Il cofanetto sulla mensolina del negozietto

starwarsQuesto Natale mi ha portato in dote 9 dischi Blue-Ray (la saga completa di Star Wars e quella di Ritorno al Futuro).Centinaia di ore di film, commenti, documentari, script alternativi e approfondimenti che non vedrò mai, non nei prossimi dieci anni almeno. So che sono lì e che semmai vincessi un superenalotto (oppure un arresto ai domiciliari, ma evidentemente questa seconda ipotesi preferisco non considerarla) saprei cosa fare nel tempo libero.
La fantascienza mi è sempre piaciuta, poi è quella che rende meglio in alta definizione e in Dolby Digital (adoro anche Woody Allen ma non comprerei mai i suoi dvd per una scelta tecnica, infatti spesso sono sgranati per una codifica mpeg mediocre e con l’audio a due canali).
Il punto però è un altro. Le VHS arrivavano corredate da un massiccio scatolone plastico, e spesso, nei prodotti più costosi, anche un librettino che ne illuastravano i contenuti. Con un blocco di Vhs una sull’altra ci potevi fare una parte interna di casa tua risparmiando sul cartongesso.
Poi sono arrivati i dvd, più leggeri, con un occhio al risparmio e un packaging più spartano, giusto qualche codicillo sui film di animazione per accedere ad Internet e vedere quello che avresti visto anche senza codicillo. Adesso, con i blue-ray, 9 dvd li ritrovi in uno scatolotto di plastica e cartoncino senza nemmeno custodia. Eccheccacchio, il prossimo supporto multimediale ce lo venderanno incartato nei fogli di vecchi giornali come la il sedano e i ravanelli!
Possibile che i produttori non si rendano conto che se si vuole combattere la pirateria bisogna puntare sull’aspetto tattile del possesso di un oggetto come un dvd o un disco blue-ray? I film che amo posso rivedermeli anche tramite i servizi online (per non parlare delle copie illegali), siccome io amo Guerre Stellari voglio tenermelo in libreria accanto a un fumetto di Dilibert e un romanzo di Benni, Camilleri o Eco. Avrò questo diritto? E perché devo tenermelo in uno scatolotto che varrà ad occhio e croce due euro, per un prodotto che costa venti volte tanto?
I libri non moriranno mai perché c’è gente come me che è disposta a leggere il giornale su tablet, ma un romanzo no, per un romanzo vuole la carta (e se la carta è di qualità la lettura ci guadagna). Sui supporti multimediali però ho qualche dubbio: se i produttori non si danno una mossa, il cofanetto rimarrà sulla mensolina del negozietto.

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