Le scarpe del Re

Nella puntata di oggi di “Un giorno da pecora” l’ospite era Formigoni. Dopo aver spiegato la vera essenza ontologica della pernacchia (e noi sciocchi che pensavamo che Bossi l’avesse insultato) e aver illustrato la sua idea di moderazione che più o meno consiste nell’accettare tutto quello che dice il capo, il presidente della regione Lombardia ha criticato il candidato sindaco di Napoli De Magistris per la pessima scelta di indossare delle scarpe da ginnastica. Uno che veste Iceberg anche quando apparentemente è rilassato (ma solo per promuovere il made in Italy, ci mancherebbe) non può tollerare la mancanza di buon gusto, l’oltraggiosa cafoneria di un popolano in scarpe da tennis. Quando i conduttori gli hanno chiesto che scarpe indossasse lui, Formigoni ne ha illustrato gli straordinari pregi d’alto artiginato brianzolo, l’eleganza del taglio e della linea, ha chiarito di non averli pagati perché a lui le regalano (e secondo me un politico non dovrebbe mai accettare un regalo, ma io non faccio testo).Sollecitato su quanto potessero costare, ha accennato ad un “più o meno sui mille euro,via…”.

Mille euro. Un paio di scarpe. Se non ci credete andate a recuperare il podcast. E critica le volgari scarpacce da tennis di De MAgistris.

Io dico solo che un paese in cui u politico calza – gratis – quanto un precario guadagna in un mese è un paese senza futuro.

Le ultime dal Parlamento

Migliaia di polacchi in Italia per la beatificazione di Wojtyla. La Lega: rimpatriarli subito

Verdini: è stato uin pareggio, abbiamo perso a Torino e Bologna, ma vinciamo a Decimoputzu e Bottanuco

L’agenda di Berlusconi in tv: previsto un dibattito su Rai-Yo Yo con i Teletubbies

Scontro PDL-Lega: manca l’accordo per decidere se a Milano vincerà l’Islam o gli zingari

FInalmente una soluzione per la questione palestinese. In caso di vittoria al ballottaggio, Hamas si trasferirà a Milano

In caso di vittoria di Pisapia, Bruno Vespa ha già pronto uno speciale con il plastico di Milano

 

 

Centoventidue

122: sono le copie vendute in circa un anno (uscì a dicembre 2009) dal mio romanzo “Ballata in sud minore”. Ovviamente sembrano pochissime, se si pensa alle tirature dei best-seller più noti, ma in realtà sono un buon risultato, se si considera che in media in Italia ogni romanzo vende 200 copie. E stiamo parlando di romanzi distribuiti, che si possono trovare, almeno per qualche giorno, tra gli scaffali delle librerie. Onore questo che il mio terzo lavoro non ha potuto avere, visto che le copie sono state vendute in larga parte tramite internet e nel corso di un paio di presentazioni fatte.
A questo punto speriamo di superare il traguardo delle 200 copie che ci farebbe rientrare in media, anche se sembra oggettivamente abbastanza irragiungibile. Nel frattempo, spero che qualcuno dei 122 acquirenti voglia inviarmi il suo parere sul romanzo, o pubblicarlo direttamente tra i commenti. Alcuni lo hanno già fatto. Perché a me interessano molto più i lettori degli acquirenti…

The bald and the beautiful

She’s really beautiful, nobody can deny that. And problably she’s quite smart, too, if she’s been chosen among thousands of pretty girls. He will be the king of Great Bretain, and that’s still a good job, althoug a little depreciated in the last years.
They got married, all the world watched their wedding, but… For all the envious people all of the country, and I’m referring particularly to men, there is a little satisfaction: the prince is going a little bald. He’s still quite handsome, although for now he has just a slightly receding hairline, but, come on, he’s non perfect.

No problem, anyway: in Italy some very important people would be glad to suggest him how to solve that problem, and maybe how to get taller too, and maybe how to get always away with legal processes…On no, please, prince, stay bald but honest, your people would like you more (and not only them)

Immagine tratta dal sito http://www.officialroyalwedding2011.org

Il maggiolino fuxia

I giornali di questi giorno riportano il caso di un ragazzo di Brindisi a cui non è stata rinnovata la patente per gravi patologie che potrebbero risultare di pregiudizio per la sicurezza della guida. Non c’è niente di strano, uno potrebbe dire, pensando magari ad un non vedente o ad un narcolettico. Il ragazzo in questione invece si è dichiarato omosessuale durante il servizio di leva. E quindi non può guidare.

Ora, lasciamo per un attimo da parte la doverosa indignazione per questi episodi di discriminazione, e concetriamoci su un altro punto: ma perché mai un omosessuale non dovrebbe saper guidare? Perché avrebbe una parte femminile accentuata (donne e motori…)? Perché potrebbe acquistare un maggiolino fuxia che distrarebbe gli altri automobilisti? Perché anziché guidare si fisserebbe ammiccando nello specchietto retrovisore? Perché l’ascolto dei Village People potrebbe portarlo a sbandare a ritmo?

Per quanto ci si possa  sforzare di scavare tra i luoghi comuni, proprio non si riesce a trovare uno straccio di idea, per quanto razzista. E se pensiamo che ci sono in giro automobilisti che hanno ucciso e investito pedoni e dopo qualche tempo hanno riacquistato la patente, allora l’indignazione diventa inxxxxatura…