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Le centrali batteriologiche

Altro che centrali di arricchimento dell’uranio.
Altro che laboratori segreti dove si progettano strumenti in grado di generare disastri climatici a fini bellici.
Altro che sotterranei dove vengono studiate armi chimiche di distruzione di massa. Se la CIA volesse davvero fare intelligence, negli asili nido dovrebbe cercare.
Lì, fra pareti colorate e fiorellini disegnati sulle porte, si generano i più potenti virus che l’umanità abbia mai affrontato. Lì la suina incontra l’aviaria a braccetto con la stagionale e tutte insieme si abbandonano ad ogni sorta di promiscuità con varicella, morbillo e orecchioni. Se la mortalità infantile negli anni è calata, ciò è avvenuto a spese dei giovani papà che credevano di essere sani e roibusti si scoprono impotenti di fronte a questo esercito batteriologico che si nasconde dietro le manine sante dei pargoli. Per carità, meglio, molto meglio così. Solo non stupitevi se in un futuro non troppo lontano ci saranno manifestazioni e picchetti di disperati che si batteranno contro l’apertura di asili nido in quartiere chiedendo piuttosto discariche di rifiuti radioattivi.

PS A tutti i giovani papà (e le giovani mamme): se portate all’asilo vostro figlio consapevoli che è malaticcio e che infetterà gli altri, nelle discariche di rifiuti, con tutto il rispetto, dovreste finirci voi.

Campioni d’Italia

Evidentemente questa è un’annata da ricordare. Dopo la beffa di Liverpool, il povero Galliani ha dovuto subire anche la sconfitta all’ultimo secondo dell’Olimpia Milano contro la Fortitudo. Come sapete, la fragile personalità dell’uomo di sinistra attuale, scossa dalle rutellanate quotidiane e dall’inconsistenza della classe politica, trova non dico giubilo ma almeno serenità solo quando vede il faccione contrariato del Padrone e della sua corte. Per espressività e teatralità dello sguardo, obiettivamente, il povero Adriano è quello che da più soddisfazione, con quello sguardo stupito con cui osserva le sconfitte come si guarda un ladro allontanarsi con la propria auto. Viva la Fortitudo, allora, finalmente tornata vincente (dopo Toto Cutugno e a pari merito con Barrichello credo abbia il record dei secondi posti), nell’anno in cui anche l’altra metà di Bologna, quella signorile e un po’ snob della Virtus, torna a calcare i parquet di serie A. Meglio così, così la smetteranno di far finta di essere felici per la Fortitudo, “visto che in fondo è sempre una squadra di Bologna…”
Per i tifosi del Bologna: coraggio, meglio un campionato da leoni in B che la solita asfissiante mediocrità in A, dopo dieci anni non se ne poteva più. Ve lo dice uno che in quanto tifoso del Taranto di retrocessioni se ne intende: ogni tanto servono.

La fortitudo campione d'Italia
Immagine tratta da http://www.quellichelafortitudo.it