Il grande comunicatore

Ormai l’avrete letto già tutti, il nostro presidente del consiglio si è vantato come al solito per meriti che è difficile provare siano suoi (d’altronde è stato lui a mettere pace tra Bush e Putin, ha suggerito la formazione del Milan tutte le volte che i rossoneri hanno vinto ed è stato l’unico artefice dell’arrivo dell’estate). Ma stavolta ha di nuovo superato il labile confine che nel suo modo di fare separa un’amabile chiacchierata all’alba tra compagni di bevute e un incontro diplomatico: ha raccontato di aver fatto il playboy con il presidente finlandese per permettere all’italia di conquistare la sede dell’agenzia alimentare. Ora, personalmente credo che se fosse stato per le sue doti amatorie credo che non solo avremmo perso l’agenzia ma probabilmente da Bruxelles avrebbero ordinato di trasferire ad Helsinki anche Colosseo, Rai e Dolomiti (ricordate? fu lui a suggerire pubblicamente a sua moglie di frequentare Rasmussen, premier danese, molto più bello a suo dire di Cacciari che si mormorava intimo amico della signora Berlusconi). Ma il punto è: perché? Perché insiste? Non voglio giudicare il suo agire politico od economico perchè non avrei le competenze per farlo, ma qualcosa di media l’ho studiata: vogliamo continuare davvero a chiamarlo Grande Comunicatore? Si dirà, citando un vecchio motto: l’importante è che se ne parli. Si però il problema è che l’Europa, il mondo intero, non ne sta parlando: ne sta ridendo. E questo fa male al mady in Italy molto più delle borse cinesi di gomma.


?Il nostro presidente del consiglio
Immagine tratta dall’Espresso Online

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