremmo già urlando al complotto. Sarà un caso, ma da quando non ci sono più i Carraro e i Matarrese a rappresentarci a livello internazionale gli arbitri sono pià compiacenti nei nostri confronti. In ogni caso, resta il fatto che Bresciano è una riserva del Parma e non il nuovo talento del Barcellona, gli Australiani sono una squadra discreta ma il Brasile li ha liquidati distrattamente con due gol svogliati, resta il fatto che a parte il tuffo olimpionico di Grosso nel secondo tempo non abbiamo fatto nulla e Buffon ha salvato il punteggio.
Ma noi sciocchini non abbiamo capito niente: Lippi ha spiegato ai vergognosi giornalisti che era tutto studiato, che il suo astuto piano era quello di giocare malissimo volutamente per illudere gli australiani per poi colpirli all’ultimo momento. Avremmo potuto segnare anche venti o trenta minuti prima ma lui ha ordinato di no. Sta a vedere che anche l’autogol di Zaccardo (uno che ci auguriamo di non rivedere mai più in campo con la nazionale neanche nelle partite alla Playstation) era voluto.

La vera vittoria di ieri è stato il 75% dei meridionali che hanno invitato Bossi a mantenere la parola e ad andarsene in Svizzera, come prometteva ieri mattina. Il no al referendum è stato netto, massiccio, e i risultati in Sicilia e Calabria dimostrano che anche la destra meridionale ha bocciato questa schifezza di riforma.
A meno che non siamo noi poveri sciocchini che non abbiamo capito niente neanche stavolta. La sconfitta al referendum fa parte di un astuto piano della Lega che vuole conquistare l’indipendenza del Varesotto e della bassa veneta con un esercito di commenda e commercialisti in jeep e camicia verde. Stanno già predisponendo i commando padani in dei campi di addestramento a Sharm El Shaik e a Ibiza: resta da decidere se attaccare prima o dopo l’aperitivo.

Bye bye Corea

Ci sono voluti quattro anni di silenzioso rancore, ma alla fine i simpatici amici sudcoreani hanno avuto ciò che si meritavano.
Hanno cioè amaramente scoperto – come spero in futuro accada a Juve, Milan e compagnia – che senza arbitri corrotti è difficile vincere se non si sa giocare a calcio. Nel 2002 la nazionale sudcoreana, spinta dal pubblico ma soprattutto dagli sponsor (ammetteremo che tra Samsung e Mivar non c’è gara) arrivò in maniera indegna in semifinale.
Noi ci ricordiamo ovviamente della sconfitta decretata dall’arbitro Moreno (non è questione di tifo: riguardando venti volte quella partita, venti volte ci si accorgerà di un arbitraggio scandaloso) ma anche contro la Spagna i sudcoreani vinserò insultando lo sport e le regole. Stavolta gli sponsor hanno potuto meno, certo sono sempre potenti ma comprarsi due mondiali sarebbe stata eccessivo.
E così la nazionale orientale torna a casa al primo turno, come fa da decenni e come continuerà a fare fino a quando non tornerà a comprare gli arbitri. Il sassolino nella scarpa ce lo siamo tenuti per quattro anni, ma adesso, cari sudcoreani, possiamo cortesemente sfilarcelo e passarvelo.
Vedete voi dove depositarlo.

Sadotecnocrazia

Ve ne sarete accorti tutti: le poche partite di calcio dei mondiali trasmessi dalla Rai hanno due antiestetiche bande nere sopra e sotto lo schermo. Sembra di vedere un film di John Wayne. Per non parlare poi di chi dispone di televisori portatili, minischermi da sbirciare in treno o televisori da campeggio: togliere pochi millimetri a chi dispone di un due pollici è veramente crudele.
È il trionfo della sadotecnocrazia: chi non si adegua è emarginato, deriso, villipeso. Per guardare bene le partite di calcio bisogna disporre di un televisore 16:9, punto. Non bastava trasmettere in 16:9 sul satellite o in digitale terrestre, no, il sadotecnocrate gode quando il retrotecno soffre, arrancando, con i suoi dispositivi superati. Siamo solo all’inizio. Fra qualche anno, se per una volta le leggi saranno rispettate, solo chi dispone di digitale terrestre vedrà la tivù. Per gli altri sarà l’oblio, le tenebre si oscureranno suoi loro televisori ancestrali, e sadotecnocrate potrà cominciare a pregustare il piacere del passaggio successivo, quando trasmetterà solo in alta risoluzione.
Tutti gli altri potranno vedere solo la bandierina del calcio d’angolo vergognandosi della loro miseranda condizione.

Avantologia

Dalle intercettazioni di questi giorni, dopo un campionato truccato in cui vincevano sempre i soliti noti, emerge anche un mondo dove le varie soubrette concedono le loro grazie in cambio di una particina televisiva, i soliti furbi (che discendando da famiglie reali è solo un dettaglio) corrompono, sfruttano, approfittano.
O meglio, approfitterebbero, visto che tutti sono innocenti finchè non si prova il contrario. Porca miseria, la famosa "dietrologia", quel pensiero di solito considerato vigliacco che vede una trama oscura dietro ogni malefatta, sta diventando avantologia. Che la Juve comprasse i campionati, è risultato vero; che Fazio e i suoi amici facessero manovre non proprio nitide è risultato vero; che per andare in tivù bisogna passare dalla camera da letto di certi polici, è risultato vero.
Sta a vedere cosa avremmo scoperto se solo avessimo potuto intercettare Andreotti neglia anni ottanta, sempre che gli anni ottanta siano davvero esistiti e che tutto non sia una manipolazione mediatica dei Cavalieri di Sion…

Ci hanno privati della festa

Dei mondiali, dico la verità, mi piacevano soprattutto le fasi eliminatorie. Quelle con le squadre africane fortissime ma anarchiche e assolutamente incapaci di un minimo di ordine tattico; quelle con le squadre provenienti da paesi esotici con magliette improbabili e nomi impronunciabili. Ma soprattutto mi divertivano gli incroci tra popoli che solo lo sport poteva generare: Camerun-Romania, Costarica-Svezia. Quelle erano le partite che mi divertivano di più, e tifavo sempre per il più scarso, sperando nel colpaccio (riuscì al Camerun, se non ricordo male, che sconfisse l’Argentina di Maradona). Tutto questo ci è stato tolto da Merdock, come lo chiama Beppe Grillo, dal calcio a pagamento. Dall’idea che lo sport non sia più condivisione e incontro ma business e quindi esclusione. Vedremo le partite dell’Italia e le altre più importanti, certo, ma ci hanno tolto, non so, Togo-Corea. Personalmente non ho nessuna intenzione di pagare Merdock e gli altri per poi mantenere veline, procuratori e pallonari scommettitori. Però il rimpianto di essermi perso il Togo mi rimarrà.