Il regime dei folletti di Babbo Natale

Il principio è lo stesso che ha fatto le fortune di regimi totalitari come quello nazista o in tempi più recenti quelli del blocco sovietico. Si tratta di organizzare un stato di polizia dove ogni singolo movimento, ogni atteggiamento, ogni comportamento non in linea con le aspettative del potere viene osservato, spiato e registrato e provoca ineluttabili conseguenze negative sul soggetto non allineato. Non è necessario che questi comportamenti siano poi davvero osservati, l’importante è che ci sia la paura che ciò avvenga.
E i risultati non mancheranno, lo consiglio a tutti i genitori. Per più di un mese abbiamo infatti tratto beneficio da una favola ben organizzata che ci ha garantito che mia figlia si comportasse non dico bene, ma almeno meglio del solito. Il motivo era semplice: i folletti di Babbo Natale, posizionati ovunque, dietro ogni angolo, in ogni stanza, con la capacità di vedere e sentire tutto erano in grado di riferire a Babbo Natale del fatto che lei si stesse comportando male, con un’immediata riduzione, se non azzeramento, del parco regali. Ha funzionato e sono decisamente soddisfatto, devo dire, a tal punto che ho prolungato questa situazione di minaccia terroristica: adesso i folletti di Babbo Natale potranno riprendersi i regali in presenza di comportamenti scorretti (capricci, non ho la pipì e invece c’è, non voglio questa pappa). Bisogna stare attenti a non tirare troppo la corda, certo, e prima o poi qualcuno svelerà il segreto. A quel punto quel qualcuno pagherà le conseguenze del suo agire scellerato verificando direttamente il braccio armato dei folletti di Babbo Natale, cioè il mio.

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