Musichette e libert

Mi piace molto l’ultimo brano di Moby, Lift me up, ha un bel ritmo e delle soronità pop eleganti che mi fanno pensare ai migliori Depeche Mode e a David Bowie (cioè quel poco che riesco ad apprezzare della musica pop). Mi piaceva molto anche Come stai di Vasco Rossi, probabilmente il miglior brano dell’ultimo album, un giusto equilibrio di rock e canzone d’autore senza però trascurare il testo (come invece accade in un Senso, capolavoro mancato, canzone inespressa che soffoca rigirandosi sullo stesso concetto fino alla nausea). E se continuo a ripensarci, mi rendo drammaticamente conto che le ultime canzoni che mi sono piaciute (a parte Bad Religion, Green Day, Ska-p che sono fuori competizione) sono quelle selte dalle pubblicità Vodafone. Il dubbio che a questo punto mi attanaglia non è essere o non essere (meglio essere, non c’è paragone, di gente che non è ma occupa spazio ne vedo sin troppa), ma: sono quelli della Vodafone che hanno buon gusto, o i miei gusti si sono tristemente spiacciati contro la livella massificante (uao, che bell’immagine da massmediologo) delle segreterie dei call-center? Non lo so. Mi angoscia, però, la questione.
Decido di chiamare Fastweb.
E poi Tim.
E poi pure un fornitore che in segreteria ha un brano a 8 bit di Beethoven (brrr).
Ascolto varie musichette.
Mi riprendo.
Non sono tutte uguali.
Meno male.
Siamo ancora liberi di scegliere, in fondo.

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