Condoniamo la polvere

C’è una direttiva europea che dice pressapoco che dopo 35 giorni di smog in un anno bisogna fare qualcosa per impedire che la gente marcisca affumicata. Mi sembra ragionevole. Siamo a febbraio e già tutto il nord Italia ha superato la soglia o ci va vicino, e chiunque abbia dato anche solo una volta una spolverata al davanzale della finestra ha un’idea chiara di ciò che respiriamo. I miei polmoni hanno chiesto asilo politico all’intestino che per il momento ha rifiutato, ma non so se reggerà. Ebbene, ancora una volta gli alfieri nazionali che ci illuminano dall’alto dei loro ministeri hanno trovato una risposta rassicurante: faranno un decreto legge per vanificare la direttiva europea, oppure, se proprio va male, si possono rivedere i margini di errore nel rilevamento del livello di polveri sottili nell’atmosfera. In sostanza si tratta di manomettere, armati di cacciavite e giungomma, i rilevatori di smog, per evitare che indichino il superamento del limite. Dunque è vero che oggi in Italia non si può più fare satira in Italia: semplicemente perché la satira è al potere, e fa parecchio ridere.

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