Un oscurantismo illuminato

C’è l’inquinamento atmosferico che sta surriscaldando il clima (e nonostante Hollywood gli americani, che da soli inquinano per il 36%, non ne vogliono sapere di ridurre le emissioni aderendo al trattato di Kyoto), cè l’inquinamento acustico (quest’estate, ore 2 del mattino, stavo per gridare dalla finestra “Basta Giulia hai frantumato le scatole tu e le tue suppliche singhiozzanti lo vuoi capire che Marco non ne vuole sapere di te, e se anche vuoi continuare a provare a convincerlo, potete farlo altrove e non sotto la finestra di casa mia che ha la sventura di essere vicina ad una pizzeria ma guarda caso è abitata????). C’è l’inquinamento delle città legato al traffico (anche oggi a Bologna barzelletta delle targhe alterne: i dritti circolano indisturbati, gli onesti lasciano l’auto a casa).
E poi c’è l’inquinamento luminoso: quello delle tante, troppe luci che sempre di più illuminano le città, le periferie, le campagne, tutto insomma, e rendono sempre meno visibile il cielo. Il 16 ottobre si è tenuta la dodicesima giornata nazionale contro l’inquinamento luminoso, e gli astronomi hanno lanciato l’allarme: tra 25 anni la XII Giornata nazionale contro l’inquinamento luminoso ia Lattea potrebbe non essere più visibile dall’Italia.
Molti italiani avranno pensato con tranquillità: pazienza, c’abbiamo Sky e ci restano altri 300 canali…

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