Inciuchame mucho

  • camera_deputatiLa direzione del PD sembra una riunione di condominio. Compagni e amici, dobbiamo affrontare il problema della pulizia delle scale, che non se ne può più di questo porcile. Allora chi è favorevole a cambiare lo spazzolone? Dopo parleremo anche della parabola centralizzata, compagno, dopo però.
    Allora, lo spazzolone? No compagni non cambiamo le carte in tavola, il mocio non è all’ordine del giorno.
  • Franceschini ha affermato che non avrebbero votato nemmeno San Francesco, se a chiederlo fosse stata la piazza. Ecco Dario, devi solo dire che nel 2006 hai tifato per la Francia e che vuoi abolire la pizza per decreto per entrare definitivamente nella leggenda.
  • Smettetela di accusare tutti D’Alema. Non è colpa sua se il PD ha vinto in Friuli
  • Si prepara la scissione nel PD. Da una parte il Partito, dall’ altra la Democrazia.
  • Dice: cosa c’hai contro D’Alema? È intelligente. Intelligente sarà intelligente, dico. Ma è sfortunato. Si è sempre trovato di fronte avversari politici più intelligenti di lui
  • Quando si mangia si spegne la tv, che oltretutto possono esserci immagini impressionanti per le bimbe. Click. (C’era Renzi al tg di La7)
  • Grande delusione dei fan di Renzi ospite della trasmissione Amici su canale 5. Smentendo i pronostici infatti il sindaco di Firenze non ha intonato né “È qui la festa?” né “Jeeg Robot d’acciaio”

Presidentiadi

  • spazzaturaI cattivi dicevano Scola, Scola, e poi è stato eletto Bergoglio. I cattivi dicono Marini, Marini. C’è da capire se lo Spirito Santo concede il bis.
  • Se Romanone nostro non ce la fa, anche S.R. potrebbe essere un buon presidente (solo le iniziali per rispetto della privacy)
  • Un grande politico non dice quello che pensa l’uomo della strada. Un grande politico aiuta l’uomo della  strada a pensare meglio.
  • PDL e Lega non parteciperanno alle votazioni per il Quirinale di venerdì pomeriggio. Ci sono dei valori da difendere. Eccheccacchio, quando è weekend è weekend
  • Dalla candidatura Marini mi aspettavo di più. Un solo voto per l’indimenticabile protagonista di Bambola è un po’ troppo poco
  • Se eleggono Amato divento grullino sul serio. KASTA!!!!11!! Morto che parla! Ugh! Tagliati lo stipendio!!!11!UGH. E dove sta scritto? Troll del PD! Troll del PD! Uhm. Mi ci vorrà ancora un po’d’esercizio.
  • Siete un branco di inutili smidollati! [applausi] Fosse dipeso da me, me ne sarei andato in pensione. Ma come si può lasciare il paese in mano ad una penosa accozzaglia di teste vuote? [applausi]E torna preside’, e torna preside’. Vabbuo’ , so’ tornato, ma voi siete proprio dei mariuoli [boato]. E se non vi comportate a modo stavolta vi faccio un mazzo così [standing ovation]

Le domande retoriche delle donne

bimbeLa retorica, a mio modo di vedere, è un’arte femminile. Se associamo a questa modalità di comunicazione i nomi di Cicerone o Shakespeare è solo perché in passato le donne avevano poche possibilità di esprimersi. Sempre poi che Cicerone fosse davvero un uomo (sul genere di Shakespeare sono state scritte biblioteche di volumi per cui lascio perdere).
Una donna non vi chiederà mai l’opinione su un suo nuovo capo d’abbigliamento. Sarebbe come chiedere ad un piromane che ne pensa dei giardini giapponesi. Una donna vuole solo una conferma della sua scelta. Se una donna esordisce con un “non voglio essere polemica”, è per anticiparvi che non solo ne ha una voglia matta, ma lo farà, sarà polemica eccome.
L’artificio retorico per eccellenza è però la domanda, appunto, retorica.
Una donna non si lamenta perché hai lavato male i piatti. Una donna dice: secondo i te i piatti sono puliti? Una donna non ti dà direttamente dell’imbecille perché non trovi le chiavi. Una donna ti dice: come mai fai sempre tanta fatica a ritrovare le tue cose?
E via discorrendo: lo chiami pulire il pavimento, quello? Perché lasci ovunque tracce del caffé che prepari? Quante volte ancora dovrò ripeterti di rimuovere il tappetino del bagno dopo la doccia?
Essendo domande retoriche, rispondere è inutile, perché con una domanda retorica una donna vi sta chiedendo: l’accendiamo? È la tua risposta definitiva? dopo avervi dato del babbeo. Rispondere equivarrebbe ad un sottoscrivere una dichiarazione di incapacità di intendere e volere. Che le donne ricorderanno – ah, se la ricorderanno – e vi rinfacceranno fra una trentina d’anni.
Ora, a casa mia ci sono tre donne. Alla prima non posso obiettare molto, essendo lei Home Chief Executive Officer mi è gerarchicamente superiore. La seconda comincia però a farsi minacciosa: papà, ti sembra che io abbia i calzini? Papà, ti sembra che questo canale trasmetta cartoni? Papà, ho detto scalini, non scale. Tu li chiami scalini questi?
La terza, per fortuna, ancora non parla. Ma già i suoi sguardi interrogativi non promettono nulla di buono.

Grullini e altri merletti

  • I grullini in parlamento hanno letto il libro della Costituzione fino a tardi. Si erano appassionatinews e volevano leggere come andava a finire
  • Mi avvicino al frigo con i gelati del bar. Ho un certo languorino. Allungo la mano verso i cornetti. Ne estraggo un Sammontana Cinque Stelle. So che é stupido, ma l’ho ributtato giù e ho preso un croccante.
  • Decine di grullini recuperati nella notte al capolinea della metropolitana di Roma. Casaleggio ci aveva ordinato di non cambiare linea, hanno spiegato ai soccorritori.
  • Settemb, ottob, novemb. Sempre più italiani non arrivano a fine mese
  • Se i preservativi reggessero quanto i sacchetti biodegradabili della Coop, sulla Terra saremmo già 15 miliardi
  • Messaggio per tutti i ragazzi che vogliono studiare comunicazione. Verrà il giorno in cui vostra figlia vi chiederà: che lavoro fai tu papà? E quel giorno invidierete profondamente i vostri amici insegnanti, medici o carabinieri

L’ombra della stella, di Lorena Lusetti

La copertina del libro
La copertina del libro

La colpa di principale di Lorena Lusetti, l’autrice de “L’ombra della stella”, è di chiamarsi Lorena Lusetti e ambientare i suoi romanzi in Emilia. Se si chiamasse, per dire, Melissa Writerspoon o Caroline Megarath (due nomi che mi sono inventato al momento e spero non esistano davvero) probabilmente avrebbe maggior successo.
Si perché se esistesse un “The star shadow” di qualche autore americano ambientato a Spanish Harlem sarebbe sicuramente un best seller. Ma magari lo sarà comunque, perché questo romanzo noir si muove rispettando i canoni del genere ma stupisce il lettore non tanto con i colpi di scena che pure ci sono quanto con le pennellate di vita quotidiana e familiare che meno di frequente sono abituati a conoscere i lettori delle storie di Marlowe. Con la protagonista, provetta investigatrice privata, che si deve destreggiare da sfruttatori di prostitute, figli che non mangiano la pizza scongelata e tranquille carriere aziendali improvvisamente troncate.
Il contesto sociale disgregato e cupo occupa spazi importanti nella storia raccontando una Bologna grigia e degradata, terribilmente vera. E non è che la provincia se la passi meglio. Nella scena a mio modo di vedere di maggiore impatto del romanzo per pathos e caratterizzazione drammatica alla protagonista che chiede disperatamente aiuto e un telefono in una periferia anonima e nebbiosa rispondono gettando delle monetine dalla finestra.
A questo, siamo arrivati? Forse anche peggio.
Ma non saprete altro da me, se volete scoprirne di più dovrete leggere “L’Ombra della Stella” di Lorenza Lusetti, edito da Damster. Fortemente sconsigliato agli onesti padri di famiglia magari un po’ ansiosi.