Questo non è un paese per giovani

L’Università di Bari ha un nuovo consulente per l’ufficio stampa. Ha vinto un concorso regolare e quindi ha il diritto di operare per ben rappresentare l’istituto in Italia e all’estero, impegnandosi in un’attività faticosa e stressante ma che richiede competenze accertate. Anche perché il vincitore ha un curriculum di tutto rispetto, anni e anni di esperienza. Si perché ha 78 anni, è pensionato e ne ha fatta di esperienza.

Nella prima versione del bando l’Università aveva posto un requisito che mostra tutta la fiducia che l’Istituto pone nei neolaureati: e cioè 25 anni di iscrizione all’ordine dei giornalisti. 25 anni. Poi devono essersi resi conto di aver esagerato, e hanno eliminato il requisito. A vincere comunque non è stato un neolaureato, come si vede.

Non ci credete? Guardate il collegamento qui sotto, allora.

http://reclutamento.ict.uniba.it/settore2/contratti-di-collaborazione/concorsi/dd-585-10

Io sono iscritto all’ordine dei giornalisti da 7 anni: chissà, fra un ventennio potrei propormi anch’io.

 

 

Qualcosa di sinistra

“Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come ‘guerra’ le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?”

Pensate che un’affermazione come questa venga dal Partito Democratico? Macché. I burocrati di partito l’avrebbero subito bollata come sovversiva e si sarebbero affrettati a prenderne le distanze per tranquillizzare l’elettorato moderato, sarebbe partita la pioggia dei distinguo e dei “ma anche”.

Invece l’ha detto il cardinale di Milano Tettamanzi. Finalmente qualcuno che dice qualcosa di sinistra…