Il dramma solitario dell’addetto stampa

newsPresidente, dobbiamo preparare una dichiarazione sul Monte dei Paschi!

– Vero…dunque…ecco cosa succede agli incauti che affidano i risparmi ai comunisti!

– Ma, presidente, i conti Fininvest sono gestiti da MPS. E poi le hanno finanziato anche Milano 2, e poi…

– Basta, ragazzo, ho capito. Scrivi: i politici stiano lontani dalle banche.

– Eh, ma non è che poi Doris si monta la testa? Sa, Mediolanum…

– Allora scrivi: in galera gli amministratori di MPS

– E poi chi lo dice a Verdini, presidente? Il cda e la fondazione sono pieni di suoi uomini.

– Verdini? Ma non lo avevamo sbolognato a Fratelli d’Italia?

– No, presidente.

– Lega?

– No.

-Futuro e libertà? Grande Sud? Il partito di Fede?

– E’ dei nostri, presidente.

– Allora: con la morte nel cuore, dovremo rinunciare ad amici quali Dell’Utri, Cosentino, Verdini…

– Presidente, le liste sono chiuse.

– Cribbio! E allora: è un attacco della magistratura politicizzata! Giustizia a orologeria.

– Quindi diciamo che la magistratura sta attaccando il PD?

– Giovane, da quando lavori per il mio ufficio stampa? Vuoi tornare a scrivere i testi delle televendite di materassi?

– Ha ragione Presidente. Mi scusi presidente. Potremmo tirare fuori la storia che Mussolini fece bene tranne che per leggi razziali imposte dai nazisti.

– Ecco, bravo, bravo, tiri fuori quella storia. Adesso però mi lasci andare, ho una cena elegante che mi aspetta.

Che pizza il volantino

pizzerieC’è quella che non ti fa pagare il trasporto, tanto carica la spesa sui prezzi della pizza. Quella che prende tutti i buoni pasto, anche i buoni sconto del supermercato e i buoni del tesoro se capita. Quella che dà nomi cretini alle pizze e se ne vanta pure. Quella che mette Totò in copertina, e quella che invece rispolvera un’orgogliosa sfinge (che tanto è egiziano pure il pizzaiolo con Totò). Quella che consegna anche dall’altra parte della città, tanto la marmitta del motorino a miscela ti tiene calda la pizza, quella che ti propone anche primi e secondi surgelati, nel caso tu non avessi un microonde.
Sto parlando dei volantini delle pizzerie d’asporto, l’unica forma di stampa che sembra non andare mai in crisi. Alcuni sono ormai settimanali, prima o poi arriveremo al volantino quotidiano. Quando riesco li butto via tutti, ma se a prendere la posta è mia moglie allora trovano la via di casa e si intrufolano nei cassetti.
Tra errori grammaticali macroscopici e interculturalità sempre più diffusa (ormai il volantino pizza & kebab è un classico), i volantini delle pizzerie d’asporto sopravvivono alla crisi, segno evidentemente che un mercato c’è. Perché da qualche parte c’è qualcuno che per dare un tocco di novità alla serata propone di provare una pizzeria d’asporto nuovo, chissà che la pizza non sia più saporita, il pomodoro più fresco, chissà che non ci rilascino lo scontrino. No, quest’ultima evenienza non accade mai, le pizzerie d’asporto non rilasciano scontrino nemmeno sotto minaccia di arma da fuoco e si offendono pure se glielo chiedete. Perché mi chiedi lo scontrino? Sarà forse mai capitato che non te l’ho rilasciato? Guarda, dammi dieci minuti, il tempo di tirare fuori dal magazzino il registratore di cassa e capire come funziona, e te lo stampo, ‘sto scontrino.

Però io non sono quel qualcuno, per cui basta. Tenetevi il volantino, a me non piace cambiare, tanto lo so che alzate il prezzo ogni sei mesi con un tasso di inflazione che nemmeno la benzina durante la guerra in Iraq.
E già che ci siete cancellate quella cavolo di pizza tarantina dai menù, che non esiste, almeno non a Taranto e non per i tarantini.

Ma i proprietari dell’Ipad devono necessariamente essere stupidi?

Una vecchia battuta di G.B Shaw recitava “Per giocare a golf non è necessario essere stupidi. Però aiuta”.
Ebbene, a volta mi domando se i produttori di accessori per Ipad (e tablet in generale) considerino i proprietari di questi prodotti dei danarosi polli da spennare. Ovvio che il tablet è un prodotto abbastanza costoso e soprattutto rivolto ad una utenza specifica, ma questo non giustifica il fatto che tutto quello che è “for Ipad” debba costare il triplo di quel che vale. Una copertura adesivo antigraffio, venti euro. Un sacchetto in materiale sintetico che loro con molta immaginazione chiamano custodia, trentacinque euro. Adattatore per trasformare una presa accendisigari in una porta usb… Venticinque euro?
Venticinque euro?

 

Immagine tratta dal sito Apple. Copyriight Apple (c)
Immagine tratta dal sito Apple. Copyriight Apple (c)

Ma davvero stiamo dando i numer? Non cito la marca, ma vi assicuro che l’ho visto qualche giorno fa all’Ipercoop (in questo caso cito la marca perché tutti sanno che sono un cliente affezionato Coop).

Ma come si fa?
L’aspetto più divertente è che allontanandomi dal settore fighetto “proprietari ipad” a quello più proletario “proprietari di auto” ho trovato lo stesso accessorio (con anzi una funzione in più, perché oltre a due porte usb garantisce anche una porta d’alimentazione da 12v) a 8 euro. Stesso supermercato. E c’è pure scritto, più piccolino, per ipad e altri accessori tecnologici.
C’è però ua differenza: è nero, mentre quello da 25 euro è bianco.
Si, ripensandoci, forse avete ragione: se un proprietario di ipad spende 16 € di più er avere un accessorio che fa pendant, allora è davvero stupido.
PS Io ho preso quello nero, sono un modesto fruitore di Android (viva viva l’opensource)

Il calcio è uno scontro cuore a cuore (cartoni animati giapponesi…)

Immagine tratta dal sito www.raigulp.rai.it. Tutti i diritti del proprietario
Immagine tratta dal sito www.raigulp.rai.it. Tutti i diritti del proprietario

Appartenete a quella generazione che si domandava come mai i campi di calcio di Holly e Benji fossero così lunghi da risentire della curvatura del pianeta? Vi siete mai chiesti dov’è che trasmettono partite di bambini in mondovisione, con tanto di pubblico e commentatore? Avete provato almeno una volta ad arrampicarvi sulla traversa per poi segnare in rovesciata?
Cari miei, la nostra generazione, profondamente turbata dalle evoluzioni dei giovani campioni del mondo giapponesi (Il Giappone campione del mondo? Ma di che? Di Sudoku estremo?) è superata.

Stamattina, mentre facevo colazione, sono stato letteralmente folgorato da un cartone animato trasmesso da Rai Gulp, che stava seguendo mia figlia: Inazuma Eleven.
All’inizio ci sono i soliti ragazzini variopinti che giocano in un campetto di periferia. Niente spalti gremiti, niente commentatori, sono quasi stupito da questa scena neorealista. Unica eccezione in nome della parità tra i sessi, stavolta giocano anche bambine, e giocano anche piuttosto bene: non è per fare il solito maschilista, ma già questa scelta mi sembra inverosimile.

Improvvisamente, da dietro l’angolo, appaiono un campione argentino, uno brasiliano, uno italiano (mi pare si chiami Paolo Bianchi, almeno nell’adattamento italiano) che chiedono di aggregarsi al gruppo. Che so, avranno preso un volo low-cost, tempo di fare un salto al campetto in Giappone, per l’ora di cena saranno di nuovo a casa. Con lo Shuttle. Ma insomma, siamo ancora a livelli più che accettabili per un cartone giapponese (non dimentichiamo che Mazinga Z usciva da una piscina le cui acque si aprivano in due che manco Mosè, alla faccia dei vasi comunicanti).
Comincia la partitella, e capisco subito che no, non ci siamo. Il portiere infatti non para. Grida “Scudo di energia evoluzione 1”,  diventa paonazzo, una specie di raggio alla Jeeg Robot d’acciaio genera una calotta che respinge il pallone.

Sticacchi. Altro che respinta di pugno, solo mi domando se gli spettatori di Sky accetterebbero di essere accecati tutte le volte che il portiere fa sta mossa.
Ma il bello deve ancora venire.
Due amichette del gruppo, che avevano scioccamente accettato due braccialetti da due vecchi capelloni (il vecchio capellone è una delle cifre espressive del cartone giapponese, evidentemente non conoscono allopecia da quelle parti), vengono infatti rapite via da un fulmine. La spiegazione è ovvia. Sono state rapite da due popolazioni di extraterrestri che abitano su una montagna lì vicino. Talmente vicino che i nostri eroi la raggiungono a piedi in cinque minuti (non c’è nemmeno bisogno dell’autobus).  Se solo il povero Giacobbo avesse saputo che gli extraterrestri abitano nella prima periferia di Tokio, e per raggiungerli basta una scampagnata!
Tralasciamo la parte ovvia che non ci sono genitori, né forze di polizia, e che ovviamente anche questi extraterrestri sono tutti bambini di scuola media. Tralasciamo il fatto che abbiano rapito le due ragazzine per sacrificarle e placare un demone, anche questo è ovvio. Il bello deve ancora venire. Come si decide la sorte delle due fanciulle? Ma con una partita a calcio, ovviamente. Anche gli extraterrestri (ma mi pare che nella versione originale fossero angeli e diavoli: la traduzione italiana ha scelto una versione che non irritasse il Vaticano; Voyager indagherà) infatti amano questo sport.
La partita neanche ve la racconto. Tutto un susseguirsi di “Zona Micidiale”, “Tornado di fuoco”, “Torre inespugnabile”. Insomma una specie di incantesimi a metà strada tra Harry Potter e Goldrake.
Il campo degli angeli è in ottime condizioni, erba verde e cielo azzurro, tre spettatori in croce, ma i nostri vincono, grazie anche al gol dello straniero Paolo Bianchi (e vai!). La fanciulla è salva. Ora tocca andare a salvare l’altra sconfiggendo i demoni, e non è difficile pronosticare un’altra vittoria. Temo che me la perderò.
Ho nostalgia di Holly e Benji.
Chiudo con un paio di citazioni che vorrei voi tutti appuntaste sulle vostre agende:
“Le mie gambe desiderano solo questo: correre per salvarti”.
“Il calcio non è solo questione di tecnica. Il calcio è uno scontro cuore a cuore”

Il cofanetto sulla mensolina del negozietto

starwarsQuesto Natale mi ha portato in dote 9 dischi Blue-Ray (la saga completa di Star Wars e quella di Ritorno al Futuro).Centinaia di ore di film, commenti, documentari, script alternativi e approfondimenti che non vedrò mai, non nei prossimi dieci anni almeno. So che sono lì e che semmai vincessi un superenalotto (oppure un arresto ai domiciliari, ma evidentemente questa seconda ipotesi preferisco non considerarla) saprei cosa fare nel tempo libero.
La fantascienza mi è sempre piaciuta, poi è quella che rende meglio in alta definizione e in Dolby Digital (adoro anche Woody Allen ma non comprerei mai i suoi dvd per una scelta tecnica, infatti spesso sono sgranati per una codifica mpeg mediocre e con l’audio a due canali).
Il punto però è un altro. Le VHS arrivavano corredate da un massiccio scatolone plastico, e spesso, nei prodotti più costosi, anche un librettino che ne illuastravano i contenuti. Con un blocco di Vhs una sull’altra ci potevi fare una parte interna di casa tua risparmiando sul cartongesso.
Poi sono arrivati i dvd, più leggeri, con un occhio al risparmio e un packaging più spartano, giusto qualche codicillo sui film di animazione per accedere ad Internet e vedere quello che avresti visto anche senza codicillo. Adesso, con i blue-ray, 9 dvd li ritrovi in uno scatolotto di plastica e cartoncino senza nemmeno custodia. Eccheccacchio, il prossimo supporto multimediale ce lo venderanno incartato nei fogli di vecchi giornali come la il sedano e i ravanelli!
Possibile che i produttori non si rendano conto che se si vuole combattere la pirateria bisogna puntare sull’aspetto tattile del possesso di un oggetto come un dvd o un disco blue-ray? I film che amo posso rivedermeli anche tramite i servizi online (per non parlare delle copie illegali), siccome io amo Guerre Stellari voglio tenermelo in libreria accanto a un fumetto di Dilibert e un romanzo di Benni, Camilleri o Eco. Avrò questo diritto? E perché devo tenermelo in uno scatolotto che varrà ad occhio e croce due euro, per un prodotto che costa venti volte tanto?
I libri non moriranno mai perché c’è gente come me che è disposta a leggere il giornale su tablet, ma un romanzo no, per un romanzo vuole la carta (e se la carta è di qualità la lettura ci guadagna). Sui supporti multimediali però ho qualche dubbio: se i produttori non si danno una mossa, il cofanetto rimarrà sulla mensolina del negozietto.

Oroscopo Maya per il 2013

medaglione con lo zodiacoAllora, il 2013 c’è, e questa è la buona notizia, non era scontato per il nostro calendario. La cattiva notizia è che non sarà questo granché, ma insomma, non fate gli schizzinosi adesso.

Ariete: il segno è cornuto già di suo, voi però con quei chili decisamente di troppo non fate molto per migliorare la situazione. Sostituite la nutella con la crema di carciofi prima che qualcuno sostituisca voi.

Toro: in borsa il vostro segno è indice di ripresa e floridità. Sarà per questo che l’economia è in crisi da anni. Se trovate dei cocci per strada, raccoglieteli. Chissà che un giorno non ne ricaviate un vaso.

Gemelli: i segni doppi hanno solitamente il doppio delle sfighe e la metà delle fortune. Ma il 2013 farà eccezione, il rapporto infatti è 5 a 1.

Cancro: Il 2013 sarà ricordato come l’anno della lotta al cancro, ma non la malattia, purtroppo. Ce l’hanno proprio con voi. Fate finta di niente e se vi chiedono di che segno siete citate l’oroscopo cinese.

Leone: vi sentite il re della foresta e lo siete, ma la foresta è passata ad un regime repubblicano antimonarchico da tempo. Occhio alle ghigliottine e abbassate i toni, un ruggito sommesso sarà più che sufficiente.

Vergine: per chi di voi pensa che questo sia l’anno buono, tranquilli, l’anno buono è stato il 1994, se il vostro fiore non è stato colto allora, non lo strapperanno via neanche quest’anno. Extra vergine come l’olio e la foresta, riproponetevi sul mercato: c’è un ritorno al vintage.

Bilancia: mettete su un piatto le vostre aspettative per il 2013, e sull’altro le vostre effettive capacità di successo.Squilibrato? Allora riducete le vostre aspettative. Ancora? Ridurre, ridurre. Ancora non ci siamo? Eliminate del tutto ogni speranza. Bene! Siete in equilibrio ora. Buon 2013.

Scorpione: non è vero che gli altri vi evitano perché temono che siate velenosi. Vi evitano per altre decine di ragioni tutte validissime. Potreste sempre mettere su un gruppo rock, ma hanno già avuto l’idea, per cui non vi resta che muovervi con cautela evitando di farvi schiacciare.

Sagittario: il sagittario era un soldato specializzato nel tiro con l’arco. Ebbene sì, il vostro segno è stato surclassato dalla tecnologia, e questo dovrebbe farvi riflettere. A proposito, siamo nel 2013, non nel 1013. So che è dura accettarlo, ma qualcuno doveva pur dirvelo.

Capricorno: siete il primo segno dell’anno. Visto che c’è qualcosa in cui riuscite a essere primi persino voi? Vale anche per il 2013, siete in pole position, se in altri campi gli altri vi sovrastano, tiratevi su. Siete pur sempre il primo segno dell’anno.

Acquario: l’era dell’acquario dovrebbe essere cominciata da un pezzo, e voi nemmeno ve ne siete accorti. Presto finirà però e allora saranno dolori. Nel frattempo il meglio che si ricordi di voi è uno sfondo animato del desktop e la presenza in pizzerie anni settanta.

Pesci: il peggio sembrava passato, e invece, quando si dice dalla padella nella brace. Non preoccupatevi, solo alcuni di voi si sentiranno fritti quest’anno. Gli altri marciranno lentamente dalla testa in giù.