Buchi insondabili

Quando vedo in televesione un programma di quiz (succede mediamente una volta ogni tre anni e coincide di solito con le ferie o la malattia) penso sempre che non potrei vincere mai. Non che mi manchino delle buone basi di geografia, storia, letteratura: il problema è che ho dei buchi insondabili in argomenti “laterali” che diventano fondamentali per gli autori di quiz.
Non c’è niente da fare, non riescono ad entrare in zucca: la formazione della Juventus del 1982 è sempre lì, non si sposta, e lo spazio cerebrale è occupato anche da alcune inutili canzoni e trame di film che desidererei invano di dimenticare. Ma per esempio non c’è verso, per me, di imparare i nomi dei cocktail: sarà che non bevo quasi mai, ma per me margaritas, tequila boom boom e compagnia rimarrano sempre un mistero. Ho appena imparato che il Cuba Libre è coca cola con rum, ma i cubani non lo bevono quasi mai (preferiscono il mohito), per cui penso che lo dimenticherò. E poi non imparo mai i nomi delle razze dei cani, a parte il barboncino e il pastore tedesco, gli altri sono tutti incroci che somigliano più o meno ad un barboncino o ad un pastore tedesco.
E i nomi degli attori: adoro il cinema e guardo molti film, ma gli attori, porca miseria, mi sfuggono sempre, e devo ricorrere continuamente a perifrasi come “quello che interpreta un ruolo secondario in..” “il protagonista di…” “quella che stava con…”.
Niente quiz, con queste premesse, non ne varrebbe la pena.

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