Quelle travi nell’occhio

Qualche tempo fa uno dei tanti pseudo artisti che cerca di compensare la mancanza di talento con la volgarità e l’offesa ha intitolato una mostra in una maniera oscena che non voglio neanche ripetere ("La Madonna piange…"), mostra che poi è stata soppressa.
La reazione della chiesa di Bologna come succede spesso è stata quella di chi reagisce con il Napalm per combattere una zanzara. Invettive, proteste, proclami, messe di riparazione.
Quella che era una mediocre porcheria è così diventata una forma di espressione culturale minacciata e soppressa dall’inquisizione.
Allo stesso modo, la chiesa bolognese adesso si sta battendo contro il progetto di costruzione della moschea, quasi avessimo ricevuto da Dio l’esclusività per pregarlo in un certo modo. E allora io, cattolico ignorante, mi dico: ma non sarebbe meglio se la chiesa bolognese pensasse alle sue pecorelle che si sfondano di ecstasy il sabato sera e poi si schiantano contro i pali, che fanno dell’evasione fiscale un vanto e un’orgoglio, che saltano l’ora di religione per andare a bestemmiare nei giardini e a fare gara a chi imbratta più case con lo spray?
Quand’è che cominceremo a pensare alla trave nel nostro occhio invece di essere ossesionati dalla pagliuzza in quello del vicino?

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