Il clacson del sudista

volantePur rappresentando una funzione di serie su tutti gli autoveicoli, la funzione del clacson varia decisamente a seconda della latitudine in cui questo utilissimo strumento viene utilizzato. Uno dei principali ostacoli per l’integrazione del sudista è proprio legata alla comprensione che questo importante strumento di comunicazione, nelle nebbiose regioni padane, non assolve a tanti usi per i quali invece è così popolare al mezzogiorno.

Per esempio, non si usa per salutare gli amici che camminano sui marciapiedi e che prontamente rispondono al saluto del tipico doppio colpetto di clacson. Difficile comprendere quale sia la ragione per cui i padani non approfittino di questa opportunità fornita loro dalla tecnologia, ma tant’è. Probabilmente nella nebbia non sono in grado di riconoscere gli amici. Per questo motivo non si può usare il clacson, con un colpo più lungo e deciso stavolta, per richiamare l’attenzione di un amico che non si vede da tanto tempo, e che dalla segnalazione comprenderà che l’auto sta per accostarsi per una chiacchierata lampo.

Non si usa il clacson nemmeno in coda; si sa infatti quanto i sudisti amino protestare contro il traffico, i lavori in corso, la crisi economica, la disoccupazione e quel cornuto dell’autista dell’autobus strombazzando allegramente e continuamente. Operazione di nessun costrutto, che non cambia le cose, ma il sudista a cui ciò sia fatto notare potrebbe rispondere, con il disincanto tipico di queste regioni: ecco, bravo, suonare il clacson non serve a niente, non cambia le cose. Perché votare forse cambia qualcosa? Perché i partiti di destra e sinistra che si sono susseguiti al governo hanno forse modificato in meglio la nostra situazione? Almeno suonare è divertente.

In compenso nelle fredde terre del nord si è diffusa l’abitudine di suonare nervosamente se l’auto che sta davanti non scatta prontamente al semaforo verde; atteggiamento incomprensibile per il sudista che lo trova anche un po’ maleducato visto che si sa che i semafori sono dei consigli, poi sta all’autista decidere se è il caso di seguirli no. Provate a partire a scheggia con il verde in certe soleggiate località meridionali senza aver prima controllato che non stia passando qualcuno con il rosso, e farete esperienza del più rapido dei cambi di corsia, ritrovandovi direttamente in un’altra affolata corsia, quella del nosocomio cittadino.

15 maggio 2015: ritornando a casa

Ci sono storie che non hanno bisogno di molte parole per essere raccontate. Sia perché ci sono già alcuni partecipanti che le hanno raccontate bene, e aggiungere altro sarebbe superfluo. Sia perché ci sono delle testimonianze video, come quella che vedete qui sotto, che raccontano tutto (anche troppo: quaranta minuti, ma sono fatto così, non riesco mai a tagliare abbastanza).

E allora non mi dilungo, presentare “Chiamami Legione” tra gli amici di Statte è stata una bellissima esperienza, perché sono sempre contento di tornare nel luogo dove sono cresciuto, perché anche stavolta Statte ha un ruolo importante nella storia, e perché è sicuramente vero che nessuno è profeta in patria, ma infatti io non sono profeta, e ho lasciato la patria più di vent’anni fa.

Grazie Statte, e arrivederci

Lettera al giovane emergente Alessandro Manzoni

Ritratto di Alessandro Manzoni, Francesco Hayez (1841), Pinacoteca di Brera, Milano.
Ritratto di Alessandro Manzoni, Francesco Hayez (1841), Pinacoteca di Brera, Milano.

Gentile Alessandro,
abbiamo ricevuto il suo manoscritto e siamo lieti di avvisarla che abbiamo deciso di inserirlo nel nostro piano editoriale. Complimenti!
Ci saranno alcuni interventi da apportare su suggerimento dei nostri editor. Cominciamo dal titolo: “I promessi sposi” non ci pare possa colpire i lettori, visto lo scarso appeal del matrimonio nella nostra società, tranne che per gli omosessuali. In effetti l’idea di trasformare la storia d’amore tra i due protagonisti in una relazione gay è stata suggerita dal nostro ufficio stampa, ci pensi su. Per il momento il titolo sarà “I promessi amanti”, con un pizzico di pepe in più, anche se non escludiamo l’ipotesi suggestiva gli “Gli amanti proibiti”.
La sezione delle grida andrà tagliata completamente, comprenderà la necessità di ridurre il numero delle pagine per limitare i costi. Bisognerà anche asciugare molto il testo, eliminando le lunghe descrizioni non necessarie che rallentano soprattutto l’inizio. Meglio focalizzarsi subito su Rocco e Samantha (immaginiamo infatti che i suoi nomi fossero solo provvisori, e li abbiamo prontamente sostituiti). Molto intrigante il personaggio della ragazza, così silenziosa, timida, sommessa: non escludiamo l’ipotesi di accennare a qualche suo atteggiamento vampiresco che ci sembra assolutamente calzante. Molto buona l’idea sulla monaca di Monza, veramente  azzeccata, è piaciuta subito a tutti. Occorre però sfruttarla di più: alcuni nostri collaboratori l’aiuteranno a dare maggiore colore introducendo alcune scene di bondage, s/m, feticismo e sesso estremo assolutamente confacenti alla sua storia. Abbiamo parecchie idee da sviluppare anche sul passato di Fra Cristoforo: occorre approfondire il personaggio con alcuni passaggi che evidenzino la brutalità, violenza, spietatezza del suo passato. Se il suo romanzo ha successo, prevediamo uno spin-off di natura fantasy sul personaggio, qualcosa tipo “Fra Cristoforo nella terra dei 7 elementi d’Aramanthiea”, ma ci sarà tempo per ritornare su questo tema. Anche l’innominato, con il suo torbido passato, dà adito a parecchi sviluppi; addirittura qualcuno di noi ha già accennato ad una possibile  collana (solo su ebook, però) da dedicargli: “I peccati degli innominabili”. Non voglio correre troppo, però: per il momento pensiamo a questa trilogia. Si perché “Gli amanti proibiti” ha tanto materiale da sfruttare, e abbiamo pensato di trasformarlo in una saga in tre episodi.
Ci risentiremo presto. Faremo grandi cose insieme! Il nostro responsabile commerciale la contatterà per i dettagli, come saprà è prassi richiedere ad autori emergenti come lei di acquistare il 90% delle copie della prima tiratura. Una formalità, le venderà in un batter d’occhio, anche perché ne stamperemo soltanto un migliaio e a lei faremo il prezzo di favore di 45 € a copia.
A presto, e benvenuto tra gli autori del nostro gruppo editoriale!