Denti

Che Nicole Minetti avesse un titolo di igienista dentale lo sanno ormai anche in Kazakistan. Magari non sanno cosa fa l’igienista dentale (e neppure io: la pulizia dentale a me l’ha sempre fatta il dentista), magari se l’immaginano con un aspirapolvere, lo straccio e il collutorio, ma insomma, si sa. In tanti ricordano che anche uno dei più popolari “furbetti del quartierino”, anzi colui che usò per prima questa espressione, Stefano Ricucci, era odontotecnico, cioè più o meno era in grado di realizzare protesi dentarie. Adesso le cronache parlano di un’odontoiatra al centro del calcio scommesse, e l’odontoiatra in fin dei conti è un dentista.
Sia che puliscano, curino o ricostruiscano i denti, insomma, sembra proprio che i professionisti della cura della bocca spesso e volentieri si dedichinoad altro….

Pussa via, papà!

Finché si tratta di interpretare musetti, gemiti e smorfie, il giovane papà può illudersi che quelle grida siano gesti d’affetto, che i tentativi di infilare le dita nell’occhio del genitore siano slanci d’entusiasmo, che i morsi in fondo siano baci un po’ troppo affettuosi.

Purtroppo però il tempo passa, e la prole acquisisce il miracoloso dono del linguaggio: nei rapporti tra padre e figlia allora entrano i “via tu, voio la mamma” “pussia via papà” “no voio stae con te, voio la mamma”. E per carità, ci sono anche vantaggi da queste scelte, perché il papà ha la scusa di svignarsela di fronte al pannolino strabordante o all’ennesima ninna ninna, però una parte di lui continuerà a illudersi che in fondo è al secondo posto tra i preferiti della piccola, almeno quando non ci sono i nonni…

Legittimo godimento

Nemmeno i più ottimisti e sognatori possono pensare che il centro-sinistra in Italia possa mai arrivare a raccogliere i voti del 57% della popolazione (e nemmeno il centro-destra, a dire il vero). Allora la straordinaria vittoria dei referendum è legata al fatto che questi temi hanno convinto anche gli elettori del centro-destra. E se per il nucleare si può anche giustificare il risultato con la paura di ciò che è accaduto in Giappone, per gli altri temi gli Italiani hanno dimostrato molto più senso civico di chi li amministra, gridando una volta per tutte che sul bene comune non si specula (l’acqua, ma non solo: in questi anni di crisi gli unici a crescere in borsa sono state le utilities che alzano le tariffe in regime di monopolio legalizato), e che la legge è uguale per tutti.
Non basta più la chiacchiera del padrone a tenere a freno le pance vuote dei servi, se persino ministri ed ex-ministri di questo governo sono andati a votare sì a questo referendum (ma dov’erano quando le leggi venivano approvate? Si erano distratti?)
Sicuramente il vento è cambiato, e anche se fanno in fretta a girarsi, bisognerebbe ricordare al Partito Democratico che ora festeggia che parecchi tra i loro deputati erano favorevoli alla privatizzazione dell’acqua, per non parlare di elucubrazioni su “nucleare pulito” e del fatto che un senatore PD (Veronesi) era a a capo dell’agenzia per il nucleare, senza citare il  e pruriginoso garantismo che solo alcuni mesi fa spingeva alcuni su posizioni di dialogo nei confronti di leggi indegne come quelle sul leggittimo impedimento.
C’è solo da sperare che la destra torni a fare la destra, a recuperare temi una volta a lei cara come la legalità che ultimamente sembrava applicarsi solo a extracomunitari e poveracci, e la sinistra faccia la sinistra, smettendola di riempirsi la bocca di privatizzazioni e libero mercato come ha fatto negli ultimi anni. Sempre che il PD sia di sinistra, e sempre che sia ancora il PD in futuro: se continua così IDV, SEL e Movimento 5 Stelle se lo mangiano…

Quattro volte si

Volete impedire che vi costruiscano una centrale nucleare dietro casa, magari subappaltandola a chissà quale ditta che fa uso di tecnici precari rumeni, e importando le costosissime materie prime dall’altra parte del pianeta, solo per far arricchire i costruttori che la tireranno su con sabbia e mattoni risparmiando sul cemento?
SI

Pensate che l’acqua sia di tutti, o solo di quelli che vincono una gara d’appalto indetta dal Comune?
SI

Volete continuare a pagare l’acqua del rubinetto un costo equo, o preferite magari pagare un 7% in più ad una multinazionale che in cambio vi manda le bollette a casa vostra con il suo marchio?
SI
Pensate che la legge sia uguale per tutti, oppure certi politici possono evitare di essere processati perché hanno da fare?
SI

E non dite che ve ne andrete al mare anche lunedì, lo so che non è vero

Scommettiamo che…

La prima volta successe che avevo dieci anni, e da alcune immagini emerse che il Taranto, il mio Taranto, si era venduto una partita contro il Padova: tanto erano già retrocessi, tanto valeva arrotondare per le vacanze estive. Otto anni dopo (1993) ricordo di un’inchiesta per un’incredibile vittoria esterna del Taranto che si salvò all’ultima giornata dopo un’altra inattesa vittoria in casa contro il Pescara.
E c’ero in tribuna di fronte a quell’inutile 0-0 contro il Catania che ci impedì, nel giugno 2002, di ritornare in serie B, e anche di questa partita si parlò a lungo perché l’impressione che non tutti i giocatori del Taranto giocassero per vincere fu forte.
Ritorna il calcioscommesse, e noi ci finiamo come al solito dentro, per comprare o vendere partite poco cambia. Ovviamente sono ancora indagini per cui vale la pena aspettare prima di trarre le conclusioni, e magari osservare cosa fa la squadra in campo domani nella semifinale contro l’Atletico Roma.

Certo però che in certi momenti mi sento un personaggio di un feuilleton ottocentesco che si innamora di una donna di facili costumi, e per quanto si sforzi di convertirla, di farla sentire amata, di portarla sulla buona via, si ritrova continuamente tradito.

E come me le migliaia di tifosi “amanti del Taranto”. Speriamo che non ci faccia cornuti un’altra volta, ad essere mazziati siamo ormai abituati