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Uomini a cui non piace il calcio

Ci sono, per quanto possa sembrare incredibile, uomini a cui non piace il calcio. Non solo non piace loro guardare le partite in tivù(comprensibile, specie se si tratta delle stucchevoli qualificazioni a qualcosa o degli infiniti preliminari della Champions League già Coppa dei Campioni), non solo non si esaltano nel branco quando si tratta di urlare e sventolare bandiere. Non amano nemmeno giocarci, a calcio.
Quali possono essere i motivi che possono indurre un uomo a questa condizione estrema? In alcuni casi, si tratta di schiappe paurose. Quelli che portavano la giustificazione per non fare educazione fisica alle scuole medie e che hanno con il gioco un rapporto così conflittuale da perdere anche quando fanno un solitario. La schiappa, per sopportare la sua insostenibile condizione subalterna, si giustifica disprezzando lo sport tutto. Poi ci sono quelli che invece sono forti, ma nei cosiddetti sport minori: pallavolo, basket, tennis. Relegati su Rai Sport e costretti a imprese ciclopiche per trovare spazi e compagni con cui giocare, serbano rancore per lo sport nazionale e sognano di andare a vivere in paesi alternativi, a giocare a baseball a Cuba o a Cricket in India.
Poi ci sono i radical chic, quelli che trovano il calcio triviale, volgare, grezzo. E che preferiscono ubriacarsi e molestare le ballerine dei night club. Poi ci sono gli incompatibili: o mancano completamente di agonismo, per cui osservano il movimento della palla come se dovesse accadare qualcosa di imprevedibile, la osservano e si domandano che c’è di bello; oppure di agonismo ne hanno troppo, ma hanno capito, alla quinta rissa e al terzo occhio nero, che è meglio se restano a casa.
Care amiche, se al vostro ragazzo non piace il calcio, cominciate a preoccuparvi.

Giustizia sportiva

Sono partito per il viaggio di nozze con la Juve praticamente in serie C, Lazio e Fiorentina in B, Milan fuori dalla Champion. Ritorno e trovo la Juve in B e le altre tre squadre con qualche piccola penalizzazione, praticamente nulla nel caso del Milan. Intanto però si invocano clamorose sanzioni nei confronti della Reggina.
Lo stile di essere forti con i deboli e deboli con i forti è molto italiota, così come quel finto buonismo che in realtà nasconde la precisa volonta di non punire mai se non simbolicamente i potenti. Fra qualche settimana ci potremmo ritrovare con la Juve campione d’Italia in Champions League, con tre Coppe Intercontinentali assegnate a tavolino da Galliani al Milan e con la Reggina radiata per sempre da tutte le forme di attività sportive, anche dalla federazione giuoco bocce: perché giustizia sia fatta.
Voglio tornare a Cuba