A me sembra una cassata

Immaginate di essere un ingegnere: progettate una palazzina, comprate i materiali, istruite la ditta edilizia, seguite il cantiere, e dopo mesi, forse anni di lavoro arriva una ruspa con una scritta stampata e ve la butta giù, perchè il campanello rosso stona con il tappetino.
Oppure immedesimatevi in un medico che ricorre ad una complicata operazione di chirurgia per salvare un paziente, lo cura con tutte le sue forze, riesce a rianimarlo, poi ad un certo punto arriva un tizio con una scritta sul camice, osserva la sala, si accorge che gli avete dato un aspirina effevervescente anziché una da ingoiare, vi ordina di sospendere la cura e ammazza il povero paziente.
Ancora, non so, fate finta ti essere un insegnante che guida con passione la sua classe di liceo, trasmette loro l’amore per la cultura e la voglia di sapere, arriva a presentarli all’esame di stato, dopo di che una commissione – tutti con una scritta sulla giacca – decide di non ammettere nessuno all’esame bocciandoli perché una mattina di tre anni prima, nel fare lezione, avete dedicato tre ore ai presocratici anziché due, come previsto dal programma.
Vi sembra folle? Allora completiamo dicendo che la scritta che i tizi della finzione riportano è “Cassazione”, e allora vi renderete conto di come devono sentirsi magistrati, procuratori, ma anche assistenti, poliziotti, carabinieri, segretari, e in fin dei conti tutti i contribuenti quando la corte decide di “cassare”…

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