Ombelichi e concorrenza…

Seconda puntata dedicata all’abbigliamento femminile e alla primavera. Come ho già avuto modo di scrivere trovo divertente occuparmi del rifiorire stagionale di stravaganti vestiti di donne non per maschilismo ma perché la moda maschile è prevedibile e noiosa; ma magari qualche idea su noi maschietti mi verrà.
Abbiamo già parlato di pantaloni a vita bassa, l’inevitabile passo successivo è alzare lo sguardo (non di molto) sull’ombelico al vento. Cominciamo proprio da qui, dal vento, dalla pioggia, dal freddo: ragazze mie, va bene che siamo nell’era dell’immagine, ma che immagine pensate di dare di voi se ve ne andate in giro con la pancia scoperta e la sciarpa (ne ho viste)? Direte: mi fa male la gola, non la pancia.
Ah be’, allora.
Se proprio siete intransigenti e la pancia non volete coprirla, allora scoprite anche il resto: prenderete una polmonite, ma sarete più coerenti. D’altronde capisco che i modelli televisivi non aiutano: ricordo qualche tempo fa Camilla Raznovich (peraltro molto simpatica) condurre il programma su MTV senza un filo di voce, con la sciarpa al collo per il raffredore e le tette scoperte per tre quarti. E non ditemi che nello studio faceva caldo, il sessuologo che conduceva con lei aveve il maglione a collo alto! Ragazze mie, una donna influenzata non è mai sexy, abbiate cura di voi! Ma mettiamo che faccia caldo, e quindi l’ombelico possa prendere un po’ di sole: lo scopriamo? Scopriamolo. A patto di avere meno di quarant’anni (ho visto una volta per strada una settantenne con un top e ancora ho degli incubi notturni), di esservi depilate (se invitate degli sguardi accoglieteli decorosamente) e di non essere in ambienti che richiedono concentrazione, come la chiesa, la scuola o l’ufficio. Già noi maschi ci distraiamo più facilmente.
Se poi vi scoprite ci sono gli estremi per la denuncia per concorrenza sleale…

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