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Sanremo 2011

Immagine tratta da www.vanityfair.it

Sarà che si è ascoltata ottima musica (AC/DC, Prince, Queen, The Clash…) – si vabbé erano gli stacchetti che giganteggiavano rispetto ai brani che annunciavano, ma non si può avere tutto – sarà che Benigni è stato immenso come al suo solito, sarà che mettetela come volete, ma in un reality non sentirete mai proclamare Gramsci, sarà che Viva l’Italia cantata da Van Der Stross e la straordinaria “Here’s to you” dei Modà e …mi hanno emozionato, ma questo Sanremo mi è proprio piaciuto.
Se poi confrontiamo la canzone di Roberto Vecchioni con quelle di Valerio Scanu e Marco Carta, allora la vertigine dà i capogiri. Sanremo quest’anno ha svoltato, speriamo lo faccia l’Italia, perché le idee son come le stelle, che non le spengono temporali

M’? piaciuto San Remo: sono messo male?

Lo so che parlare male del festival di San Remo fa molto intellettuale di sinistra, ma allora probabilmente io non sono un intellettuale, o non sono di sinistra: a me l’ultima edizione del festival mi è piaciuta molto.
Mi è piaciuta un’edizione che, con le parole di due comici – che sono le voci più autorevoli di questo paese, rendiamocene conto – ha ricordato Don Puglisi; mi è piaciuta un’edizione che ha premiato una canzone che ha ricordato la condizione disumana dei cosiddetti "malati di mente", mi è piaciuto un giovane che – se poi è stata un’operazione commerciale, meglio questa che altre – ci ha ricordato che la mafia esiste ancora, mi è piaciuta la canzone di Concato (il testo: sul genere musicale ho altri gusti), mi è piaciuta un’edizione che indirettamente ci ha ricordato la voce lontana di Rino Gaetano.
Da Che Guevara a Pippo Baudo c’è un bel salto, ma ragazzi, non dimentichiamo che veniamo dal Masini volante e dai piccioni di Pova…
PS Ma se elezioni le ha vinte il centrosinistra, perché Del Noce è ancora lì?

C’era una volta San Remo

Da anni non seguo San Remo e un po’ mi dispiace perché avere tempo per il futile significa essere ricchi e da questo punto di vista io sono un morto di fame. Tuttavia un’idea sulla televisione me la sono fatta anch’io, sbirciando qua e là.
Panariello secondo me è il comico più scipito degli ultimi anni, non solo manca completamente di ogni seppur vaga idea di satira (e per questo piace al centrodestra), il che non è una colpa, ma è estremamente carente anche nella struttura della gag che affoga nel banale e nello stiracchiato. Ricordo di aver sorriso ad una sua battuta in un programma del 98 in cui faceva il bagnino: sto ancora aspettando di ripetere l’esperienza. La classica coppia di megagnocche da affiancare al conduttore quest’anno è sostituita da una ragazza brava e competente come Victoria che però è eccitante come un brodo di legumi (per carità, tutti la vorremmo come amica, ma la gnoccaggine è un concetto distante) e da un’altra ragazza sicuramente più attraente ma che da tempo ha impersonificato il ruolo di moglie e neo-mamma e per un popolo di mammoni benpensanti come gli italiani questo ha portato il suo sex-appeal vicino allo zero. La razionalità quindi porta a dire che la coppia è stata scelta bene, qualcos’altro fa rimpiangere quel vecchio volpone di Pippo Baudo che a Sanremo portò Anna Falchi, Claudia Koll e Sabrina Ferilli, che qualcuno si sogna ancora. E i cantanti, i cantanti da tempo non contano molto, per cui non si può dare la colpa alla loro mediocrità, ma a parte i Nomadi, Venuti e Grignani (non è un caso che questi due siano usciti subito), è difficile trovare qualcosa di loro nel peer-to-peer, che oggi rappresenta il vero indice di gradimento degli appassionati di musica.
C’era una volta la prima repubblica, in cui a San Remo invitavano Beppe Grillo. Come si fa a non essere nostalgici?