I pacchi della posta

C’era una volta l’ufficio postale. Tu ci andavi con un pacco, e il postino lo portava da qualcuno. Oppure andavi a ritirare un pacco che ti avevano inviato e che non ti avevano potuto consegnare. Certo, in posta si ritiravano anche le pensioni e si pagavano vaglia e bollettini, ma come dire, si trattava di servizi accessori.
Adesso in posta si comprano televisori al plasma e cd, si richiedono mutui, si fanno investimenti, si fanno bonifici. Andrebbe anche bene, non sono convinto che uno che ha fatto il postino per trent’anni il giorno dopo diventi un bancario provetto, ma sono dettagli, via. Più che altro, il problema è un altro: i pacchi.
Cari signori delle poste, capisco che adesso dovete guardare la redditività, le revenues, la produttiva e i margini operativi, ma se continuaste anche a spedire e trasferire lettere e pacchi, saremmo tutti più contenti. Uno sportellino verde con il dipendente più stressato contro 15 sportellini gialli non mi sembra un rapporto equo…

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