La delicatezza dell’operazione

Le mani sono importanti.
Dalla loro stabilità e fermezza dipende il buon esito dell’operazione.
Un po’ di esercizio non guasterà: per esempio è un buon allenamento andare in bicicletta trasportando sui palmi precedentemente oliati alcuni grossi meloni. In fase di decollo è poi importante il silenzio assoluto, e la capacità di sollevarsi con estrema lentezza. Un qualunque movimento brusco può precludere il buon esito dell’impresa.
Se non siete in grado di sollevare un bilanciere tenenedolo perfettamente in bolla (ci sono degli utili strumenti per muratore per misurare l’inclinazione) non provateci nemmeno.
Lo spostamento è di solito la parte più facile, spceie se breve, anche se un eccesso di fiducia da parte di alcuni avventati ha prodotto sbalzi, smottamenti e conseguenti fallimenti. L’unico aspetto da tenere a mente in questa fase è il cruciale bilanciamento del baricentro, che deve essere sempre perfettamente equilibrato l’atterraggio, al contrario è il momento topico. Qui si misura il valore dell’uomo.
La manovra va preparata in partenza, onde evitare di ritrovarsi dal lato sbagliato della pista. Bene le mappe e gli schemi, ma è necessaria anche un po’ di pratica con una bacinella stracolma di acqua bollente. Altro dettaglio essenziale è la temperatura: una differenza superiore al grado manderà all’aria ogni presunzione di portare a termine la missione. La pista di atterraggio deve necessariamente essere riscaldata in anticipo.
E poi finalmente si scende, piano, con estrema dolcezza, ci si mantiene sospesi a pochi centimetri dal traguardo, poi il contatto, secco, deciso. Ecco fatto. Avete messo il piccolo a letto. Se siete stati bravi, girerà il capo e continuerà a dormire. Se avete sbagliato qualcosa, entre cinque secondi aprirà gli occhi e vi griderà in faccia tutto il suo disappunto.
Avete fallito.

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