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Sanremo 2024, la cronaca

Torno trafelato dalla palestra e scopro Ibrahimovic vestito da pan di stelle che fa mostra delle sue gag imperdibili.
Vabbè posso andare tranquillo in doccia

6 febbraio

Vestirsi da punk per proporre una canzone che in confronto “Gelato al cioccolato” era rock’n’roll.
La sad sono veramente sad

Alla fine anche Mengoni ha ceduto alla tentazione di comprarsi una maglia su Temu

Irama porta in scena il dramma che prima o poi abbiamo vissuto tutti nello spogliatoio, quello di scoprire che non hai l’adattatore del phon giusto.

“Da domani ascolterete queste canzoni su tutte le radio”.
Amadeus ricorda il motivo per cui da tempo ascolto solo podcast.

Fino all’ultimo non sapevo se mettere in squadra i Negramaro o i Ricchi e poveri, dopo aver sentito i Men in black du Salentu, sono contento di aver scelto Angela.

Pensare che Sanremo finisce alle due per dare spazio all’esilarante numero di Mengoni dovrebbe far riflettere sulle priorità di questo paese.

2020: “Fai rumore”.
2024: “Ti muovi”.
La trilogia di Diodato si chiuderà nel 2028 con: “Hai rotto le balle, vado a dormire sul divano”

– Ragazzi stasera non ce la faccio a cantare a Sanremo, c’ho judo!
– Dai non preoccuparti, appena finisci sali sul palco col kimono, che vuoi che sia?
(dopo l’esibizione de Il volo)

Alfa c’ha l’acconciatura adatta alla prima comunione con un ciuffo appena accennato, Dargen D’amico e Mahmood hanno quel taglio comodo che poi te li ritocchi da solo senza nemmeno bisogno del parrucchiere, Diodato, Gazzelle e Fred De Palma un caschetto che in confronto San Francesco era un punk.
Irama, il Tre e Mr Rain non si asciugano i capelli per non rovinarli con il phon, Sangiovanni tiene a distanza pure il pettine.
Ragazzi, sarete pure una generazione sostenibile, educata e preoccupata per il futuro, ma non è con il balsamo che combatterete l’allopecia. Bonjovi e Steven Tyler hanno colorato, cotonato, tirato e violentato i loro capelli con strumenti di tortura medievale, e sono ancora lì con la loro zazzera. Godeteveli e osate, finché ci sono, come fanno i La Sad, che quando non avranno più capelli saranno pronti per il reddito di inclusione.
Il più avanti di tutti è Giuliano Spoiler Sangiorgi che anticipa a tutti voi come andrà a finire, prima o poi.

8 febbraio

Prima o poi è capitato a tutti di vedere il papà che dopo aver resistito al gioco aperitivo e aver abilmente evitato il torneo di burraco, viene trascinato in pista durante la baby dance dall’animatore simpaticone e giura mai più, mai più villaggio turistico

“Il tre” non è un nome, è un voto.

Uno lavora (il tastierista), cinque ciondolano senza alcun costrutto.
Altro che governo bunk, iI Bnkr44 hanno tutto per diventare impiegati ministeriali.

Bella è bella, ma questa pelle effetto crescentina di Rose Villain non la capisco.

Dopo John Travolta che balla il ballo del qua qua mi aspetto Russel Crowe che fa scoppiare il palloncino sulla sedia col sedere, mentre Fiorello prende le iscrizioni per l’escursione di domani.

Il balsamo, questo sconosciuto. Sanremo 2024, unti e bisunti

9 febbraio

Renga e Nek mi ricordano quegli amici che si smezzano l’abbonamento di Netflix per risparmiare.
Secondo me dormono pure in doppia, mezza pensione che tanto a pranzo un panino ci basta.

Eurythmics, Gianna Nannini, Venditti.
Illudetevi pure, ma ricordate che domani dovrete tornare a sentire le canzoni del Volo, La Sad e il Tre

Fiorello è cringe.

L’acconciatura spaghettosa si conferma anche stasera. Più che Irama, Iramen.

Finalmente un messaggio ecologico; I santi francesi sul palco riciclando come camicia la tenda smessa del soggiorno. Bravi.

Io quando sento “Sarà perché ti amo” devo cantarla.
È grave dottore?

Ivana Spagna non è più biodegradabile.

Valeva la pena arrivare alle 23 per rivedere Beppe Vessicchio

Se fanno anche il bambolotto di Fiorello e lo mandano a John Travolta sono sicuro che saprà farne buon uso.

Mannaggia Angelina Mango mi ha fatto commuovere, mannaggia.
Purtroppo siamo tutti rondini destinate a volare via.
Mi sa che è ora di andare a dormire.

10 febbraio

Si questa bacheca non si fanno battute su Big Mama.
Ho un impiego e desidero mantenerlo.

“Non vorrei dire niente di sbagliato” è una delle frasi più intelligenti di quest’anno.

Finalmente stasera guardando il loro look e la scioltezza dei movimenti ho capito che Renga e Nek sono uno la guardia del corpo dell’altro.

Sarà per il testo agghiacciante ma anche stasera il Volo più che un total black è un total bleah

Se giocando a calcio vi mettete in barriera e l’attaccante non riesce a evitarvi, poi per un po’ vi assicuro che cantate come Sangiorgi anche voi.

Tutti a criticare le scarpe di John Travolta e nessuno dice nulla di Mahmoud vestito dalla Good Year.

La cosa bella di questa edizione è che Tananai bisogna ascoltarlo una volta sola.

“I santi francesi” riportano sul palco il dramma del secondo inutile, da Mauro Repetto a DJ Jad.

Bolle ha la mia età, e le mie figlie non se ne fanno una ragione.

Per paura che qualcuno si presentasse in camicia nera visti i tempi, a Sanremo quest’anno hanno direttamente abolito le camicie.

Signori, vado a dormire, tanto a occhio e croce domattina mentre farò colazione non avranno ancora proclamato il vincitore