La vendetta del Pensionator

Dopo una vita di sacrifici, rinunce, soprusi subiti, delusioni, finalmente per Pensionator è arrivato il momento della vendetta. E sì perché per la legge italiana – con le dovute eccezioni – il carcere non è compatibile con l’età superiore ai 70 anni.
Per cui per il nonnetto scatta l’ora della violenza impunita: potrà dar fuoco all’auto del vicino rumoroso, guidare contromano la 600 Giardiniera, abbattere i box pubblicitari per l’otto per mille in fondo alle chiese e impallinare i piccioni nel parco. Tanto, se fanno in tempo a prenderlo e condannarlo, possono solo costringerlo agli arresti domiciliari, con due di libertà: più che sufficienti per comprare la Settimana Enigmistica e la colla per la dentiera. Speriamo solo che la criminalità, dopo gli scippatori reclutati tra i minorenni perché non perseguibili, non assoldi i nonni picchiatori perché non carcerabili.
Ma in fondo ci è andata bene: l’alternativa che il precedente parlamento avrebbe potuto trovare per scarcerare Previti sarebbe stata quella di individuare l’incompatibiltà tra il carcere e i reggini del segno della bilancia.
Ci avranno pensato sicuramente.

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