Trapanature

sassolinoC’è una drammatica puntata di Peppa Pig di cui sento il bisogno di parlarvi. E siccome credo l’abbiano trasmessa almeno 600 volte, non corro il rischio di rovinare il finale a nessuno. Ebbene, durante l’episodio, quell’inetto, supponente, incapace suino che dovrebbe rappresentare il ruolo paterno (anche conosciuto come Papà Pig) per piantare un chiodo fa un buco nella parete grande quanto una finestra. Siccome del papà ha almeno la capacità di iniziativa, munito di calce e mattoni rimette tutto a posto e trova persino il tempo di fare il bagnetto ai due piccolini.

Ebbene, chi mi conosce sa che mi sento a mio agio con una matita, una penna, o – per essere più al passo con i tempi – con tastiera e mouse. Anche macchina fotografica e videocamera sono strumenti a me familiari, e non disdegno certo scopa, aspiravolere, pentole e ferro da stiro. Eppure.

Eppure con un trapano in mano tutte le insicurezze di una adolescenza mediocre riemergono da un passato che credevo sepolto. Non fa per me, il trapano. Il trapano non ha il tasto “annulla”, non permette di fare prove o correggere errori. Con il trapano è sempre “buona la prima”, e se non è buona ti arrangi. Diciamola poi tutta: fare un buco in una parete non è che sia poi un’impresa così difficile. Prendi le misure, acquisti una posizione quanto più eretta possibile, vai. Cosa diamine potrà mai succederti?
Potrà succederti di trovare sulla tua strada un sassolino. Praticamente, ogni tre buchi che faccio a casa mia, uno è interrotto da un incontro ravvicinato con un sassolino. Nel dopoguerra i costruttori non si facevano troppi scrupoli, e per tirare su una palazzina usavano quel che avevano. Non escludo di aver incrociato anche la sagoma di un cranio risalente al mesozoico e un frammento di un armatura medievale, nelle mie attività di perforatore. E insomma, quando trova il sassolino, il giovane papà deve trovare una soluzione, un workaround, come dicono gli informatici. Già immagino alcuni saputelli tra voi che fanno spallucce, pensando: dilettante, con il mio Diamond Seek and Destroy Professional nessun sassolino avrebbe opposto resistenza. E va bene, il vostro Trapanik Kill’em All 2000 probabilmente non si lascia impressionare, il mio è sindacalizzato e di fronte ad un sasso di traverso comincia a cianciare di mansionario e indennitò e incrocia le braccia. Per cui ho dovuto estrarre il maledetto sassolino prima che mi consumasse la punta come una matita colorata, e alla fine non dico di aver fatto una finestra come Papà Pig, ma di certo avevo un buco un po’ più grande del fisher che avevo pensato di usare. Ce ne sarebbero stati tre o quattro e neppure troppo stretti.

Vista la scarsa credibilità nei confronti delle figlie della sua immagine di intellettuale (e non solo delle figlie, ahimè), il giovane papà ripensa a Papà Pig, se ce l’ha fatta quel grassone perché dovrei fermarmi io, si dota di cemento a presa rapida e risolve la questione. Ta-dah. Sono soddisfazioni.

Per la signora del piano di sotto: se un forte rumore dovesse svegliarla nella notte, non sono i ladri. È il televisore delle mie figlie che ho appeso io.

 

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