Il tramonto del bio

Immagine di http://www.scottliddell.net

Qualche anno fa vicino a casa mia è stato inaugurato un posto avveniristico e affascinante: un supermercato biologico. Tutto, dai detersivi naturali alla pasta, dai prodotti per diabetici e ciliaci ai libri sulla meditazione, sapeva di moderno e antico al tempo stesso, di innovativo e tradizionale, di genuino e di raffinato. Il negozio ha chiuso qualche settimana fa e verrà sostituito da un discount. Perchè? Semplice: personalmente andavo in quel supermercato per fare i regali, non la spesa, visti i costi proibitivi. Tutto costava molto di più, e se uno sforzo per prodotti non di largo consumo come creme, dolci o deodoranti era pensabile, di certo non si poteva comprare la pasta tutti i giorni ad un costo proibitivo. A questo, siamo arrivati, a non poterci permettere più il cibo naturale, perché quello tecnologico ha invaso i mercati. Magari nel caso del supermercato biologico di Bologna c’è stata anche scarsa cura manageriale, non so, ma di sicuro la sua chiusura deve far suonare un campanellino d’allarme.
Non siamo ancora alla pecora elettrica, ma la direzione è quella.

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