Il lato B

Allora, mettiamoci d’accordo.
O Miss Italia è un concorso in cui delle belle fanciulle disinibite mostrano le loro grazie nella speranza che la vista di tanti centimetri di pelle ignuda metta di buon umore uomini (e donne) che le offrano di continuare a mostrarsi, anche più nude, ma solo se è un nudo artistico. In cambio di bei soldoni. Oppure è uno spettacolo culturale per celebrare la bellezza femminile e la capacità della gioventù di intrattenere, emozionare, stupire.
Nel secondo caso, lo dico subito, non servirebbero bikini (perché si è belle anche in abito da sera), per valutare non basterebbero pochi sguardi dei giudici, e soprattuto alle concorrenti dovrebbe essere concessa un po’ più libertà di esprimersi al di fuori di rigidi binari (adesso balla; adesso canta; su la gamba; cuccia).
Nel primo caso, nel caso in cui finalmente ci decidessimo ad ammettere senza ipocrisia che ci piace vedere delle belle ragazze in mostra, scommetere su di loro, commentare audacemente la loro esibizione…
Allora perché non il lato B? Perché non mostrare le ragazze anche di spalle? Non dico che è la prima cosa che molti uomini guardano nelle donne (anche perché di solito è difficile stringere la mano ad una persona e sbirciarle il posteriore), ma sicuramente è quella che fa la differenza tra una bella donna e un “tipo”. Sarebbe bello una Miss Italia alle nove di sera con ragazze vestite che sfilano e poi suonano e poi recitano versi scritti da loro. E una alle undici e mezza dove sorridono come oche, sbattono le ciglie e si fanno inquadrare il popò. Ma è la neotelevisione, bellezza, e tutto dev’essere sempre mischiato, ambiguo, indefinito: senza lato B, però, che non si dica che siamo maschilisti…

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