Miracle Blade

Uno si sforza di essere creativo, di scrivere storie memorabili nei pochi secondi di tempo che il media planner gli concederà, cerca testimonial efficaci e slogan che restino impressi e gingle orecchiabili. Poi arriva un ometto che taglia al volo ananas e lattine, e il vostro lavoro scompare, e lui passa alla storia.
Dall’uso eccessivo ma inevitabile di termini inglesi avrete capito che sto parlando di pubblicità, ed in particolare di uno spot che va in onda sui canali locali, e che ho scoperto riscuote un successo straordinario: Miracle Blade.
Si tratta di un set di coltelli, ma questo non conto, nell’era della comunicazione globale è la pubblicità che conta, non il prodotto.
Lo spot, che dura qualche minuto per cui può essere assimilato ad una televendita, presenta da anni un baffuto tizio americano che con aria paciosa taglia qualunque cosa con questi coltelli. Sarà la mnetafora del cavaliere invincibile, sarà la precisione e la velocità con cui affetta la cipolla (se si provassi io perderei un paio di dita almeno), sarà la spregiudicatezza e l’eleganza con lancia un ananas e lo taglia in due al volo: quest’uomo è già cult.
Pochi posseggono le lame miracolose – il nome è una promessa impegnativa, ma che volete farci, sono americani, gli stessi che hanno battezzato le bombe intelligenti e “la squadra dei sogni”) – ma tutti conoscono l’ometto. Personalmente lo guardo di tanto in tanto con immutato piacere, nella speranza che l’abbiano aggiornato e che magari ci sia qualche scena in più dopo il massacro del tacchino e l’affettamento multiplo delle cipolle.
Ma anche se ciò non accade, trovo rassicurante che tra riscaldamento totale, guerra al terrorismo e crisi economica, il vecchio zio sam ci proponga anche qualche i suoi rassicuranti, invincibili coltelli: tutto cambia, ma i Miracle Blade sono sempre lì, nella cucina dell’ometto baffuto.

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