Postal market?

cassetta_postaleMattina feriale, ambiente rilassato. I poster tradizionali con le tariffe hanno lasciato spazio a promozioni su articoli da cancelleria, televisori piatti in vendita, libri e giocattoli. Sono in un ufficio postale, uno di quelli piccoli che si arrangia come può visto che ancora non ha la saletta modello autogrill in cui vendere di tutto e riprendere seduta stante al pensionato parte della pensione fresca fresca di ritiro.

Squillo di telefono. Mi scusi, ora lo spengo, bofonchia la signora a cui il nipotino spiritoso ha impostato come suoneria la Cavalcata delle Valchirie, ma l’impiegata al di là del vetro sorride compiacente. Non si preoccupi, che scheda ha? Si perché noi sa vendiamo anche schede telefoniche, abbiamo un’offerta molto competitiva. Ma veramente non vorrei cambiare numero…Non non serve, fa la mobilità ed è un attimo, guardi basta che compili questo modulo, lo facciamo insieme? No? Vuole pensarci un’altro po’? Certo non si preoccupi, io però mi sento di consigliarglielo. Intanto comincia a formarsi un po’ di coda, all’altro sportello l’impiegata chiede ad un giovane prestante: è venuto in auto? Il ragazzo si irrigidisce spaesato, di tutti gli approcci quello è il più insolito, e poi l’impiegata ha il doppio dei suoi anni, veramente sì, perché? Perché abbiamo delle assicurazioni molto convenienti. Lei è assicurato, vero? Certo che lo sono. E quanto paga? Ma veramente, adesso. Guardi, con noi paga sicuramente meno. Si ma non mi interessa, sarei venuto per un bollettino. E abbiamo anche il furto e incendio. Quanti anni ha la sua auto?
Signora, sono un agente di pubblica sicurezza, ho un’assicurazione convenzionata e sono contento così. A quel punto il giovane tira fuori dalla giacca una pistola e la punta contro la signora: adesso prendi questo cacchio di bollettino sennò sparo. No vabbé l’ultima parte l’ho immaginata io, ma fino a “sono contento così” è tutto vero.
Le poste italiane sono una ricchezza straordinaria.Una rete informatizzata di servizi che raggiunge l’ultima frazione sperduta dove non ci sono uffici statali, la scuola è stata venduta e il parrocco celebra una messa ogni quindici giorni, ma l’ufficio postale c’è. Però sono anche l’esempio di quello che ci aspetta, quando tutto si farà mercato e al pronto soccorso proveranno a vendere un collirio al disgraziato che piange con la gamba rotta, mentre i consigli comunali saranno interrotti in due tempi per dare modo all’assessore di presentare la nuova invincibile batteria di pentole dello sponsor.

La scena è avvenuta il 28 febbraio: quel giorno ho spedito una raccomandata che oggi 13 aprile non è ancora arrivata.

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