Il mercimonio del sapere

Il titolo è altisonante perché cominciare con un “la mia laurea non vale un c****” era troppo forte, ma il messaggio è quello: dopo Vasco, un altro Rossi si laurea in Scienze della Comunicazione, stavolta a Urbino. I personaggi sono popolari, simpatici, meritano il successo che hanno: ma perché svilire così chi quella laurea se l’è faticata con cinque anni di studi faticosi? E poi, cavolo, un minimo di pertinenza ci vuole: un conto è laureare Enzo Biagi, uno che può essere considerato senza tema di smentita un maestro della comunicazione, un conto è laureare uno che va forte in moto!!E’ uno sportivo, dategli la laurea in discipline motorie al massimo, no? Vasco Rossi è un grande musicista, siamo d’accordo, diamogli la laurea del dams, o quella in lettere, se vogliamo considerarlo (e potremmo) un poeta. Ma perché sempre comunicazione
La verità è che queste lauree sono strumenti commerciali utilizzati dalle aziende universitarie (questo sono) per farsi pubblicità Senza spendere troppo. Sono spesso quelle più piccole o quelle private a esagerare con questo abuso: difficilmente la Bocconi darà la laurea honoris causa a Iva Zanicchi per Ok il prezzo è giusto, da qualche parte in qualche università “rampante” probabilmente ci stanno pensando. La cosa triste è che il corso di comunicazione in questo modo viene presentato come una specie di scuola per Saranno Famosi, un modo elegante di accedere al mondo della televisione senza passare per il reality.
Non è così, ragazzi: la comunicazione si studia seriamente come la fisica nucleare. Certo questo discorso sarebbe più coerente se i rettori cominciassero a regalare anche lauree in biologia (alla Falchi per il contributo dato alla conoscenza del corpo umano) o in astronomia (a Tremonti, uno che negli ultimi anni ha fatto vedere le stelle a mezza Italia)…

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