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Giovani papà invecchiano

Barbapapà – anni 70 – era un vero capofamiglia rispettato. Papà Pig – anni 2000 – è un imbecille deriso da tutti i familiari. Nella rappresentazione della figura paterna nei cartoni c’é la chiave per comprendere il declino dell’impero culturale occidentale.

Gara bimbi e bimbe, bisogna raccogliere in fretta palline colorate. Le bambine vincono sempre perché raccolgono le palline mentre i maschi corrono e scalciano gridando ugh! ugh! So già che sarò un suocero rompiscatole…

Lezione del giorno per mia figlia: il limone è molto simile al clementino ma decisamente meno socievole.

Sono sempre più intimamente convinto che prima dell’homo erectus venne la mulier erecta che si mise in piedi per raggiungere più agevolmente i giocattoli della sorella.

Pensieri di fine estate

I francesi vogliono condannare con un anno di reclusione il paparazzo che ha fotografato Kate nuda. L’accusa: troppo sfocata.

Fiat: faremo scelte oculate. Scelte, o culate.

Monti ha attribuito le colpe dels crisi prima al debito pubblico, poi alle pensioni, ora allo statuto dei lavoratori… Ci manca solo che dica di aver dimenticato il quaderno dei compiti a casa, di aver avuto mal di pancia o di aver avuto sua nonna all’ospedale e poi il campionario delle scuse sarà, speriamo, esaurito

Il ministro annuncia: un pc on ogni classe. Se va bene l’anno prossimo arriveranno anche le classi.

 

 

La differenza tra fiction e film

La differenza tra un film e una fiction è che in un film c’è un auto che parcheggia e poi vediamo il commissario in ufficio, in una fiction c’è un auto che parcheggia in piazza con inquadratura panoramica, il commissario che chiude la portiera, sguardo corrucciato, si avvia verso il portoncino, estrae le chiavi, apre sospirando, sale le scale. apre la porta e finalmente arriva in ufficio, ma il tutto con una serie di campi, controcampi e movimenti di macchina che danno sfogo alla montante frustrazione del sedicente regista

Qualcosa di sinistra

“Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come ‘guerra’ le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?”

Pensate che un’affermazione come questa venga dal Partito Democratico? Macché. I burocrati di partito l’avrebbero subito bollata come sovversiva e si sarebbero affrettati a prenderne le distanze per tranquillizzare l’elettorato moderato, sarebbe partita la pioggia dei distinguo e dei “ma anche”.

Invece l’ha detto il cardinale di Milano Tettamanzi. Finalmente qualcuno che dice qualcosa di sinistra…