L’upgrade del degrado

Qualche sera fa sono passato davanti a Porta Galliera, di fronte alla stazione, e sono stato piacevolmente sorpreso osservando un leggero miglioramento rispetto al passato, in cui l’area era zona franca di spacciatori, tossicodipendenti, prostitute.
Sto attento a cantare vittoria, però: altre zone, come l’ex ghetto ebraico, sono latrine a cielo aperto, alcune aree della zona universitaria dopo il tramonto sono fortemente sconsigliate, per non parlare poi dell’ultimo tratto di Massarenti, che ricorda certi film anni settanta ambientati negli slums di New York.
 Allora? Allora mi sento di dire che le politiche a Bologna (ma credo che la situazione sia analoga altrove) il degrado non lo combattono, lo spostano: si lamentano i comitati di quartiere, spostiamo i tossici di là. Ci sono troppe prostitute in quella strada, facciamo in modo che vadano in un’altra.
Ma è mai possibile che il degrado, anziché spostarsi, si elevi di grado?

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