I collegomani

Camminata ondulante, mano che spazia con finezza dalla patta all’ascella, braccio appoggiato alla scrivania e stuzzicadenti tra i denti, o, in alternativa, stanghetta degli occhiali tra le labbra.
Il collegomane è a caccia, dissemina gratis adulazioni e complimenti, ti trovo benissimo ma dov’è che vai in palestra, quel pantalone ti sta divinamente ma chissà come staresti senza. Quand’è che mangiamo insieme o almeno prendiamo un caffé, ti ricordi quella volta in cui, mamma mia come lavorano le tue colleghe non le distraiamo eh eh eh.
Se trova una collegomane allora il siparietto può durare un quarto d’ora, generare grasse risate, feste e cotillon, con eventuale prolungamento per l’aperitivo.
Se invece la vittima della caccia non ride, non batte le ciglia, non arrossisce e insomma non dà soddisfazione allora entra nella lista delle zitelle acide che il collegomane eviterà accuratamente in futuro, sempre che ci sia per loro un futuro…

Le collegomani

Sorriso malizioso, mano che passa allusiva sulle labbra e poi sistema una ciocca di capelli, gambe accavallate e risata pronta a scattare per qualunque evenienza.
È arrivato in ufficio il collega maschio e potente, e la collegomane gioca tutte le sue carte. Il tono di voce si alza di due ottave, improvvisamente discorsi maschilisti osceni del tipo ti ho sognato stanotte e non ti dico cosa facevamo diventano umorismo intelligente e raffinato, e anche violazioni formali della riservatezza quali mani sulle spalle o buffetti sulle guance si trasformano in simpatici gesti di apprezzamento. La collegomane ama questi siparietti e non disdegna un pubblico che possa apprezzarli.
Sguardo fisso sul monitor, leggera sbuffatina, scarpe slacciate e vaffanciullo in pista di lancio.
È arrivato in ufficio il collega brutto e soprattutto privo di potere, la collegomane finge di non vederlo e solo dopo un paio di tentativi risponde con un cenno del capo e un sono molto impegnata prima di passare la richiesta a qualcun altro. Il tono di voce è basso e annoiato e improvvisamente anche chiedere dov’è l’ufficio commerciale diventa un insulto razzista non sono mica un vigile chi ti credi di essere, e avvicinarsi a meno di un metro per attirare l’attenzione e ricevere una risposta è praticamente una molestia da denuncia.

Serenit? e distacco

Silenzio.
Occhi chiusi.
Allargare le braccia.
Inspirare profondamente.
Espirare.

Mara Carfagna è ministro.
Silenzio.
Occhiu chiusi.
Allargare le braccia.
Inspirare profondamente.
Espirare.
Mara Carfagna è ministro.
Ripetetelo con me con serenità e distacco:
Mara Carfagna è ministro.
Senza esagerare.
Vedrete che supereremo anche questa.
Silenzio.
Occhi chiusi.
Ministro? Ministro.

I piatti li vuol lavare lui

Con l’orgoglio e il coraggio di uno Che Guevara, con la sagacia tattica di un Berlinguer, con la forza d’animo di un Mitterand, Walzer Veltroni ha accettato l’invito per un primo incontro con Berlusconi, rifiutando però il pranzo.
Dignità, testa alta, fedeltà ai principi, devono avegli suggerito dallo staff.
Anche perché s’era capito che a Walzer sarebbe toccato sparecchiare e lavare i piatti come da suo ruolo, e la base non avrebbe compreso…

Balliamo su un mondo… di monnezza

Un altro Heineken Festival si avvicina: il solito Vasco Rossi, ma anche i Police, i Linkni Park. Niente male per gli appassionati di musica rock.
Unico dettaglio: l’happening è di nuovo proposto al Parco San Giuliano di Venezia, su quell’enorme discarica a cielo aperto che la genialità di qualche amministratore ha trasformato nell’isola del divertimento. In fondo basta qualche palata di terra a ricoprire i rifiuti, e pazienza se le strutture cedono e, come è accaduto l’anno scorso, finiscono addosso ai ragazzi ferendone qualcuno.
Non ci andrò. Se devo ballare sulla monnezza, preferisco andarmene a Napoli, dove almeno non mi chiedono il biglietto d’ingresso…

Contrordine. Va tutto bene

L’ordine è arrivato perentorio e ha lasciato spiazziat i giornalisti televisivi meno esperti. Rapine in villa da parte di rumeni? Non interessante. Paura per una gang di spacciatori marocchini? Magari nell’edizione della notte. Economia italiana in recessione? Da rivedere il pezzo. Improvvisamente Roma, rappresentata dalle tivù di regime (compresi i cosiddetti "liberi") come un centro in balia della malavita, torna ad essere la città dell’amore. Di spazzatura a Napoli non se ne parla più, gli unici servizi campani sono quelli sulla bella vita di Capri, a Milano c’è l’expo, non ci sono stupri in stazione, se proprio vogliamo dare un po’ di spazio alla cronaca nera, che sia per Bologna o Firenze, le uniche città dove non regna incontrastato il regno della felicità. Va tutto bene, e andrà sempre meglio nei prossimi cinque anni, l’ha detto il nuovo ministro degli interni.
Non ve ne siete ancora accorti? 
Correte ad accendere la televisione, allora.