Top-ten di buoni motivi per votare Renzi (alle primarie del centro-destra)

Immagine tratta da “Marxisti per Tabacci”

10) Perché a furia di rottamare, si producono rifiuti, e servono inceneritori. E Renzi sa che bene che non fanno male e ti fanno ciao ciao, altro che quei terroristi degli oncologi Guarda 
9) Perché i deputati non ne possono più di avere solo tre pulsanti sugli scranni di Montecitorio, e Renzi gli farà avere finalmente anche il Joystick.
8) Perché con tutti i giovani che lavorano tanto facendosi pagare poco, bisogna premiare uno che si fa pagare tanto lavorando poco (Renzi da quando è sindaco di Firenze è stato assente alla metà dei consigli, più di 70 assenze su 150, prendendo più di 4000 euro mensili di stipendio Approfondisci )
7) Perché dopo anni di presidenti del consiglio con problemi giudiziari, lo shock di passare ad uno mai condannato sarebbe troppo forte (Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti, si aspetta l’appello) Leggi la condanna 
6) Perché chisse ne frega se l’acqua è pubblica o no, i ggggiovani bevono cola Approfondisci
5) Perché è l’unico che è riuscito a scucire dei soldi a Berlusconi (Renzi ha vinto nel 1994 alla ruota della fortuna, guarda)
4) Perché i cattivoni sono i terremoti, mica l’amico nucleare Guarda
3) Perché non se ne può più di politici guidati dai suggerimenti su carta dei loro portaborse. Oggi c’è twitter. Approfondisci 
2) Perché gli amici fiorentini meritano un sindaco migliore
1) Perché votate chi volete, questo è il sale della democrazia. Anche Renzi, se vi va. Alle primarie PDL, però, che mi sembra il suo programma più adatto ad una destra moderata…

Comandante Tabaccista

L’anticipazione sul sito del PD era terrificante, un ritocco in photoshop dei Fantastici 4 più Silver Surfer fatto talmente male che se avessero ritagliato e incollato le facce con forbici e colla forse sarebbe piaciuto di più. Se l’obiettivo è che se ne parli, di sicuro “i comunicatori” del PD hanno fatto centro un’altra volta, anche se più che parlarne in tanti ne abbiamo riso. E chissa come l’hanno presa quelli di Marvel Italia?
Ma non è questo il punto, il punto è che il dibattito televisivo tra i cinque candidati del centro-sinistra andato in onda su Cielo (ebbene sì io non ho Sky, anche perché un albero fuori il mio balcone mi oscura il satellite 4 mesi l’anno e un po’ mi scoccerebbe pagare le sue belle frasche) mi ha divertito un bel po’. L’ho seguito a tratti, cambiando il pannolino ad una figlia e mettendo il pigiama all’altra, ma è stato tutto sommato sufficiente. Complice anche l’uso dei social network, Facebook in particolare (preferisco muovermi tra amici, per questo i cinguettii non mi convincono), mi sono divertito a condividere opinioni, commenti e stupidaggini, alcune delle quali riporto in questo articolo.
E se Renzi deve rinunciare alla cuffia con la quale il suo “Boncompagni” di turno gli dà suggerimenti, può sempre ricorrere al cellulare in cui gli dicono di guardare un po’ più su, sorridere, così, non troppo, mentre lui litiga con la prova pulsante e tenta inutilmente di comprare una vocale. Non c’è dubbio, avrebbe vinto lui, se solo in palio ci fosse stata la conduzione del festival di Sanremo. Anche perché Vendola parte con un “io penso” seguito da una premessa che gli porta via un minuto e mezzo secco di congiuntivi mirabolanti e aggettivi che suonano bene ma ti fanno dimenticare la domanda (e ad un certo punto ha anche osato con entusiasmo la parola “sfregio” ma il regista ha fatto in tempo a cambiare inquadratura prima che il cameramen venisse colpito dal cioppino). Bersani è ormai Crozza, non li distinguo più, però se ci fosse da scegliere l’amministratore di condominio è l’unico a cui lascerei le chiavi di casa, e la Puppato (scusatemi la battuta sessista e maschilista, ma sono quelle che fanno sorridere di più) sembra l’unica in 4/3 in uno schermo 16/9. Ma più che le forme matronali, tutto sommato rassicuranti, la Puppato dovrebbe preoccuparsi del fatto che un paio di volte il conduttore l’ha guardata come per dirle: scusi chi è lei? Il migliore, inutile dirlo, è stato il compagno Bruno, uno che se continua a passare tanto tempo con Pisapia mi organizza l’esercito zapatista. Ha siempre comandante Tabaccista! Sul serio, questo qui ha sostenuto Berlusconi nel 2001-2005? Davvero? Mi sembra l’unico che dica cose concretamente di sinistra. Si perché Vendola vuole tassare i ricconi, ma sappiamo che i ricconi i soldi ce l’hanno alle Cayman (lo sa soprattutto Renzi che ha provato a spiegarlo a Nicolino), la Puppato vuole consolare i giovani e Bersani si commuove quando pensa alle sue lenzuolate (ma perché le chiamavano così? Perché col lenzuolo si evade meglio?), ma i pochi contenuti li ha tirati fuori il Leader Maximo Tabacci, e dico sul serio.
Ho omesso di citare Renzi, ma scherziamo? Uno che vuole spedire la dichiarazione fiscale a casa dei cittadini, e già così ci giochiamo in una battuta una trentina di milioni di euro, uno che pensa che incrociando con un grande software un grande database in un computer grandissimissimo si risolve l’evasione fiscale (o bischero, che tu l’hai mai letta la legge sulla privacy o quella serve solo per farti votare dal Pdl?), uno che dà l’impressione di essere convinto che i Pokemon salveranno l’Italia è meglio che si preoccupi della nuova versione della Wii piuttosto che del paese.
In conclusione, adesso mi aspetto sinceramente il dibattito con i partecipanti alle primarie del centro-destra, perché sono vent’anni che vediamo messaggi pre-registrati dal grande capo e un po’di varietà non guasterebbe.
Si perché di varietà si tratta. La politica spettacolo serve poco alla politica, ma è un bel colpo per lo spettacolo.

Benvenuti a Pugliawood

Foto tratta da http://www.tuttosporttaranto.com/

La definizione azzeccata l’ha data il mensile Ciak, parlando appunto di Pugliawood in riferimento al fatto che la regione da alcuni anni è cornice di numerosi film italiani e stranieri che hanno riscoperto un territorio colpevolmente trascurato dal mondo dello spettacolo. E attenzione, non si parla soltanto di film intrinsecamente “pugliesi”, come per esempio quelli di Sergio Rubini o Eduardo WInspeare, o di commedie che ricalcano alcuni cliché resi popolari negli anni settanta da Lino Banfi (si pensi a Checco Zalone o al recente e sottovalutato “Non me lo dire” di Uccio De Santis). La Puglia diventa set cinematografico anche per pellicole la cui storia con la Puglia non c’entra niente, come nel caso de “La vita facile” con Favino, Accorsi e Vittoria Puccini. L’ambientazione è africana, ma se guardandolo avete subito il fascino del continente nero, sappiate che è girato in Salento.
Come si spiega tutto ciò, negli stessi anni in cui si parla di smantellare Cinecittà? Semplice. La politica ogni tanto fa qualcosa di giusto. E la politica in Puglia ha dapprima istituito, per legge (6/2004) una Film Commission, cioè una struttura che si occupa di promuovere il territorio agevolando chi voglia girarci dei film. Attenzione, la legge fu approvata sotto la presidenza Fitto, anche se poi è stato Vendola a credere in questo progetto e attuarlo. A dimostrazione che le buone idee non sono necessariamente di una parte politica. La film commission costa, per carità, perché oltre a fornire supporto logistico e consulenza, la legge garantisce degli sconti fiscali e altre agevolazioni: si parla di più di un milione di finanziamenti dal 2007, ma se fosse possibile calcolare esattamente il ritorno economico per il turismo, il lavoro (perché le troupe hanno bisogno di sostegno di operatori locali) si scoprirebbe senz’altro che sono soldi ben spesi. Anche perché per ricevere i finanziamenti bisogna dimostrare di aver speso sul territorio dal 150 al 300% di quanto ricevuto.
Ebbene, anche la mia amata e sfortunata Taranto è finalmente coinvolta da questo progetto (va bene lu sole lu mare e lu viento, ma vi assicuro che la Puglia è bella non solo a Lecce). E si tratta sul serio di Hollywood. Il film si chiama “Third person” , è una produzione internazionale diretta dal premio Oscar Paul Haggis e alcune scene sono girate nella città vecchia di Taranto e addirittura – pare – nella mia Statte. Tra i protagonisti, Liam Neeson e Adrien Brody.

Ci sono tanti modi per investire in comunicazione. Si possono finanziare gli artisti che hanno qualcosa da raccontare. Oppure si può organizzare un’agenzia che riprende giorno e notte il presidente della Provincia di Firenze, che racconta quello che pensa il presidente della Provincia di Firenze, che fa vedere quanto è figo il presidente della Provincia di Firenze. Nessun riferimento a fatti, persone o primarie, per carità, anche perché nel frattempo quel presidente è diventato sindaco di Firenze e pare che il suo prossimo obiettivo sia trasformare l’agenzia in un ministero che riprende giorno e notte il presidente del consiglio, che racconta quello che pensa il presidente del consiglio, che fa vedere quanto è figo il presidente del consiglio.

Aspirapolvere o scopa e paletta?

Talvolta mi capita di discutere sull’utilizzo alternativo dell’aspirapolvere (o della scopa elettrica) e della scopa. Nel senso che c’è chi preferisce l’aspirapolvere mentre io mi trovo a mio agio con scopa e palettino.

Il motivo secondo me è culturale: l’aspirapolvere è borghese e teutonica, la scopa è operaia e mediterranea. Con l’aspirapolvere non entri a contatto con la polvere: dirigi i lavori che deleghi ad un altro strumento. Con la scopa è la tua abilità artigianale di muoverti tra i gatti di polvere, con attenti colpi di polso sotto i mobili e mirabolanti girandole negli angoli a fare la differenza.

Se usi l’aspirapolvere lo sa tutto il condominio (i vari silenziatori riducono il rumore dai valori di un elicottero a quelli di un trattore, ma si sente, eccome se si sente). La scopa è silenziosa, prudente e riservata.

L’aspirapolvere dà un delirio di onnipotenza, ma rimanda ad un secondo momento il lavoro sporco di pulizia dei filtri. La scopa è leggera e snella e le basta una scrollatina sul balcone per ritornare in forma.

L’aspirapolvere ha regole rigide (il cavo elettrico ha dei limiti, non puoi andare dove vuoi), la scopa è anarchica e con un po’ di fantasia puoi usarla anche per ammazzare gli insetti o rimuovere le ragnatele sul soffitto.
Ovviamente l’aspirapolvere ha dei vantaggi di efficienza e velocità.

Per spiegare quello che sta succedendo in Europa, io direi che la Merkel sta cercando di ripulire Grecia, Italia e Spagna con ilsuo folletto da 5 mila watt.
Ma valle a spiegare che la nostra polvere se ne sta nascosta per bene negli angoli, e per rimuoverla bisogna inginocchiarsi e
operare con olio di gomito e paletta, altro che.