Gli amici degli animali intelligenti

Paul McCartney nel corso di un’intervista alla BBC si è scagliato contro la pratica “medievale” cinese di ottenere pellicce da cani e gatti. L’ex Beatles ha spiegato che non si esibirà mai in un posto dove tali operazioni barbare sono praticate, e anzi ha invitato al boicottaggio dei prodotti cinesi. Ora, a parte il fatto che – secondo i cinesi – le pellicce di gatto sono vendute soprattutto in America ed Europa come la stragrande maggioranza dei prodotti cinesi, la mia domanda è: perché è barbaro uccidere un gatto, mentre del visone non ci importa niente? Perché ci scandalizziamo se da quelle parti mangiano il cane a noi caro, mentre non ci facciamo scrupoli ad addentare la bistecca bovina, cosa che sarebbe sacrilega altrove? Perché la mucca può essere macellata e il cane no? L’impressione – lasciando stare il caso di McCartney, sul cui impegno ecologista provato da anni non ci sono dubbi – è che ancora una volta anche dietro questi discorsi emerga il nostro imperialismo culturale, e l’idea sottintesa che gli animali più intelligenti abbiano maggiore diritto alla vita.
Forse sono un po’ matto, ma tutte le volte che sento un servizio televisivo che con tono di tragedia racconta che un delfino è morto tra le reti di una tonnara, a me dispiace per quelle centinaia di tonni su cui non piange nessun giornalista amico degli animali…

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