Befane pelle e ossa

Avrete visto anche voi i trailer del secondo episodio cinematografico dedicato a Bridget Jones. Il primo era molto divertente, il secondo non mi attrae particolarmente, a giudicare dagli spezzoni sa di minestra riscaldata. Guardando appunto questi spezzoni, e poi le interviste alla protagonista Renée Zellweger, sono rimasto sbigottito. Il tormentone era più o meno sempre lo stesso: l’attrice, per adeguarsi al personaggio, ha dovuto ingrassare ci 15 chili, diventare cicciottella, eccettera eccetera, ma dopo la dieta è tornata in forma smagliante. A parte l’invidia nei confronti di chi riesce a gestire così bene il suo peso corporeo, sono rimasto sbigottito perché, secondo me, secondo i miei canoni di bellezza superati, arcaici, maschilisti e triviali, la Zellweger stava molto meglio prima, con i 15 chili di più. Aveva un aria più allegra, più salubre, più gioviale, e poi, diciamolo, anche delle curve più pimpanti. Era più rassicurante, materna, morbida. E poi, cicciottella, ma che cavolo dite, era appena un po’ pienotta. Volete fare il paragone con quella ragazzina striminzita, barcollante, ossutarinsecchita e tutta smagliature che si è presentata alle anteprime del film? Sicuramente oltre al dimagrimento l’aria triste era legata a qualcos’altro (credo sia in crisi sentimentale, ma non sono ferrato nel gossip), ma insomma, mi piaceva di più prima. Smettiamola con questi modelli di donne manichino, a chi piacciono?

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