Tranquilli, non piove…

Con tutto il rispetto per l’areonautica militare, gli osservatori e la metereologia tutta, la mia considerazione nei confronti delle capacità previsionali del meteo sta più o meno a metà strada tra la lettura delle tazzine dei fondi di caffé e l’aurispicina.
La diffidenza è dovuta principalmente ai casi personali, da quando da bambino le mie feste di compleanno venivano mortificate da imprevedibili nevicate a marzo, a quando adolescente mi impegnavo nell’organizzazione di manifestazioni all’aperto annacquate da buone spruzzate d’acqua che mandavano all’aria il programma. Ricordo ancora perfettamente quando nel 1988 l’Azione Cattolica organizzò un raduno nazionale che avrebbe dovuto coinvolgere allo Stadio Flaminio decine di migliaia di ragazzi e che fu ostacolato da un nubifragio che non diede tregua a Roma e che ovviamente pochi avevano previsto.
Ma si sa, la tecnologia fa passi da gigante: durante il gran premio di oggi abbiamo sentito le voci tronfie degli ingegneri che comunicavano sicuri ai piloti di continuare a spingere sull’acceleratore che tanto i loro sistemi avanzatissimi annunciavano il sole.
Peccato che abbia diluviato e i piloti siano scivolati su e giù per la pista come biscotti Plasmon in fondo alla tazza…

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