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Carmine Caputo è l'autore di questo sitarello, che esce quando e come può.
E soprattutto se ne ha voglia. Non è ottimizzato per niente: se vi funziona, è solo fortuna.

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"Bologna l'oscura": i primi riscontri

"Cinque gustosi racconti serviti... alla bolognese"
(Il Sole 24 ORE)
"Sguardo affezionato, talvolta cinico, ma sempre molto efficace"
(La Repubblica)
Cinque storie gli occhi un'umanità brulicante ed eterogenea, in bilico tra estraneità e senso di appartenenza
(Il Domani)
Un dimensione inconsueta e misteriosa della "città rossa"
(Il Bologna)
"Racconti noir eleganti, imprevedibili, scritti con grande tranquillità"
(Polis)


 

 

Bologna l'oscura

Sul web

"La scrittura di Caputo si contraddistingue per il ritmo veloce, per l’ironia e per la capacità di descrivere i paradossi che riconosciamo far parte della nostra quotidianità"
(Oltrepensiero)

Caputo prende in esame gli aspetti più grotteschi e surreali della città, ma allo stesso tempo caratteristici e buffi.
(Questo Grande Brasile - il blog)

Intervista a cura di Codec Video

Dicono di me Dove trovare il libro

La Repubblica, 4 dicembre 2007

Il Bologna, 27 dicembre 2007

Il Domani, 23 gennaio 2008

Polis,febbraio 2008

 

I distributori del volume sono i seguenti:

EMILIA ROMAGNA, MARCHE e ABRUZZO
Albo Libro di Carlo Barbieri - Via F.lli Pinardi,20/A - 40129 Bologna
Tel. 051/327084 - Fax 051/322315
www.albolibro.it

CAMPANIA e MOLISE
Alpha Libri S.r.l. - Via S.Anna dei Lombardi,10 - 80134 Napoli
Tel. 081/5525013 - Fax 081/5526887
www.alphalibri.com

TOSCANA E UMBRIA
PROMEDI FIRENZE di Andrea Nocentini & C. - Via Dosio, 58 50100 FIRENZE
Tel. 055/7223711 - Fax 055/7310943

A Bologna, in particolare, lo trovate presso:

Feltrinelli piazza Ravegnana
Feltrinelli piazza Galvani
Feltrinelli via Dei Mille

Librerie Coop:
Centro nova - Villanova (Bo)
Officina Minganti

Libreria FairBook via Saffi 15, 2a
Libreria FairBook Via Portanuova

A Statte:

Cartoleria Grazia De Luca, Via Principe di Piemonte

Bologna l'oscura: la quarta di copertina
Uno scrittore in crisi accusato di spaccio, un commercialista vessato dalla fidanzata, un padre alle prese con i capricci della figlia studentessa, una laureata in filosofia impiegata in un call center, un caso di amore non corrisposto per un'ex compagna di liceo.
Cinque storie bolognesi che tracciano scenari di vita contemporanea attraverso gli occhi di un'umanità brulicante ed eterogenea, in bilico tra estraneità e senso di appartenenza. Città dalle mille sfaccettature, impenetrabile e seducente, Bologna è un agglomerato di microcosmi in cui l'eco della Storia fa da contraltare ad un presente irto di contraddizioni.
Tra routine quotidiana, prepotenti gipponi in doppia fila, mogli brontolone e centri commerciali, emerge una dimensione inconsueta e misteriosa della "città rossa", in un sottobosco costellato di insospettabili giri di droga, rapimenti e colpi di scena che introducono imprevedibili risvolti avventurosi.
Lo sguardo dell'autore - a volte affezionato, a volte cinico, ma sempre accattivante - non ha paura di esplorare le zone d'ombra di Bologna, rivelandone un lato nascosto, oscuro, e dipingendo con straordinaria ironia e con un pizzico di nostalgia l'incredibile fauna umana di "una città che gioca, che scherza, che deride, e ogni tanto bara".
Bologna l'oscura: incipit
La gente crede che la morte sia qualcosa che ci sta molto lontano, che si avvicina lentamente e che un giorno incrocia il nostro cammino. Non è così. La morte non è lontana, la morte è in mezzo a noi, ci sfiora ogni giorno, ci passa accanto per strada, nelle nostre case, nei nostri giardini. Poi un giorno ci abbraccia, e rien ne va plus.
Ma è imprevedibile, la morte, ogni tanto bluffa, ci inganna, fa delle finte che sembrano vere, e dopo ci lascia spaventati e increduli con in bocca il sapore agrodolce della limonata che ci preparava la nonna dopo una corsa in bicicletta.
Sono le cinque del mattino e nelle ultime sette ore mi sono accadute più cose che nei miei precedenti trent’anni di vita. Vago senza meta sotto i portici di una Bologna accaldata e sorniona, galleggiando in un’umidità che sembra annacquare i contorni di Piazza Santo Stefano.
Devo avere un aspetto cadaverico eppure mi sento perfettamente a posto.
Questa è una delle poche città dove uno può gironzolare aspettando l’alba scalzo, con indosso una giacca di lino strappata, una camicia macchiata di sangue, delle orchidee schiacciate in un taschino, i pantaloni di un pigiama preso in prestito eppure sentirsi perfettamente a proprio agio. I bonghisti che sonnecchiano dall’altro lato della piazza, per esempio, mi sembra siano messi decisamente peggio di me, hanno le scarpe, è vero, ma in questo momento non sarebbero in grado di distinguerle dal profilo del loro compagno di bevute. E quel tizio che ho visto uscire da un locale dietro via Castiglione, con indosso un cappotto zebrato, una bombetta all’inglese e due zoccoli con il tacco non ha certo un’aria più rassicurante di me. (...)
Non c'è solo Carmine


Io, io, io...uffa

I blog hanno la brutta tendenza ad essere molto autoreferenziali: per forza, sono diari telematici, è inevitabile, anche perché spesso gli autori pubblicano sul proprio blog quello che tutti gli altri hanno rifiutato di pubblicare altrove. Però io preferisco, per quanto possibile, lasciare spazio anche a ciò che non è necessariamente "mio".
Tanto per cominciare, all'interno trovate una breve galleria di alcune opere pittoriche di Antonio Caputo, mio padre. E siccome il successo è stato notevole, eccone una seconda galleria. Qui sopra, una nuova opera di Mario Chimienti che ormai si merita una pagina dedicata.
E poi arrivano finalmente le donne. Niente calendari, purtroppo. Questo è un sito progressista, e le donne stanno dietro all'obiettivo. Con le foto di Margherita Sarti e Barbara Vanelli ci sono anche i versi di Annamaria Bruno.


Mario Chimienti , "Arti figurative", olio su tela

Le foto di Margherita Sarti e Barbara Vanelli


Antonio Caputo, "Le grotte di Statte", olio su tela

Postulato di Carmine sulle riunioni:"Per quanto noiosa possa
essere una riunione di
lavoro, è sempre meglio che lavorare"

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2004-2008 (c) Carmine Caputo