Sta scendendo la catena

Da una decina di giorni tutti i telegiornali celebrano la nascita del Popolo della Libertà Condizionata, tra applausi, celebrazioni e trionfalismi. Luci, suoni, festeggiamenti. Considerando che stiamo attraversando la peggiore crisi economica degli ultimi 70 anni e molte famiglie sono sul baratro della disperazione, il minimo che uno può dire? è: beati loro, che sono così felici.
Poi mi viene in mente un giochino che facevamo da bambini. Prendevamo un piatto di plastica e lo tagliavamo in vari spicchi. Poi attaccavamo gli spicchi ai raggi delle bicicletta in maniera trasfersale: sbattendo, la bici faceva un gran rumore. E tu avevi l’impressione di guidare un piccolo rombante motorino, sentivi quel fracasso che le tue pedalate procuravano, ti entusiasmavi e pedalavi più forte. Se poi altri amici adoperavano quel trucco, il rumore era ancora più forte, la gioia maggiore. Si ma era un trucco. Non c’era nessun motore, dovevi pedalare tu. E magari con quel fracasso non ti accorgevi che ti stavi stancando più del solito, che eri a corto di fiato, che occorreva registrare i freni e che anche la catena era un po’ in difficoltà.
I populisti della libertà hanno tutto il diritto di fare baccano, speriamo solo che quan do si accorgeranno che agli italiani sta scendendo la catena la caduta non sia troppo dolorosa…

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