Archivi categoria: Personal Edition

Calendar horribilis

Un calendario così nefasto non l’avevo mai visto.  Il 25 aprile che cade il giorno di Pasquetta (o Lunedì dell’Angelo come dice chi ne sa), e pochi giorni dopo la logica conseguenza di vedere volatizzare il primo maggio di domenica. E dire che hanno fatto storie per l’innocua festa del 17 marzo.

Purtroppo non c’è molto da fare, quest’anno va così, mettiamo l’animo in pace. I ponti di primavera di questa estate saranno un po’ come il ponte di Messina: un miraggio di cui parlare per ammazzare il tempo sapendo che non esiste nella realtà.

Visto che dobbiamo festeggiare due feste in una, facciamo che questa festa sia doppia. Auguri auguri

Times goes on…

Ti tendi conto che il tempo passa perché i tuoi obiettivi principali non si pongono più di scalare vette impegnative (diventare più forte, diventare più intelligente, diventare più bello) ma di rallentare il più possibile la discesa (perdere meno diottrie possibile da vicino, perdere i capelli con dignità, dissimulare i primi acciacchi alla memoria, difendersi con dignità nelle partite di calcetto, diventare insomma meno forte, meno bello  e meno intelligente ma con dignità).

Sono maggiorenne.  Per la seconda volta

La riproduzione dei cestini

Alla fine è arrivato anche lui. Il quinto cestino della spazzatur in casa mia. Dopo l’indifferenziato (e pensare che una volta c’era solo lui), l’organico, il vetro, sono arrivati anche plastica e carta (che prima erano uniti). A parte le pile e i medicinali scaduti, che per ora non hanno un cestino loro ma spingono per ottenenerlo…
Niente da dire sull’importanza della raccolta differenziata, se fatta bene è l’unica speranza per una società sprecona come la nostra. Però in cuor mio spero che il quinto cestino sia l’ultimo: persino il mio istinto ecologista va in crisi all’idea che un giorno potremo avere un cestino per la finta pelle, un cestino per il legno, uno per il legno Ikea, uno per l’organico vegetale, uno per l’organico animale, uno per le bottiglie di vetro, uno per i barattoli, uno per i pannolini con il ripieno, uno per quelli senza, uno per tutti i quotidiani, uno per il Giornale e Libero (vanno smaltiti con procedure apposite)…

La pupù degli angeli

Quand’ero piccolo mi piaceva la neve. Perché ero piccolo. E perché non c’è la neve, in Puglia.
Magari a Martina Franca, lassù, sulle vette ben oltre i 300 metri, un po’ di neve c’era. Ma dalle mie parti era giusto un’infarinatura buona per fare festa a scuola e giocare a palline di neve prima che si sciogliesse.
Quella dell’Appennino invece è neve.
È neve eccome perché ti entra nelle ossa e te le attraversa come raggi x, solo che anziché stampare una lastra stampa te su una lastra di ghiaccio.
È neve perché mentre ci affondi senti una voce dentro che si avvicina gridando “reumatismiiiiii”.
È neve perchè altro che infarinatura, quando supera un metro la frittata è fatta. Anzi, la ciambella, e inutile fare riferimenti al buco tanto si è capito di chi è la parte offesa.
È neve perché il tuo corpo nemmeno trema, tale è lo shock termico a cui si è sottoposto, e decide che è meglio congelare in fretta piuttosto che battersi e ghiacchiarsi tra inutili agonie.
È neve perché le tue gomme termiche scivolano come quelle normali, ma con più eleganza.
È neve e non è vero che sotto c’è il pane, sotto al massimo c’è la merda congelata del cane del tuo vicino che tornerà a fiorire fra qualche giorno come se appena sfornata.
Quando mia figlia ha visto la prima volta la neve, le ho detto che quella è la pupù degli angeli.
Ma mentre noi bravi genitori provvediamo subito alla rimozione, nostro Signore, con tutti gli impegni che ha, talvolta ci mette dei giorni prima di ripulire le strade.

Produttori di spazzatura

I biscotti impacchettati uno per uno, conservati dentro la più ampia confezione di plastica. Il bagnoschiuma racchiuso nella bottiglia di plastica contenuta da una confezione di cartone, con allegato un fogliettino pubblicitario di carta. Il software su cd, venduto in una bustina di plastica trasparente contenuta da una scatola di cartone inutilmente grossa.
Persino il prosciutto del salumiere ha più carta intorno che sostanza, ormai. Prima di parlare di discariche, inceneritori e raccolta differenziata, vogliamo una volta per tutte proibire per legge il packaging ossessivo a cui ci hanno sottoposto i produttori negli ultimi anni?

Halloween? No thanks

Il 31 ottobre per la cultura satanica coincide con uno dei quattro sabba delle streghe, quello che con l’arriv o dell’inverno indicava il freddo e la morte prima della rinascita primaverile. Per gli adepti alla stregoneria, all’occultismo e al neopaganesimo è insomma l’inizio del nuovo anno.
Sicuramente meno inquietanti  i riferimenti che provengono dalla cultura druidica, per cui bisognava far festa il 31 ottobre per placare il principe della morte e gli spiriti dei defunti che tornavano sulla terra; tale messaggio pagano è rimasto anche in molte tradizioni dell’Italia Meridionale.
La zucca con la candela originariamente era una rapa, e indicava il peregrinare di Jack-O-Lantern, un uomo che secondo la leggenda irlandese era stato scacciato dall’inferno perché il diavolo, che aveva ingannato, non lo voleva neppure lì.

Secondo taluni, la frase “dolcetto o scherzetto” è la versione moderna della richiesta che i sacerdoti druidi facevano passando di casa in casa: chi non lasciava qualcosa per placare gli spiriti (il dolcetto) andava incontro alla maledizione (lo scherzetto).
“Scherzetto” che all’inizio del 900 neglin Stati Uniti voleva dire lasciarsi andare, nella notte del diavolo, ad atti di vandalismo, che per fortuna sono scomparsi negli anni. Insomma, già i punti di partenza di questa festa non sono proprio i migliori; se poi si considera che è stata trasformata dalle multinazionali americane nel solito carrozzone commerciale, allora capite perché non nutro alcuna simpatia per chi, magari in maniera innocente, ricopre i bambini di simboli dell’occultismo (pipistrelli, teschi, lune piene) e li manda in giro a chiedere dolcetti o scherzetti.

PS Lo spostamento al 1 novembre della festa di Ognissanti fu il tentativo della Chiesa di impadronirsi e “coprire” questa festa esoterica, prima si festeggiava a maggio.