Fermate Enrico Ruggeri!

Io lo considero uno dei migliori cantautori italiani. Sarà perché ha il dono – quando gli riesce – di raccontare una storia negli stretti vincoli imposti dalla canzone. Penso a “Il portiere di notte” “Polvere” “Il mare di inverno” “Quello che le donne non dicono”. Testi intelligenti, intessuti però non sulla solita filastrocchetta fa la do mi, ma accompagnati da melodie innovative e soprattutto arrangiamenti sopra la media. Ruggeri è stato uno dei più bravi, in Italia, a coniugare orchestra e chitarra rock, pianoforte da chansonnier e riff da punk. Ed è anche uno che ha scritto tanto, centinaia di canzoni, attraversando quasi tutti i generi, dallo swing all’heavy metal, dal folk allo pop. Un maestro della musica leggera che però non rinuncia a temi politicamente pesanti come la guerra in Bosnia, la questione palestinese, la pena di morte. Uno che sa anche prendersi in giro (cosa molto difficile a certi cantautori romani o emiliani che si sentono vate di chissà che) come dimostra la collaborazione con Elio e le storie tese .
Credo che Ruggeri, anche se non cantasse o scrivesse più, si sia garantito una pensione dignitosa e una rendita più che onorevole dai diritti d’autore. Potrebbe darsi alle colonne sonore del cinema, o scrivere racconti, o viaggiare il mondo in montain bike. Per dire.
Ma allora PERCH?, PERCH?, PERCH? si è messo a condurre una trasmissione spazzatura dove fa domande imbarazzanti a pornostar, travestiti e santoni? Fermatelo, vi prego. Piuttosto commentatore a Contro Campo. Piuttosto legga le previsioni del tempo, o il tuttologo da reality. Ma fategli smettere di chiedere a transessuali pornostar se hanno freddo sul set, vi prego.

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