Contrordine. Va tutto bene

L’ordine è arrivato perentorio e ha lasciato spiazziat i giornalisti televisivi meno esperti. Rapine in villa da parte di rumeni? Non interessante. Paura per una gang di spacciatori marocchini? Magari nell’edizione della notte. Economia italiana in recessione? Da rivedere il pezzo. Improvvisamente Roma, rappresentata dalle tivù di regime (compresi i cosiddetti "liberi") come un centro in balia della malavita, torna ad essere la città dell’amore. Di spazzatura a Napoli non se ne parla più, gli unici servizi campani sono quelli sulla bella vita di Capri, a Milano c’è l’expo, non ci sono stupri in stazione, se proprio vogliamo dare un po’ di spazio alla cronaca nera, che sia per Bologna o Firenze, le uniche città dove non regna incontrastato il regno della felicità. Va tutto bene, e andrà sempre meglio nei prossimi cinque anni, l’ha detto il nuovo ministro degli interni.
Non ve ne siete ancora accorti? 
Correte ad accendere la televisione, allora.

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